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Antitumorali, perché Ipsen acquista Epizyme

Ipsen Epizyme

La società farmaceutica francese Ipsen ha acquistato per 234 milioni di euro la biofarmaceutica statunitense Epizyme, il cui prodotto di punta è il farmaco antitumorale Tazverik. Tutti i dettagli

 

Ipsen, società farmaceutica con sede a Parigi, ha acquistato per 234 milioni di euro la biofarmaceutica statunitense Epizyme, che sviluppa il farmaco antitumorale Tazverik.

“La transazione è stata approvata all’unanimità dai consigli di amministrazione di Ipsen e di Epizyme e il suo completamento è previsto entro la fine del terzo trimestre del 2022”, ha dichiarato in un comunicato.

COSA FA IPSEN

Ipsen, terzo produttore francese di farmaci, è un’azienda di medie dimensioni specializzata in farmaci trasformativi in oncologia, malattie rare e neuroscienze. Come si legge sul suo sito, con vendite di Specialty Care pari a 2,6 miliardi di euro nell’anno 2021, Ipsen vende farmaci in oltre 100 Paesi.

COSA FA EPIZYME

Epizyme è un’azienda biofarmaceutica le cui attività spaziano dalla ricerca alla commercializzazione, ma la sua missione è quella di riscrivere il trattamento del cancro attraverso nuovi farmaci epigenetici per i pazienti oncologici.

L’epigenetica, spiega Le Figaro, è la scienza che studia la natura dei meccanismi che modificano in modo reversibile, trasmissibile (durante la divisione cellulare) e adattivo l’espressione genica senza modificare il Dna.

L’ACCORDO

Secondo i termini dell’accordo, fanno sapere le due aziende, Ipsen, attraverso una società controllata, avvierà un’offerta pubblica di acquisto di tutte le azioni in circolazione di Epizyme a un prezzo di 1,45 dollari per azione in contanti alla chiusura della transazione, per un corrispettivo aggregato iniziale stimato di 247 milioni di dollari più un diritto di valore contingente (CVR) per azione.

Il corrispettivo in contanti di 1,45 dollari per azione rappresenta un premio di circa il 144% rispetto al prezzo medio di chiusura di Epizyme di 0,60 dollari nei 30 giorni di negoziazione precedenti l’annuncio della transazione. La transazione sarà interamente finanziata dalla liquidità e dalle linee di credito esistenti di Ipsen.

COS’È IL TAZVERIK

L’acquisizione, chiarisce Ipsen, si concentra principalmente sul farmaco di punta di Epizyme, ovvero Tazverik (tazemetostat), inibitore di EZH2 senza chemioterapia, che ha ricevuto l’approvazione accelerata dalla Food and Drug Administration (Fda) nel 2020.

Attualmente, si legge nel comunicato, è indicato per gli adulti con linfoma follicolare recidivato o refrattario, i cui tumori sono positivi per una mutazione EZH2 rilevata da un test approvato dalla Fda e che hanno ricevuto almeno due terapie sistemiche precedenti, e per i pazienti adulti con linfoma follicolare recidivato o refrattario che non hanno opzioni terapeutiche alternative soddisfacenti, nonché per gli adulti e i pazienti pediatrici di età pari o superiore a 16 anni con sarcoma epitelioide metastatico o localmente avanzato non idoneo alla resezione completa.

Tazverik è nella Fase 3 e i primi risultati sono previsti per il 2026.

IL COMMENTO DEL CEO DI IPSEN

“Grazie a questo accordo, espanderemo le nostre attività in oncologia. Le capacità e le risorse di Ipsen in oncologia, combinate con quelle di Epizyme, accelereranno la crescita di Tazverik per raggiungere il suo pieno potenziale nei pazienti con linfoma follicolare. La forza dei dati supporta il posizionamento di Tazverik nei pazienti con linfoma follicolare sia positivo alla mutazione EZH2 che wild-type. Siamo convinti del potenziale del suo profilo di efficacia e tollerabilità, soprattutto per i pazienti anziani e/o fragili che vengono trattati in ambito comunitario”, ha dichiarato David Loew, Ceo di Ipsen.

I PROGETTI DI IPSEN

Come riporta Le Figaro, all’inizio di giugno, Loew ha dichiarato in una conferenza stampa che Ipsen, di cui è a capo dal 2020, ha come priorità l’espansione del portafoglio di farmaci in sviluppo, che avverrà attraverso partnership o acquisizioni. Per questo, Ipsen dispone di 2,5 miliardi di euro, che saliranno a 3,5 da qui al 2024.

Intanto, l’anno scorso Ipsen ha stipulato sette partnership di licenza per otto molecole. Per il laboratorio, ricorda il quotidiano francese, è necessario contrastare il calo delle vendite del suo prodotto di punta, il farmaco antitumorale Somatuline, che lo scorso anno ha fruttato 1,2 miliardi di euro e che ormai sta affrontando la concorrenza dei generici in Europa, a cui a breve si aggiungerà anche quella del Nord America, il suo più grande mercato.

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