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8 miti da sfatare su Covid-19

Credenze e fake news sulCovid-19 smentite da prove scientifiche. Un estratto dal libro di Marco Ferrazzoli e Giovanni Maga del Cnr “Pandemia e infodemia – Come il virus viaggia con l’informazione” (Zanichelli)

 

1. Il nuovo coronavirus è solo un’influenza.

Il virus Sars-Cov-2 appartiene alla famiglia dei Coronaviridae, mentre i virus influenzali a quella degli Orthomyxoviridae. Sono due virus completamente diversi, sia da un punto di vista genetico che per la malattia che provocano, anche se entrambi aggrediscono le vie respiratorie. Molti virus infettano le nostre vie aeree, ma con meccanismi e conseguenze del tutto diverse. L’acronimo Sars indica, appunto, la capacità del nuovo coronavirus di causare una sindrome respiratoria acuta severa, potenzialmente letale in soggetti particolarmente fragili.

2. Per curare la Covid-19 bastano la vitamina C e il paracetamolo.

È importante per la salute assumere il corretto quantitativo di vitamine attraverso una dieta corretta e bilanciata, ma dosi superiori al normale fabbisogno, assunte per esempio tramite integratori alimentari, possono essere nocive se non si soffre di una specifica carenza vitaminica. Non esiste alcuna evidenza scientifica che la vitamina C, o altre vitamine, abbia un’azione antivirale contro Sars-Cov-2. Il paracetamolo serve ad abbattere la febbre, ma non ha effetto sull’infezione virale. L’infezione da Sars-Cov-2 può danneggiare seriamente molti organi, non solo i polmoni, ma anche reni, intestino, cuore, cervello. Pertanto, non deve essere sottovalutata e va assolutamente curata con i farmaci approvati e sotto stretto controllo medico.

3. Il virus Sars-Cov-2 è trasmesso dalle punture delle zanzare.

Sars-Cov-2 è un coronavirus. Nessun coronavirus è in grado di infettare, e quindi essere trasmesso, da zanzare o altri insetti. I coronavirus infettano esclusivamente i vertebrati: mammiferi e uccelli.

4. Le mascherine non proteggono dalle varianti di Sars-Cov-2.

Le mascherine, grazie alla loro capacità filtrante, sono una barriera fisica che impedisce l’ingresso del virus nelle nostre vie respiratorie. Sono efficaci nel bloccare tutti i virus che si diffondono per via aerea. Varianti incluse, poiché la modalità di trasmissione non cambia: avviene sempre tramite inalazione delle goccioline di saliva o dell’aerosol. Le mascherine erano diffuse per contrastare le epidemie anche prima del Sars-Cov-2 e ci vuole molta cautela nel prevedere la loro dismissione, che qualcuno pensa possibile se raggiungessimo una quota elevata di immunizzazione: l’esempio di Israele ci suggerisce prudenza.

5. Se ci contagiassimo tutti raggiungeremmo velocemente l’immunità di gregge.

Questa affermazione, che per la pandemia da Covid-19 prende spunto dal cosiddetto «modello inglese», è verosimile in teoria ma inapplicabile. Esponendo il 60% della popolazione britannica al virus e calcolando una mortalità del 2%, ci sarebbero 200.000 morti ogni 10 milioni di persone; inoltre, nessun sistema sanitario potrebbe sostenere l’emergenza del 10% circa di malati che, mediamente, necessita di terapia intensiva. Per questo Alberto Mantovani, che definisce certe proposte «da irresponsabili», a marzo 2020 preferisce parlare, anziché di immunità di gregge, di «immunità di comunità», dove è insito «il concetto di solidarietà». E infatti si deve raggiungere coi vaccini, non col contagio. In tale condizione la malattia diventa endemica, come l’influenza stagionale, cioè non produce più effetti importanti almeno sulla stragrande maggioranza dei soggetti.

6. Su Internet si trovano moltissime informazioni contrarie a ciò che la scienza «ufficiale» dice su Covid-19.

Non esiste una scienza più o meno «ufficiale»: perché un risultato sia davvero scientifico deve superare un controllo basato su revisori autorevoli (peer review) ed entrare in un sistema condiviso dalla comunità internazionale che permette di misurarne il prestigio, in base ad alcuni indici come l’impact factor, l’h-index, e altri. In rete si trovano però informazioni che dicono tutto e il contrario di tutto. Anche queste possono essere in parte verificate, soprattutto in base all’autorevolezza riconosciuta della fonte che le diffonde.

7. I vaccini approvati contro Sars-Cov-2 sono ancora sperimentali e sono stati approvati in fretta per interessi economici, ma non garantiscono nessuna sicurezza.

I vaccini autorizzati hanno completato tutti i passaggi della sperimentazione necessari per l’autorizzazione all’immissione in commercio da parte dell’Agenzia europea per il farmaco. Quelli attualmente usati in Italia (Comirnaty di Pfizer-BioNtech, Vaxzevria di AstraZeneca, Spikevax di Moderna, Vaccino anti Covid-19 Janssen) pertanto non sono sperimentali, ma hanno completato un rigoroso iter che ne attesta qualità, sicurezza ed efficacia. Lo sviluppo di questi vaccini è stato accelerato per fare fronte all’emergenza, grazie anche al fatto che le tecnologie su cui si basano erano ampiamente note e utilizzate. Certamente non sono ancora del tutto noti alcuni aspetti della loro efficacia, quale la durata della risposta immunitaria, ma la scelta di ritardarne la disponibilità avrebbe comportato un altissimo numero di vittime e malati in più.

8. I vaccini provocano malattie e persino l’autismo.

Nessuna cura, terapia e attività umana in generale è a «rischio zero», ma il rapporto tra rischi e benefici dei vaccini approvati è ampiamente a favore dei secondi. Detto questo, la bufala del «nesso causale» tra vaccinazioni pediatriche e disturbi dello spettro autistico è nata da un articolo truffaldino pubblicato nel 1998 sulla prestigiosa rivista medica The Lancet, e successivamente ritrattato, mentre il suo autore è stato espulso dal collegio dei medici britannici. La fake ha presto piede perché i sintomi di questa sindrome si manifestano in genere nell’infanzia, negli stessi anni in cui sono previste le vaccinazioni, ma innumerevoli ricerche hanno dimostrato che non ne sono la causa. Purtroppo, a distanza di tanti anni, la bufala circola ancora e addirittura si registrano sentenze di risarcimento contro la sanità e a favore di genitori di bambini autistici che poggiano su questa base inconsistente.

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