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Che cosa dice Pfizer su terza dose e vaccino anti Omicron

Pfizer Omicron

Tutti gli annunci di Pfizer sulla terza dose del suo vaccino e di quello work in progress anti Omicron, ma anche i primi risultati degli studi sull’ultima variante identificata

 

Pfizer ha annunciato che il proprio vaccino, realizzato insieme alla tedesca BioNTech, con tre dosi neutralizza la variante Omicron ma, allo stesso tempo, ne sta progettando uno nuovo specifico contro l’ultima variante identificata. Perché?

COSA DICONO GLI ESPERTI SUDAFRICANI

Ad affermare che due dosi del vaccino di Pfizer non sono sufficienti a proteggere dall’infezione in caso di variante Omicron è stato uno studio, per ora di dimensioni ridotte, condotto in Sudafrica dall’Africa Health Research Institute.

I ricercatori, tra cui il virologo sudafricano Alex Sigal, riconoscendo i limiti dello studio allo stato attuale hanno evidenziato una “evidente riduzione” della protezione offerta dal vaccino nei confronti della variante, in assenza della dose booster.

LO STUDIO

I ricercatori sudafricani, per giungere a questa conclusione, hanno messo a contatto la variante Omicron con il siero ricco di anticorpi di 12 persone, tutte vaccinate, ma 6 delle quali in precedenza avevano contratto il Covid. Queste, secondo quanto afferma lo studio, sembrerebbero più protette rispetto a chi era stato solo vaccinato, i quali avrebbero comunque meno probabilità di contrarre la malattia grave.

Gli anticorpi neutralizzanti, fanno sapere, “diminuiscono di 41 volte a contatto con Omicron” rispetto alle varianti precedenti. Tuttavia, sia Sigal che altri esperti, tra cui il virologo tedesco Christian Drosten, ribadiscono che questo non significa che la vaccinazione protegge 40 volte meno e, anzi, sottolineano l’importanza di continuare a vaccinarsi per riportare in alto il livello degli anticorpi.

COSA DICONO PFIZER/BIONTECH (E LA BORSA)

Concordano sul calo della protezione con due dosi anche Pfizer e BioNTech, ma annunciano anche che, secondo i risultati di un primo studio di laboratorio, la terza dose di vaccino è in grado di neutralizzare la variante Omicron.

“Anche se due dosi del vaccino possono ancora offrire protezione contro la malattia grave causata dal ceppo Omicron, è chiaro da questi dati preliminari che la protezione è migliorata con una terza dose del nostro vaccino”, ha detto Albert Bourla, presidente e amministratore delegato di Pfizer.

Ieri “il titolo Pfizer a Wall Street – ha scritto Agi – dopo l’annuncio che le tre dosi di vaccino neutralizzano la variante Omicron al parziale delle 15.45, sono salite dello 0,70% a quota 52,12 dollari per azione”.

I RISULTATI

I dati, si legge in un comunicato di Pfizer, indicano che una terza dose di vaccino moltiplica fino a 25 volte gli anticorpi rispetto a due dosi contro la variante Omicron.

Gli anticorpi dopo il richiamo sono paragonabili agli anticorpi osservati dopo due dosi contro il virus originario. Il titolo anticorporale medio dell’anticorpo neutralizzante contro la variante Omicron misurato nei campioni era infatti 154 (dopo tre dosi), rispetto a 398 contro la variante Delta (dopo tre dosi) e 155 contro il ceppo originario (dopo due dosi).

Ulteriori dati sulla persistenza dei titoli neutralizzanti nel tempo dopo una dose di richiamo contro la variante Omicron verranno raccolti.

PERCHÉ UN NUOVO VACCINO PFIZER ANTI OMICRON

Pfizer e BioNTech, nello stesso comunicato, hanno annunciato inoltre che il 25 novembre hanno iniziato a sviluppare un nuovo vaccino specifico per Omicron. Lo sviluppo, fanno sapere, continuerà come previsto nel caso in cui sia necessario un adattamento del vaccino per aumentare il livello e la durata della protezione contro la variante – senza intaccare la capacità di 4 miliardi di dosi previste per il 2022.

Bourla durante il Wall Street Journal’s Ceo Council Summit ha comunque chiarito che “non sa se sarà necessario un vaccino specifico”, ma “lo sapremo in poche settimane”.

QUANDO POTREBBE ARRIVARE IL NUOVO VACCINO

I primi lotti del vaccino basato su Omicron possono essere prodotti e sono previsti per essere pronti per le consegne entro 100 giorni, in attesa dell’approvazione normativa.

Pfizer e BioNTech hanno testato anche altri vaccini specifici per le diverse varianti, che hanno prodotto titoli di neutralizzazione molto forti e un profilo di sicurezza tollerabile.

UN FRENO ALLE PREOCCUPAZIONI

Intanto, più voci continuano a ripetere che serviranno ancora almeno due settimane per stabilire se Omicron può provocare forme più gravi di Covid.

“Non c’è nessuna indicazione che la variante Omicron causi forme più gravi di Covid-19”, ha affermato Michael Ryan, responsabile delle emergenze dell’Oms.

Gli fa eco l’immunologo e capo consigliere dell’amministrazione Biden, Anthony Fauci, che ha detto: “Ci sono segnali incoraggianti sui sintomi della variante Omicron e sulla severità della malattia. […] In base ai casi, sembra che non ci sia una malattia dal profilo molto grave”.

“Visto che i dati sulla severità della malattia, i ricoveri e i decessi non sono immediati – ha aggiunto – ci vorranno almeno due settimane prima di avere una panoramica della situazione e poi altro tempo per un quadro ancor più dettagliato. Quindi, direi che non dovremmo trarre conclusioni definitive, di certo non prima delle prossime due settimane”.

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