(El País, Raquel Pascual, 27 gennaio 2026)
Il Ministero del Lavoro e quello delle Finanze hanno concordato un pacchetto di incentivi fiscali sulle migliorie salariali nell’ambito dell’imposta sulle società, con l’obiettivo di convincere le organizzazioni datoriali CEOE e Cepyme a sostenere l’accordo per l’aumento del salario minimo interprofessionale (SMI) nel 2026. L’esecutivo intende alzare il SMI del 3,1%, portandolo a 1.221 euro lordi in 14 mensilità (37 euro in più al mese rispetto all’attuale). La proposta, ancora da definire nei dettagli tecnici, prevede una detrazione o beneficio equivalente per le imprese più esposte all’SMI, cioè quelle intensive di manodopera con molti lavoratori al minimo salariale. L’offerta è stata presentata ieri agli agenti sociali, che la stanno valutando con i propri organi direttivi. Il Governo conferma che l’aumento sarà approvato comunque in Consiglio dei Ministri e applicato retroattivamente dal 1° gennaio 2026, indipendentemente dal livello di accordo raggiunto con la patronal.
1. Offerta di incentivi fiscali per attrarre la patronal
«Il Ministero del Lavoro e quello delle Finanze hanno concordato finalmente una formula di incentivi fiscali alle migliorie salariali nell’ambito dell’imposta sulle società per tentare di attrarre le patronali CEOE e Cepyme all’accordo per aumentare il salario minimo interprofessionale (SMI).»
2. Aumento confermato del 3,1% a 1.221 euro
«L’intenzione dell’esecutivo, indipendentemente dal livello di appoggio che avrà l’aumento proposto, è elevarlo del 3,1% per il 2026, fino a 1.221 euro lordi in 14 paghe. Ciò comporterà 37 euro in più al mese rispetto all’attuale salario minimo.»
3. Vantaggio fiscale condizionato all’impatto sul SMI
«Si baraggia una detrazione nell’imposta sulle società o equivalente (cioè anche per chi tassa con il metodo di stima diretta, per esempio) per le imprese che “abbiano una maggiore affezione al salario minimo”. Cioè, per quelle intensive di manodopera e con un importante numero di dipendenti che percepiscano il salario minimo.»
4. Proposta ancora in definizione nei dettagli
«La mancanza di concretare numerosi dettagli di questa offerta di sgravio tributario —cosa che l’esecutivo farà questa settimana perché Lavoro e Finanze la stanno ancora definendo—, il segretario di Stato del Lavoro, Joaquín Pérez Rey, spiegò ieri che si valuta una detrazione nell’imposta sulle società o equivalente.»
5. Applicazione retroattiva indipendentemente dall’accordo
«In ogni caso, la percentuale di aumento del salario minimo è inamovibile ed è quella che sarà approvata prossimamente nel Consiglio dei Ministri. La sua applicazione sulle buste paga si farà in forma retroattiva dal 1° gennaio scorso.»
(Estratto dalla newsletter di Liturri)






