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AI for Covid, chi gestisce e come funziona la piattaforma con le radiografie dei malati

Intelligenza Artificiale

Condividere i dati radiologici e clinici sul Covid-19 con la comunità scientifica internazionale su un unico archivio digitale: è l’obiettivo della piattaforma online AI for Covid realizzata dal Centro Diagnostico Italiano (Cdi) presieduto da Diana Bracco. Ecco gli ospedali e le università che partecipano.

 

Sta entrando a regime la piattaforma online AI for Covid per condividere i dati radiologici e clinici sul Covid-19 con la comunità scientifica internazionale su un unico archivio digitale. Ecco tutti i dettagli.

TUTTI I DETTAGLI SU AI FOR COVID E IL RUOLO DEL GRUPPO BRACCO

Il progetto “AI for Covid” è stato inaugurato lo scorso maggio con l’obiettivo di predire la prognosi dei pazienti Covid-19 per curarli tempestivamente e supportare il Sistema Sanitario Nazionale. AI for Covid nasce da uno studio combinato promosso dal CDICentro Diagnostico Italiano e da Bracco Imaging. Entrambe le realtà fanno capo a Diana Bracco, presidente e amministratore delegato del gruppo Bracco, una multinazionale della salute specializzata in diagnostica per immagini, e del Centro Diagnostico Italiano, una struttura sanitaria ambulatoriale a servizio completo orientata alla prevenzione, diagnosi e cura in regime di day hospital, si legge sul sito del CDI. Il progetto ora fa un passo in avanti con la prossima implementazione di un archivio digitale online AI for Covid Imaging Archive realizzato dal Centro Diagnostico Italiano (CDI) e che al momento contiene più di 800 esami radiografie del torace di pazienti positivi al virus SarsCov2, eseguite al momento del ricovero in ospedale. L’iniziativa italiana beneficia anche dei fondi messi a disposizione da Amazon Web Services (AWS) tramite l’iniziativa AWS –Diagnostics Development Initiative.

COME FUNZIONE AI FOR COVID

Il progetto “AI for Covid” consiste nella raccolta e nell’esame delle RX toraciche eseguite al momento del ricovero su pazienti affetti dal virus Sars-Cov2. Successivamente un software di intelligenza artificiale che utilizza Amazon SageMaker, un servizio che consente a data scientist e sviluppatori di creare, formare e distribuire in modo rapido modelli di machine learning (ML), elabora le informazioni riportate in cartella clinica e le immagini RX del torace, fornendo così indicazioni sul futuro andamento clinico del paziente. I dati sono stati raccolti durante la prima ondata pandemica a partire dalla radiografia e dai dati clinici rilevati al momento del ricovero.

LE PAROLE DI DIANA BRACCO

“Mi fa molto piacere che già oggi possiamo presentare un piccolo esempio di quanto la ricerca riesce a fare per fronteggiare la terribile pandemia di Covid” e dal “Centro Diagnostico Italiano e Bracco Imaging stanno lavorando alla messa online di una innovativa piattaforma di data-sharing ‘AIforCovid Imaging Archive’, realizzata al fine di promuovere la condivisione dei dati radiologici su Covid-19 con l’intera comunità scientifica internazionale”, ha detto due giorni fa la presidente e amministratore delegato del gruppo Bracco, Diana Bracco, aprendo il webinar “Beyond research and innovation – Bracco verso Expo Dubai” cui prendono parte, tra gli altri, l’Ambasciatore negli Emirati Arabi Uniti, Nicola Lener, ed il Commissario Generale per Expo Dubai, Paolo Glisenti.

LE RICADUTE PER IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE

AI for Covid è uno strumento per predire il decorso della malattia. Per i sanitari sarà più semplice e rapido identificare, sin dall’esordio della malattia, i pazienti che evolveranno verso una condizione più grave e potrebbero avere necessità di macchinari per l’assistenza ventilatoria meccanica in terapia intensiva. In tal modo si migliorare il triage in ospedale, consentire terapie personalizzate e conoscere in anticipo quanti posti di terapia intensiva saranno occupati con un orizzonte temporale ampio. Questo permetterà di migliorare la gestione delle risorse dell’ospedale in caso di picchi di afflusso di pazienti Covid-19.

IL RUOLO DI AWS NEL PROGETTO AI FOR COVID

Il progetto, oltre a contare sulla collaborazione di numerosi centri di ricerca italiani, vede la partecipazione di Amazon in qualità di azienda finanziatrice attraverso la fornitura di strumenti di Intelligenza Artificiale e analisi dei dati. La partecipazione di Amazon Web Services (AWS) al progetto italiano si inserisce nel programma globale AWS – Diagnostics Development Initiative che il colosso informatico ha istituito per “accelerare la diagnostica, la ricerca e i test su Covid‑19, e supportare, attraverso la propria piattaforma di servizi di Cloud Computing, gli istituti di ricerca, i consorzi di ricerca e gli enti privati che lavorano per rendere disponibili soluzioni diagnostiche migliori, più accurate e più rapide, promuovendo al tempo stesso una più efficace collaborazione tra le organizzazioni di tutto il mondo impegnate su problemi simili”, come si legge sul suo sito. Nell’ambito di questo programma, AWS ha stanziato un investimento di 20 milioni di dollari attraverso crediti per l’utilizzo dei servizi AWS e di supporto tecnico. Il progetto ‘AIforCOVID’ potrà avvalersi dei seguenti strumenti forniti da Amazon: Amazon SageMaker, attraverso il quale formare e distribuire modelli di machine learning, ed analizzare quindi le immagini delle RX toraciche archiviate, Amazon QuickSight, per analizzare l’enorme mole di dati prodotta, Amazon Athena, Amazon Redshift e AWS Glue, per conservare, manutenere e consultare i dati raccolti.

CHI PARTECIPA AD AI FOR COVID

Allo studio e alla creazione dell’archivio digitale hanno partecipato, e stanno partecipando, realtà di ricerca nazionali come l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova ed il Campus Bio-medico di Roma, enti che si occupano dell’analisi dei dati e dello sviluppo degli algoritmi di Intelligenza Artificiale. A queste si affiancano realtà accademiche ed ospedaliere specializzate in Imaging Diagnostico quali la Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore – Università degli Studi di Milano, la Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo ed Università degli studi di Pavia, gli Ospedali Fatebenefratelli-Sacco e SS. Paolo e Carlo di Milano, l’Azienda Ospedaliera Careggi – Università degli studi di Firenze e l’Ospedale San Gerardo di Monza – Università Bicocca.

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