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Azitromicina, tutti i numeri sul boom dell’antibiotico anti Covid

di

Zolgensma

Tra gli antibiotici più utilizzati nel periodo della pandemia da Covid-19 c’è l’Azitromicina (nome commerciale Zitromax prodotto da Pfizer)

 

In Italia si fa ancora un uso eccessivo di antibiotici, seppur ai tempi della pandemia da Covid-19 si assiste ad una diminuzione delle prescrizioni. Fa eccezione l’Azitromicina, nome commerciale Zitromax (e produttore Pfizer), utilizzata nel trattamento dei pazienti Covid-19, come evidenziato nel Rapporto Osmed sull’uso degli antibiotici in Italia, di Aifa.

Tutti i dettagli.

ANTIBIOTICI: USO IN CALO

Partiamo dai dati. Secondo il Rapporto Osmed, in Italia diminuisce il consumo di antibiotici: nel primo semestre 2020 ne sono stati acquistati in farmacia 13,2 dosi ogni mille abitanti, meno il 26,3% rispetto allo stesso periodo del 2019.

Diminuiscono anche quelli acquistati da asl o ospedali: meno 1,3% in media, con ampie differenze tra regioni. Solo il mese di marzo 2020, spiega Aifa, segna un picco degli acquisti di antibiotici, con un valore raddoppiato rispetto al 2019.

AZITROMICINA: UTILIZZO A +160%

A fare eccezione a questa diminuzione generale, è il gruppo di antibiotici dei macrolidi, che ha fatto segnare il +77% rispetto al 2019. Boom dell’azitromicina, con un uso del più 160, sempre secondo i dati dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) illustrati nel Rapporto Osmed sull’Uso degli antibiotici in Italia.

AZITROMICINA

L’Azitromicina, nome commerciale Zitromax (ma tanti sono anche i farmaci equivalenti), è un antibiotico della famiglia dei macrolidi.

Si tratta, si legge sul bugiardino Aifa, di “un antibiotico azalide che appartiene al gruppo di antibiotici chiamati “macrolidi”. Azitromicina blocca la crescita dei batteri sensibili”.

Lo Zitromax “è indicato negli adulti e nei bambini per il trattamento delle infezioni delle vie respiratorie (causate da germi sensibili all’azitromicina) da lievi a moderate, quali:
• peggioramento dei sintomi della bronchite cronica,
• infiammazionedei seni nasali (sinusite acuta),
• polmonite, ad eccezione di quella contratta in ospedale o casa di cura,
• infiammazione delle tonsille (tonsillite) e della gola (faringite)”.

PRODUTTORE: PFIZER

A produrre l’antibiotico è l’americana Pfizer, la stessa che ha messo a punto il primo vaccino anti Covid-19 registrato. La società ha chiuso il 2019 con un fatturato 51,75 miliardi di dollari ed un utile netto di 16,27 miliardi.

L’EFFICACIA CONTRO IL COVID

Lo Zitromax è consigliato nel trattamento anti Covid per la proprietà antibatterica dei macrolidi, che, spiega Aifa, “deriva dalla loro interazione con il ribosoma batterico e la conseguente inibizione della sintesi proteica”.

“Esistono prove – aggiunge Aifa – che i macrolidi esercitino effetti benefici nei pazienti con malattie polmonari infiammatorie oltre alla loro capacità di inibire la replicazione dei batteri patogeni. Studi in vitro e in vivo hanno dimostrato che i macrolidi mitigano l’infiammazione e modulano il sistema immunitario; in particolare essi si sono mostrati in grado di causare la downregulation delle molecole di adesione della superficie cellulare, ridurre la produzione di citochine proinfiammatorie, stimolare la fagocitosi da parte dei macrofagi alveolari e inibire l’attivazione e la mobilizzazione dei neutrofili. Il meccanismo con cui i macrolidi esercitano questi effetti antinfiammatori e immunomodulatori non è ben noto”.

ITALIA, SOVRAUTILIZZO DI ANTIBIOTICI

Che lo Zitromax sia stato utilizzato un po’ troppo? In questi mesi, “c’è stato un sovrautilizzo di antibiotici e un chiaro cattivo uso per far fronte a un’epidemia che ci ha preso di sorpresa”, ha rimarcato il direttore generale di Aifa, Nicola Magrini, durante la presentazione del rapporto.”

“A livello europeo la posizione italiana – ha detto – è nella fascia dei Paesi peggiori per quanto riguarda la resistenza a livello ospedaliero e nelle terapie intensive, e abbiamo un utilizzo medio alto di questi farmaci. Negli ultimi anni abbiamo visto un modesto calo, ma l’uso va profondamente rivisto”.

PRESCRIZIONI ANCORA TROPPO ALTE

Secondo l’Agenzia, infatti, le prescrizioni non appropriate di antibiotici superano ancora il 25% in quasi tutte le condizioni cliniche.

Si usano più antibiotici nei mesi invernali: da 10,1 dosi per mille abitanti del mese di agosto, si tocca un massimo di 22,4 dosi nel mese di gennaio. E si usano più antibiotici al Sud, sempre secondo il rapporto Aifa: il consumo medio al Sud e nelle Isole è di 19,6 dosi per mille abitanti, al Centro di 16,8, e al Nord 12,4.

“I dati confermano che, al di là della possibile incidenza di malattie infettive, esistono altri fattori che causano un uso non sempre appropriato”, scrive Aifa.

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