Cdp punta sulla difesa con l’acquisizione di T-Defence, holding a capo del gruppo Defence Tech, società strategica che gestisce dati e sistemi sensibili per intelligence, difesa e pubblica amministrazione.
Venerdì scorso il consiglio di amministrazione di Cdp Equity, il braccio di investimento della Cassa, guidato da Fabio Barchiesi, ha deliberato l’acquisizione dell’85,5% del capitale di T-Defence da Tinexta, gruppo attivo nelle attività di digital trust, cybersecurity e business innovation guidato da Pier Andrea Chevallard.
L’operazione riguarda la holding a capo del gruppo operativo Defence Tech, che raccoglie gli asset della difesa precedentemente appartenenti a Tinexta. La società era stata scorporata e conferita in un trust in vista della vendita, una misura richiesta lo scorso dicembre dal governo italiano nell’ambito dell’esercizio del golden power per autorizzare l’offerta pubblica di acquisto su Tinexta da parte dei fondi Advent e Nextalia, considerata la natura strategica delle attività.
Dopo l’acquisizione della maggioranza di T-Defence, Cdp starebbe valutando altre due operazioni nel settore per rafforzare la filiera nazionale.
È quanto ha rivelato ieri Reuters, secondo cui il piano si inserisce nel contesto del rafforzamento delle capacità di difesa europee e della crescente attenzione di Roma alla sicurezza nazionale e alla sovranità tecnologica.
Tutti i dettagli.
CDP PUNTA A RAFFORZARE LA FILIERA DELLA DIFESA
Cassa Depositi e Prestiti punta ad ampliare ulteriormente la propria presenza nel settore della difesa. Secondo fonti vicine al dossier consultate da Reuters, Cdp Equity, starebbe studiando due nuove acquisizioni dopo aver concluso la scorsa settimana l’accordo per l’acquisto della quota di maggioranza di T-Defence.
L’obiettivo sarebbe quello di utilizzare T-Defence come piattaforma per rafforzare la filiera italiana della difesa e favorire il consolidamento del comparto. Le fonti, che hanno chiesto di rimanere anonime, riferiscono inoltre che l’ad di Cdp Equity Barchiesi prevede di completare a breve l’acquisizione della quota di controllo della società e successivamente utilizzare l’azienda per assumere il controllo di altre due realtà attive nel settore.
COS’È T-DEFENCE HOLDING
T-Defence è la holding a capo del gruppo operativo Defence Tech.
Al 7 gennaio 2026, il capitale sociale di T-Defence pari a 29.253 euro risulta così ripartito: Spafid Trust S.r.l., in qualità di trustee del Trust “T-Defence”, detiene una quota nominale di 25.000 euro, pari a circa l’85,5% del capitale, HFV S.r.l. possiede una quota nominale di 1.828,79 euro, pari a circa il 6,25% e Starlife S.r.l. possiede una quota nominale di 2.424,21 euro, pari a circa l’8,29%.
Il cda, presieduto da Pier Andrea Chevallard è composto da: Emilio Gisondi (ad), Maria Oddone Pozzi, Aldo Gallo e Pietro Forgione.
I NUMERI
Dal bilancio 2025 emerge che la holding presenta uno stato patrimoniale molto patrimonializzato, in particolare un totale attivo pari a 93,14 milioni di euro, immobilizzazioni finanziarie (partecipazioni) pari a 92,90 milioni e un patrimonio netto di 93,08 milioni. I debiti ammontano 58.711 euro.
Il valore è concentrato dunque nelle partecipazioni (quasi 93 milioni di immobilizzazioni finanziarie), mentre il conto economico (con ricavi a zero e una perdita di 100mila euro) riflette soprattutto i costi di gestione della capogruppo, non l’attività industriale del gruppo Defence Tech.
IL TRUST PER CESSIONE DELLA PARTECIPAZIONE IN TINEXTA DEFENCE HOLDING
Come reso noto a inizio gennaio dalla società guidata da Chevallard, Tinexta ha dato attuazione alle prescrizioni governative istituendo il trust in cui far confluire la controllata Tinexta Defence Holding (Defence Tech) in vista di una prossima vendita dell’asset che non rientrerà nell’operazione Advent-Nextalia.
Secondo quanto comunicato, Tinexta – il cui pacchetto di riferimento (38,7%) è passato ai fondi Advent e Nextalia – ha istituito il trust, denominato ‘T-Defence’, a cui ha trasferito la propria partecipazione dell’85,5% detenuta in Tinexta Defence Holding. Le attività di Tinexta Defence Holding, prima denominate Defence Tech Holding, sono state delistate da Piazza Affari a novembre 2024 a seguito dell’opa di Tinexta che le ha valorizzate circa 100 milioni di euro.
Contestualmente, Palazzo Chigi ha nominato una figura di vigilanza incaricata di accompagnare il percorso verso una futura acquisizione da parte di soggetti istituzionali italiani, spiegava di recente La Stampa.
Secondo quanto riportato dal quotidiano torinese, il percorso attualmente allo studio prevederebbe la nazionalizzazione dell’azienda e la creazione di un polo nazionale dedicato alla cybersecurity.
UNA SOCIETÀ CONSIDERATA STRATEGICA PER LA SICUREZZA DEL PAESE
Nata nel 2010, Defence Tech, fino al 15 aprile denominata Tinexta Defence, è un gruppo attivo nel settore della cyber security e della data intelligence.
In particolare è attivo nella gestione di sistemi informatici e banche dati sensibili legate all’intelligence, alla difesa e alla pubblica amministrazione, considerata appunto strategica per la sicurezza nazionale.
Nel 2025 la società ha registrato ricavi pari a 41 milioni di euro e una crescita annua composta (Cagr) del 36% nel periodo 2023-2025.
È definita in un decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri come una realtà “strategica” per la difesa e la sicurezza nazionale. “Un «gioiello tecnologico italiano», dicono gli esperti del settore, che gestisce le piattaforme di dati dei servizi segreti, sistemi cripto, programmi spaziali e per la difesa. Non solo” dettagliava La Stampa, aggiungendo che è anche centro di valutazione nazionale per tutti i programmi classificati Ceva, ad esempio i sistemi di comunicazione e di intelligence. L’87% dell’attività sono sensibili e confidenziali. Va da sé che possedere Defence Tech significa maneggiare i segreti del Paese”.






