Reti per la crescita

Il caso British Telecom-Ofcom sulla rete in Gran Bretagna visto da Franco Bassanini

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banda larga

Openreach è una società indipendente da British Telecom, ma solo formalmente. La telco continua a ad essere significativamente coinvolta nella pianificazione finanziaria e strategica dell’azienda della banda larga. Tutte le ultime novità dalla Gran Bretagna e il commento di Bassanini, presidente di Open Fiber, su Twitter. Articolo di Giusy Caretto

La separazione di Openreach da British Telecom (BT) procede. Con difficoltà. Come in tutte le grandi storie d’amore (e di interesse), la separazione definitiva è difficile, c’è chi prova sempre a recuperare o a tenere, in qualche modo, i contatti.

Ed è questo il caso di British Telecom e della sua divisione sulla banda larga Openreach: il regolatore di mercato britannico Ofcom, dopo aver studiato la situazione di mercato e la struttura societaria dell’incumbent, ha ordinato la separazione della rete. Le due società stanno procedendo nel rispetto della legge, ma BT sembra intrufolarsi in tutto quello che è il processo di pianificazione di Openreach.

La storia non è sfuggita a Franco Bassanini, già ai vertici di Cdp e ora presidente dell’Italiana Open Fiber, che ha commentato su twitter quanto sta accadendo nel Regno Unito. Ma andiamo per gradi.

LA DIVISIONE DELLA RETE

Tutto parte nel 2016, dallo studio “Establishing world-class connectivity throughout the Uk” di Ofcom, dopo numerose pressioni degli operatori rivali che volevano che a BT venisse formalmente ingiunto di scorporare la divisione che gestisce l’infrastruttura di rete di banda larga. L’analisi evidenziava un monopolio da parte di BT che danneggiava la concorrenza.

E così, Openreach, già funzionalmente autonoma, è stata obbligata da Ofcom a diventare un’azienda del tutto distinta, con un board, membri non esecutivi e presidente non affiliati in alcun modo con BT, pur se sempre all’interno del gruppo BT.

BRITISH TELECOM SEMPRE PRESENTE

A due anni (o poco meno) di distanza e a separazione quasi completata (devono essere trasferiti i dipendenti Openreach alla nuova Openreach Ltd), poco o nulla sembra cambiare nella sostanza, come denuncia un articolo di Reuters.

Il fornitore nazionale di infrastrutture a banda larga della Gran Bretagna, è un’entità legale separata da BT e ha un proprio consiglio indipendente, ha spiegato Ofcom, ma BT continua ad essere “significativamente coinvolta” nella pianificazione finanziaria e strategica di Openreach.

In un rapporto presentato giovedì 14 giugno, Ofcom sostiene: “Siamo inoltre preoccupati che il nuovo Consiglio di investimento di BT abbia rivisto le proposte di investimento di Openreach con l’obiettivo di essere inclusa nei suoi piani strategici, prima che i progetti finali fossero presentati all’Openreach Board per l’approvazione”.

Le società di telecomunicazioni che fanno affidamento su Openreach, spiega Ofcom, hanno chiesto maggiore trasparenza nel processo decisionale e continuano ad evere dubbi sulla capacità di Openreach di “agire con maggiore indipendenza e trattare tutti i propri clienti in modo equo nella pratica”.

IL TWEET DI FRANCO BASSANINI

A commentare il tutto è stato Franco Bassanini, presidente di Open Fiber, su twitter. Open Fiber, co-partecipata al 50% da Cdp ed Enel, porterà la banda ultra larga nelle aree a successo e a fallimento di mercato nel territorio italiano.

“A poco serve la separazione societaria della infrastruttura di TLC dell’operatore dominante, se l’indipendenza della NetCo non è garantita: lezioni da UK….”, ha cinguettato Bassanini.

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