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SpaceX: come un’Ipo da record sta cambiando la vita di migliaia di dipendenti. Report Nyt

L’Ipo di SpaceX scatta il 12 giugno e trasformerà in milionari, e in alcuni casi multimilionari, migliaia di attuali ed ex dipendenti che hanno ricevuto azioni come parte della retribuzione. L’articolo del New York Times.

Mentre Elon Musk si prepara a diventare potenzialmente il primo trilionario della storia, la quotazione in borsa della sua creatura SpaceX non è soltanto il più grande debutto di sempre per un’azienda.

Si tratta infatti soprattutto di una straordinaria macchina di creazione di ricchezza che trasformerà radicalmente la vita di migliaia di ingegneri, tecnici, operai e professionisti che hanno creduto nell’azienda quando era ancora una startup rischiosa, con razzi che esplodevano e un futuro tutt’altro che certo.

Un articolo del New York Times racconta questa vicenda attraverso le storie di ex dipendenti di SpaceX che, grazie alle stock option accumulate negli anni come parte della loro retribuzione, stanno per incassare cifre che cambieranno per sempre le loro esistenze, le loro famiglie e le loro prospettive future.

UN’IPO SENZA PRECEDENTI

La quotazione di SpaceX si configura come un evento di dimensioni epiche sotto ogni punto di vista. Si tratta della più grande Ipo di sempre per l’azienda spaziale dominante al mondo, guidata dall’uomo più ricco del pianeta.

SpaceX inizierà a essere negoziata pubblicamente oggi con il simbolo SPCX. Come riporta il New York Times in un altro articolo che cita un comunicato dell’azienda, SpaceX ha confermato che il prezzo della sua Ipo è stato fissato a 135 dollari per azione e che venderà oltre 555 milioni di azioni. Ciò significa che SpaceX raccoglierà circa 75 miliardi di dollari dall’offerta, arrivando a una valutazione di 1,77 trilioni.

Tanto per fare un paragone, la valutazione attesa è cinque volte superiore alla capitalizzazione di mercato di General Electric.

Con questi numeri, SpaceX polverizzerà il record di Ipo precedentemente stabilito da Saudi Aramco. La compagnia petrolifera statale saudita era stata valutata 1,7 trilioni di dollari e aveva raccolto più di 29 miliardi di dollari quando si era quotata nel 2019.

Musk è destinato a diventare il primo trilionario della storia, mentre amici, venture capitalist della Silicon Valley e fondi di investimento privati incasseranno miliardi.

Tuttavia, ciò che rende questa operazione davvero unica non è solo la ricchezza che genererà ai vertici, ma la straordinaria redistribuzione di valore verso i dipendenti di tutti i livelli.

LA PIOGGIA DI MILIONI SUI DIPENDENTI

SpaceX conta oggi circa 22.000 dipendenti e centinaia di ex lavoratori avvicendatisi nel corso degli anni.

Molti di loro hanno ricevuto azioni come componente importante della retribuzione, lavorando in condizioni spesso durissime: turni massacranti nei siti di lancio, giorni interi chiusi in uffici spartani nel complesso industriale del South Texas.

Secondo un’analisi di Hill.com, una piattaforma di investimento di San Francisco specializzata in azioni private, oltre 4.400 attuali e ex dipendenti diventeranno milionari grazie all’Ipo.

Di questi, circa 400 dovrebbero raggiungere o superare i 100 milioni di dollari. Una distribuzione di ricchezza rarissima: come sottolinea Andrew Benson, fondatore e CEO di Hill.com, di solito nelle Ipo solo i fondatori diventano miliardari. Qui invece centinaia di persone normali raggiungeranno soglie di ricchezza straordinarie.

LA SCELTA DI TREVOR HISE

Nel 2011 Trevor Hise, fresco di laurea, si trovava di fronte a un bivio classico. I suoi genitori lo spingevano con forza verso un impiego stabile alla General Electric, simbolo di sicurezza e affidabilità. Lui invece aveva ottenuto uno stage in una giovane startup che lo entusiasmava profondamente: SpaceX di Elon Musk.

Contro ogni consiglio familiare, decise di restare e lavorò lì a tempo pieno per i successivi dodici anni come ingegnere di lancio.

Oggi, a 37 anni, possiede più di 100.000 azioni dell’azienda. Con la quotazione prevista, il suo pacchetto vale almeno 13,5 milioni di dollari. L’ex dipendente commenta incredulo “la magnitudine di tutto questo”, mentre si considera ormai un semi-pensionato privilegiato.

La sua storia è indicativa di come una decisione apparentemente rischiosa possa ripagare oltre ogni immaginazione.

STORIE EMBLEMATICHE

Una delle storie più significative è quella di Gavin Petit, oggi 42enne, entrato in SpaceX nel 2012 come ingegnere responsabile dei lanci.

All’epoca ricevette diverse migliaia di azioni a 13,80 dollari ciascuna, oltre a uno stipendio base di 80.000 dollari. Invece di incassare i bonus in contanti, scelse ripetutamente di convertirli in altre azioni – una mossa considerata molto rischiosa in un periodo in cui i razzi fallivano con regolarità e il destino dell’azienda appariva incerto.

Questo comportò anche l’obbligo di rimanere in azienda per almeno cinque anni affinché le quote maturassero completamente.

Nel corso degli anni Petit ha venduto solo una parte delle azioni nelle finestre di liquidità semestrali, quanto bastava per estinguere il mutuo della casa a Denver. Oggi possiede più di 50.000 azioni, sufficienti a renderlo plurimilionario.

Lasciata SpaceX nel 2023 per un’altra startup spaziale, Petit definisce questa Ipo “la Ipo Coca-Cola o Google della mia generazione”. “Ho avuto una fortuna pazzesca a entrare in quel meccanismo”, sottolinea.

Non tutti hanno avuto la stessa lungimiranza. Alcuni ex dipendenti, convinti che SpaceX non si sarebbe mai quotata – soprattutto alla luce dei commenti di Musk contro le società pubbliche e i loro obblighi di disclosure trimestrali – hanno venduto le azioni molto presto o, secondo voci circolate tra i lavoratori, le hanno addirittura scambiate per semplici gift card di ristoranti come Chili’s. Oggi vivono con un rimpianto profondo e costante.

Altri, come Helvin Bacareza, 40 anni, entrato nel 2020 nel sito del South Texas come global supply manager, hanno lasciato dopo soli due anni. Bacareza ha comunque accumulato un pacchetto di azioni che definisce “sostanzioso” e ride alla domanda se ne abbia vendute: “Non sono mica un idiota!”.

Ha intenzione di tenerle strette anche dopo la quotazione, nonostante i vincoli temporali che SpaceX imporrà ai dipendenti come da prassi.

UN EVENTO STRAORDINARIO

In sintesi, conclude il New York Times, la quotazione di SpaceX non rappresenta soltanto un grande evento finanziario o un trionfo tecnologico. È la dimostrazione concreta di come una visione ambiziosa, anni di dedizione e un pizzico di fortuna nel momento giusto possano trasformare vite ordinarie in storie di ricchezza e di realizzazione personale.

Per molti di questi dipendenti e ex dipendenti, lavorare al sogno spaziale di Musk si è trasformato nel biglietto vincente di una lotteria economica che pochi avrebbero potuto immaginare all’inizio del loro percorso.

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