La missione indiana di Emmanuel Macron punta a blindare il potenziale accordo sui Rafale, ma anche la cooperazione strategica con Nuova Delhi.
Il presidente francese è arrivato ieri in India per una visita di tre giorni con l’obiettivo di consolidare i rapporti bilaterali, in particolare nei settori della difesa e dell’intelligenza artificiale, due ambiti considerati sempre più centrali nella partnership strategica tra Parigi e Nuova Delhi.
Soprattutto, la visita istituzionale arriva dopo l’approvazione del governo indiano per l’acquisto di oltre 100 caccia francesi Rafale per un valore stimato di circa 35 miliardi di dollari. La commessa, se confermata, potrebbe diventare il più grande accordo militare mai concluso dall’India. Quest’ultima, infatti, sta cercando di ridurre progressivamente la propria dipendenza militare dalla Russia – che resta tuttora il principale fornitore di armamenti del Paese – puntando al contempo a rafforzare la produzione interna nel settore della difesa.
Dal 2015, Nuova Delhi ha già acquistato 26 jet Rafale per un valore di circa 8,7 miliardi di dollari. Inoltre, nell’aprile 2025, il governo indiano ha annunciato un nuovo accordo multimiliardario per l’acquisizione di altri 26 Rafale destinati alla Marina, segnale di un interesse crescente verso il velivolo prodotto dalla francese Dassault.
Tutti i dettagli.
LE INTESE TRA PARIGI E NUOVA DELHI
Ieri a Mumbai l’inquilino dell’Eliseo ha incontrato il premier indiano Narendra Modi, dove i leader avrebbero discusso dell’ampliamento della partnership militare tra i due Paesi. Dopo l’incontro con Modi, Macron ha elogiato la “notevole accelerazione” delle relazioni con Nuova Delhi.
Come rileva Bloomberg, i due leader hanno rinnovato il loro accordo di cooperazione in materia di difesa per altri 10 anni.
Il presidente francese ha dichiarato che il cambiamento è avvenuto in risposta al “cambiamento dell’ordine internazionale”, aggiungendo che né la Francia né l’India vogliono “essere soggette ad alcuna forma di egemonia” o al “conflitto di pochi”, riporta Dw.
Da parte sua il leader indiano ha sottolineato che “Il partenariato India-Francia non conosce confini, può estendersi dalle profondità degli oceani alla montagna più alta”, aggiungendo che “Nel turbolento mondo di oggi, questa è una partnership per la stabilità globale”.
LA MAXI COMMESSA INDIANA PER I RAFALE
La visita arriva in un momento cruciale: il 13 febbraio il Defense Acquisition Council (DAC), presieduto dal Ministro della Difesa indiano, ha dato la sua approvazione preliminare per l’acquisto di ulteriori caccia Rafale e velivoli da pattugliamento marittimo, in accordi del valore di miliardi di dollari, secondo quanto comunicato dal Ministero della Difesa indiano.
L’India non ha ancora reso pubblico il numero di jet che sperava di ordinare, né il loro prezzo. Tuttavia, diversi rapporti hanno rilevato che l’autorizzazione iniziale prevede l’acquisto di 114 jet Rafale, tra cui altri equipaggiamenti militari per 35 miliardi di dollari.
UN SUCCESSO PER DASSAULT
L’accordo rappresenterebbe il più grande ordine di esportazione singolo per il produttore francese di jet Dassault Aviation, quasi pari al numero di Rafale in servizio nelle forze armate francesi, precisa il Financial Times.
CHE DOVRÀ TRADURSI IN UN CONTRATTO
Tuttavia, la decisione del comitato del governo indiano è solo il primo passo di un lunghissimo processo amministrativo e politico che durerà diversi mesi, se non anni, sottolinea La Tribune. La firma del contratto è ancora tutt’altro che certa, data la reputazione di lentezza e meticolosità dell’amministrazione indiana.
D’altronde, l’acquisto dei caccia è sul tavolo da 15 anni, dopo che l’India, sotto un precedente governo, aveva scelto gli aerei francesi rispetto agli Eurofighter Typhoon nel 2012. Ma l’indecisione politica e la lentezza burocratica ne hanno bloccato il completamento, aggiunge il Ft.
IL COMMENTO DEGLI ESPERTI
Christophe Jaffrelot, professore di politica indiana presso il Centro Studi Internazionali Sciences Po di Parigi, ha dichiarato all’AFP che il potenziale accordo rappresenta il “contratto del secolo” e un potenziale “coronamento” per i rapporti bilaterali.
Secondo Dinakar Peri, esperto di sicurezza presso Carnegie India, i Rafale “costituiranno il nucleo del potenziale di combattimento dell’India negli anni 2030 e 2040, finché i caccia di quinta generazione non saranno disponibili in numero sufficiente”, riporta il Financial Times. L’esperto ha aggiunto che l’accordo “consoliderà la posizione della Francia come baluardo dell’ecosistema aerospaziale indiano, con jet da combattimento, aerei da trasporto, elicotteri e motori”.
Come ricorda ancora il quotidiano finanziario britannico, l’India, il più grande importatore di armi al mondo, è disperata nel tentativo di potenziare ed espandere la sua flotta di caccia. La sua aeronautica militare attualmente gestisce meno di 30 squadroni di caccia, ben al di sotto dell’obiettivo di lunga data di 42. Il Pakistan ha affermato di aver utilizzato con successo aerei di fabbricazione cinese per abbattere cinque caccia indiani, tra cui almeno un Rafale, durante un conflitto durato cinque giorni lo scorso maggio. Si sarebbe trattato dellla prima perdita in combattimento per l’aereo francese. Pochi giorni prima Dassault Aviation aveva annunciato l’accordo India-Francia per ulteriori 26 caccia Rafale.






