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Booster, terza dose e richiamo. Cosa succede negli Stati Uniti sui vaccini?

Dose Booster

Tutte le novità su come si stanno muovendo gli Stati Uniti su vaccini e obbligo vaccinale

 

Dopo Pfizer, luce verde dalla Food and Drug Administration (Fda) alla dose booster per Moderna e Johnson&Johnson. Via libera anche al mix and match per la terza dose. Ecco cosa faranno gli Stati Uniti per contrastare il Covid nei prossimi mesi.

DOSE BOOSTER

La Fda ha autorizzato la dose booster anche con Moderna e J&J, finora era arrivato l’ok solo per Pfizer. La dose booster (booster dose), come chiariva l’Agenzia europea per i medicinali, non va confusa con la dose extra (additional dose). La prima si riferisce al richiamo da effettuare almeno 6 mesi dopo la seconda dose nelle persone che non hanno particolari fragilità. Serve, infatti, a mantenere alto il livello di protezione contro il Covid.

Nel secondo caso, invece, si tratta di una vera e propria dose extra, somministrata anche a meno di 6 mesi di distanza dal completamento del ciclo vaccinale, ed è indicata per le persone che hanno un sistema immunitario molto debole.

A CHI È CONSIGLIATA

La dose booster per ora viene raccomandata agli over 65, a chi è particolarmente fragile o più esposto per motivi di lavoro al contatto con il virus.

La scorsa settimana, scrive Reuters, alcuni funzionari della Fda stavano considerano la possibilità di abbassare a 40 anni l’età per la somministrazione della dose booster con Pfizer. La proposta si basa sui dati provenienti da Israele, dove i richiami sono già stati somministrati su larga scala.

Non è ancora stata presa una decisione ma potrebbe arrivare nelle prossime settimane dopo aver valutato i benefici e i rischi di un uso più ampio dei richiami.

MIX AND MATCH

La Fda ha approvato, inoltre, la vaccinazione eterologa. Per la dose booster, gli americani potranno quindi scegliere un siero diverso da quello ricevuto inizialmente.

Gli esperti sono giunti a questa conclusione anche grazie a uno studio del National Institutes of Health che ha coinvolto 458 volontari, i quali hanno ricevuto una combinazione di vaccini tra Pfizer, Moderna e J&J. In particolare, lo studio ha dimostrato che la migliore risposta immunitaria è stata ottenuta nelle persone inizialmente vaccinate con J&J e che hanno poi ricevuto il richiamo con Pfizer o Moderna. Nonostante i buoni risultati, gli esperti ritengono che sia comunque necessario ampliare lo studio.

LA VACCINAZIONE DEGLI UNDER 11

Negli Stati Uniti anche i bambini tra i 5 e gli 11 anni potrebbero a breve ricevere il vaccino. L’ha annunciato ieri la Casa Bianca, spiegando che l’iniezione potrebbe essere effettuata dal pediatra, in farmacia e potenzialmente anche nelle scuole. Nelle prossime due settimane, si continuerà a valutare la sicurezza e l’efficacia del vaccino a basso dosaggio (un terzo rispetto a quella per gli adulti) per i circa 28 milioni di bambini in quella fascia d’età.

La somministrazione di Pfizer richiederebbe due dosi a tre settimane di distanza l’una dall’altra e un’attesa di due settimane per la piena protezione, il che significa che i primi a vaccinarsi sarebbero completamente coperti entro Natale. Alcuni genitori non vedono l’ora, scrive AP.

Espandere la campagna di vaccinazione non solo frenerà il numero allarmante di infezioni nei bambini, dicono gli esperti, ma ridurrà anche la diffusione del virus tra gli adulti vulnerabili. Inoltre, consentirebbe alle scuole di rimanere aperte e alla nazione di ripartire.

OBBLIGO VACCINALE

Proprio per questi motivi, il sindaco di New York Bill De Blasio ha annunciato che tutti i dipendenti pubblici dovranno vaccinarsi, eliminando così l’opzione del tampone per recarsi a lavoro.

La decisione, ricorda il Wall Street Journal, interessa circa 46 mila impiegati municipali che non hanno ancora ricevuto la prima dose. Avranno tempo fino al 29 ottobre e chi non si adegua rischia il licenziamento. A oggi, il 71% dei lavoratori pubblici della città è vaccinato o parzialmente vaccinato.

Già lo scorso mese, Biden aveva stabilito che tutti i dipendenti federali si sarebbero dovuti vaccinare entro il 22 novembre (pena il licenziamento), ma ora il Presidente vorrebbe spingersi oltre. A quanto scrive il WSJ, infatti, starebbe pensando di introdurre il lasciapassare Covid anche ai lavoratori del settore privato di aziende con cento o più dipendenti.

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