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Trump ha fatto marcia indietro sulla Groenlandia grazie agli F-35?

Dietro la retromarcia Usa sulla Groenlandia c’è una cornice diplomatica Nato, che prevede accordi sugli F-35, ma il Corriere e il Giornale sono gli unici in Italia e mi pare nel mondo a parlarne... La lettera di Luigi Pereira

Caro direttore,

sembra che nel nostro paese i media facciano assai presto a titolare sugli F-35.

La notizia del giorno è la marcia indietro del presidente Usa sulla Groenlandia: Donald Trump ha dichiarato infatti di aver definito “un accordo quadro” per una futura intesa sull’isola nel corso di un incontro con il segretario generale della Nato Mark Rutte a margine del World Economic Forum di Davos, sostenendo che l’intesa sarebbe vantaggiosa per gli Stati Uniti e per l’intera Alleanza, senza però entrare nei dettagli.

Eppure il Corriere della sera e il Giornale titolano rispettivamente “Diplomazia, adulazione e F-35: così Rutte ha convinto Trump a fare retromarcia sulla Groenlandia” e “Spese militari, F-35 e modello Guantánamo: cosa c’e dietro l’accordo di Trump sulla Groenlandia”.

In particolare, l’articolo del Corriere ricostruisce l’intensa attività diplomatica del segretario generale della Nato dopo il fallimento dell’incontro del 14 gennaio tra JD Vance e i rappresentanti danesi e groenlandesi. Rutte ha avviato consultazioni con alleati europei e con l’ambasciatore Usa presso la Nato, lavorando a una cornice politica che riconoscesse la leadership americana nell’Artico in cambio di un rafforzamento collettivo della sicurezza nell’area.

Il punto di svolta sarebbe stato il colloquio con Trump, preceduto dall’incontro a Bruxelles con la ministra groenlandese Motzfeldt e il ministro della Difesa danese, in cui si è delineata la disponibilità degli alleati a investire di più nella regione e nelle capacità militari, senza però cedere la sovranità sull’isola. Da qui l’“accordo quadro” evocato dal presidente Usa, mentre restano aperti i nodi giuridici sulla proprietà del territorio.

Alla luce di questo quadro, appare interessante un titolo che richiami esplicitamente gli F-35: al momento nessuna testata estera riporta che l’intesa in discussione includa accordi di acquisizione dei cacciabombardieri di quinta generazione prodotti dall’americana Lockheed Martin.

Vero è che il sito dell’Alleanza Atlantica ha informato circa l’incontro del 19 gennaio 2026 tra i ministri danese e groenlandese a Bruxelles con il Segretario generale Rutte per discutere della sicurezza collettiva nell’Artico. Nel comunicato si menzionano “gli alleati che hanno aumentato i loro investimenti in capacità chiave”, citando proprio “la Danimarca che fornisce un esempio importante, anche attraverso l’acquisto di più rifornimenti in volo, droni a lungo raggio, velivoli da pattugliamento marittimo” e “caccia F-35” appunto.

Ma di un riferimento agli F-35 nelle conversazioni riguardo la Groenlandia tra l’inquilino della Casa Bianca e il numero uno della Nato non si fa menzione sulle testate estere se non erro.

Solo alcuni giornalisti italiani hanno assistito o origliato i colloqui fra Trump e Rutte? O sono solo deduzioni/interpretazioni/scenari?

Ah saperlo.

Buon lavoro e cordiali saluti, caro direttore.

Luigi Pereira

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