Bastone e carota dell’amministrazione Trump per l’industria della difesa: prima minaccia i contractor a stelle strisce e poi rilancia sulla spesa militare statunitense.
Tramite un post pubblicato ieri sul suo social Truth, il presidente degli Usa Donald Trump ha accusato i grandi contractor di privilegiare dividendi, buyback e compensi dei manager a scapito della capacità produttiva richiesta dalle forze armate. Parallelamente, ha annunciato un bilancio record per il 2027 pari a 1.500 miliardi di dollari.
Trump ha promesso di impedire ai contractor della difesa come Rtx di pagare dividendi o riacquistare azioni finché non accelerassero la produzione di armi, un raro attacco presidenziale alle norme di Wall Street che ha fatto crollare i titoli della difesa e ha segnalato cambiamenti radicali per il complesso militare-industriale americano, ha osservato Reuters.
Dalle parole è passato ai fatti: il numero uno della Casa Bianca ha firmato ieri un ordine esecutivo che vieta alle aziende del settore della difesa di procedere a riacquisti di azioni e alla distribuzione di dividendi agli azionisti, introducendo inoltre limiti alle retribuzioni dei dirigenti, salvo che le imprese non destinino risorse alla modernizzazione degli impianti di produzione di armamenti.
Immediata la reazione dei mercati: durante le contrattazioni pomeridiane a New York le azioni del gigante della difesa Lockheed Martin, produttore del caccia F-35, sono scese del 4,8%, quelle di Northrop Grumman del 5,5%, le azioni di General Dynamics hanno perso il 3,6% e il titolo di Rtx, società madre di Raytheon, ha ceduto il 2%. I titoli del settore della difesa, a loro volta, hanno registrato un forte rialzo nelle contrattazioni after-hours, recuperando gran parte delle perdite iniziali, dopo la decisione presidenziale di aumentare sostanzialmente il bilancio della difesa.
Tutti i dettagli.
TRUMP PUNTA A BILANCIO MILITARE USA A 1,5 TRILIONI NEL 2027
Il bilancio per la spesa militare degli Stati Uniti nel 2027 sarà pari a 1,5 trilioni di dollari.
“Dopo lunghe e difficili trattative con senatori, membri del Congresso, segretari e altri rappresentanti politici, ho stabilito che, per il bene del nostro Paese, in questi tempi molto turbolenti e pericolosi, il nostro bilancio militare per l’anno 2027 non dovrebbe essere di mille miliardi di dollari, bensì di 1.500 di dollari”. È quanto ha scritto Trump in un messaggio pubblicato su Truth Social, attribuendo la scelta alla necessità di rafforzare la sicurezza nazionale.
Proprio lo scorso 17 dicembre il Senato statunitense aveva approvato il National Defense Authorization Act (Ndaa) per l’anno fiscale 2026. Il testo autorizza una spesa militare annuale record di 901 miliardi di dollari, 8 miliardi in più rispetto alla richiesta della Casa Bianca. Include un aumento della quota del 4% per le truppe, l’acquisto di equipaggiamento militare e gli sforzi per aumentare la competitività con i rivali storici degli Stati Uniti, Cina e Russia.
Il consistente aumento proposto per la spesa per la difesa arriva mentre Trump utilizza sempre più le forze armate per raggiungere i suoi obiettivi di politica estera, commenta il Financial Times.
È LA POLITICA DEI DAZI, BELLEZZA!
Nel messaggio, il presidente ha collegato l’aumento della spesa militare alla capacità finanziaria generata dalla politica commerciale dell’amministrazione. Secondo Trump, l’incremento del budget “ci permetterà di costruire il sogno militare al quale abbiamo da tempo diritto e, cosa ancora più importante, che ci manterrà sicuri e protetti, indipendentemente dal nemico”.
Trump ha inoltre attribuito il merito della decisione “ai dazi e agli enormi introiti che ne derivano”, ha quindi aggiunto, “siamo in grado di raggiungere facilmente la cifra di 1,5 trilioni di dollari”, sottolineando il legame tra entrate fiscali e rafforzamento della difesa.
LA STOCCATA AI BIG DELLA DIFESA
Ma prima dell’annuncio sul bilancio, Trump ha lanciato un attacco diretto ai principali gruppi della difesa statunitense, accusandoli di una gestione delle risorse non coerente con le esigenze operative delle Forze Armate.
“Tutti gli appaltatori della difesa degli Stati Uniti e l’industria della difesa nel suo complesso, ATTENZIONE” esordisce così il post su Truth del presidente americano. “Sebbene produciamo i migliori equipaggiamenti militari al mondo (nessun altro Paese si avvicina nemmeno lontanamente!), gli appaltatori della difesa stanno attualmente emettendo ingenti dividendi ai loro azionisti e riacquistando massicciamente azioni proprie, a scapito e a scapito degli investimenti in impianti e equipaggiamenti. Questa situazione non sarà più consentita né tollerata!” ha tuonato Trump.
RENDIMENTI IN CALO PER I BIG DELLA DIFESA USA
E non è la prima volta che il presidente Usa sollecita contractor della difesa a investire di più.
Già lo scorso ottobre il Segretario al Tesoro Scott Bessent aveva affermato che le aziende di difesa del Paese erano “tristemente in ritardo in termini di consegne, quindi potremmo doverli, in quanto loro principale cliente, spingere a fare un po’ più di ricerca e a fare un po’ meno riacquisti di azioni proprie”.
D’altronde, dopo il picco registrato nel 2023, i rendimenti per gli azionisti delle principali aziende della difesa americane sono diminuiti e anche gli investimenti hanno segnato un lieve calo, secondo quanto riportato a fine dicembre dal Financial Times sulla base di una ricerca di Vertical Research Partners.
Dunque il comparto è finito sotto osservazione per il sospetto di privilegiare i riacquisti di azioni rispetto all’espansione della capacità produttiva. E ora il tema è entrato prepotentemente nel dibattito politico statunitense.
DIVIDENDI E BUYBACK NEL MIRINO…
Nel dettaglio, nel post su Truth Trump ha affermato che le aziende appaltatrici “stanno attualmente distribuendo ingenti dividendi ai propri azionisti e procedendo a massicci riacquisti di azioni proprie, a scapito degli investimenti in impianti e attrezzature”. Una situazione definita dal presidente non più accettabile: “Questa situazione non sarà più tollerata né consentita!” ha scritto, sempre attraverso Truth Social, chiarendo che tali pratiche sarebbero considerate incompatibili con le priorità della difesa nazionale.
… MA ANCHE COMPENSI DEI MANAGER E LIMITI SALARIALI
Un altro punto centrale delle critiche riguarda le retribuzioni dei dirigenti. Trump ha definito “esorbitanti e ingiustificabili” i compensi dei top manager dell’industria della difesa, considerando “la lentezza con cui queste aziende forniscono attrezzature vitali alle nostre forze armate e ai nostri alleati”. Nel messaggio si legge che “stipendi, stock options e altre forme di retribuzione sono troppo elevati per questi dirigenti”. Ha aggiunto che fino a un’accelerazione delle produzioni nessun dirigente dovrebbe guadagnare oltre 5 milioni di dollari.
L’ATTACCO MIRATO A RAYTHEON
Ma nel suo recente post, Trump ha preso di mira un’azienda nello specifico, Raytheon. Divisione del colosso Rtx, Raytheon produce il sistema di difesa missilistica Patriot, ampiamente utilizzato in Ucraina, nonché i missili Tomahawk, i missili Javelin e Stinger lanciati a spalla e il missile aria-aria Sidewinder. Come ricorda Defense News, Raytheon possiede anche Pratt & Whitney, un’azienda responsabile della produzione di una serie di motori a reazione che alimentano velivoli per tutte le forze armate, incluso il nuovissimo F-35 Joint Strike Fighter.
“Sono stato informato dal Dipartimento della Guerra che la ditta appaltatrice della Difesa, Raytheon, è la meno reattiva alle esigenze del Dipartimento della Guerra” ha scritto il presidente degli Stati Uniti mettendo nero su bianco la lenta risposta dell’azienda alle richieste dell’esercito statunitense e ha minacciato di tagliare i suoi contratti governativi se l’azienda non avesse limitato i riacquisti di azioni proprie.
“Inoltre, se Raytheon desidera ulteriori affari con il governo degli Stati Uniti, in nessun caso le sarà consentito effettuare ulteriori riacquisti di azioni proprie, per i quali ha speso decine di miliardi di dollari, finché non sarà in grado di organizzarsi”, ha minacciato Trump sui social media.
PRIMA LA PRODUTTIVITÀ
Il presidente ha infine collegato la possibilità di distribuire dividendi, effettuare buyback e riconoscere alti compensi dirigenziali al superamento delle criticità produttive. “Non permetterò dividendi o riacquisti di azioni per le aziende del settore della difesa fino a quando questi problemi non saranno risolti, lo stesso vale per gli stipendi e le retribuzioni dei dirigenti”, ha concluso Trump, delineando una linea più rigida nei confronti dell’industria della difesa statunitense.
Ma come ci ha insegnato negli ultimi tempi, l’attuale inquilino della Casa Bianca passa senza troppi indugi dalle parole ai fatti.
TUTTO NERO SU BIANCO NELL’ORDINE ESECUTIVO PUBBLICATO IERI
Sempre ieri Trump ha emesso un ordine esecutivo che impone al Dipartimento della Difesa di aggiungere clausole ai contratti con i fornitori militari impedendo loro di collegare la “retribuzione degli incentivi esecutivi” a “metriche finanziarie a breve termine”.
L’ordine esecutivo stabilisce che, con effetto immediato, le aziende appaltatrici della difesa non saranno autorizzate a pagare dividendi o riacquistare azioni “finché non saranno in grado di produrre un prodotto superiore, nei tempi e nel budget previsti”.
Inoltre, l’ordine prevede che entro 30 giorni, il capo del Pentagono, Pete Hegseth, identificherà le aziende appaltatrici della difesa che non stanno rispettando i loro contratti e che hanno effettuato riacquisti di azioni proprie. Il segretario alla Difesa si occuperà quindi di queste aziende, che avranno la possibilità di presentare un piano di risanamento entro 15 giorni dalla notifica.
RIGUARDO I COMPENSI DEI MANAGER DELLA DIFESA…
Infine, il provvedimento stabilisce anche che la retribuzione dei dirigenti del comparto difesa non sia legata ai tradizionali parametri finanziari dell’azienda, ma a “consegne puntuali, aumento della produzione e tutte le agevolazioni necessarie per gli investimenti e i miglioramenti operativi necessari per espandere rapidamente le nostre scorte e capacità negli Stati Uniti”.






