SpaceX rinvia i piani di colonizzare per Marte per concentrarsi sulla Luna.
L’azienda aerospaziale di Elon Musk ha deciso di dare priorità alla costruzione di una “città autosufficiente” sulla Luna, ritenuta da Elon Musk un obiettivo più rapido rispetto al pianeta rosso. Secondo un rapporto del Wall Street Journal di venerdì scorso, SpaceX ha dichiarato agli investitori che darà priorità alla Luna e tenterà un viaggio su Marte (inizialmente previsto quest’anno) in un secondo momento. E domenica è arrivata la conferma: ieri Musk ha scritto che l’azienda rimane sì impegnata a costruire una città su Marte e inizierà a farlo tra circa cinque e sette anni, ma ora spostato le sue priorità sulla costruzione di “una città autosufficiente sul nostro satellite.
Le dichiarazioni arrivano alla vigilia della missione Artemis 2 della Nasa, prevista inizialmente questo mese e rinviata a marzo, per problemi emersi durante il test chiave Wet dress rehearsal.
Al momento questa missione, la prima con equipaggio che dovrebbe portare quattro astronauti in orbita attorno alla Luna, è programmata a marzo con la finestra temporale aperta fino ad aprile, mentre Artemis 3, il primo allunaggio con equipaggio tramite un versione modificata di Starship – il più grande sistema di veicoli spaziali e razzi mai costruito, e il veicolo che Musk afferma essere progettato appositamente per portare gli esseri umani su Marte – è previsto entro il 2028, anche se gli analisti spaziali prevedono che tale data possa slittare. Quel ritorno segnerà la prima volta che gli esseri umani metteranno piede sulla Luna dalla fine del programma Apollo nel 1972.
Nel frattempo, Musk ha fornito aggiornamenti anche su Starlink, sui ricavi di SpaceX e sull’operazione legata a xAI.
Tutti i dettagli.
CAMBIO DI PRIORITÀ PER SPACEX
In una dichiarazione rilasciata domenica a X (il social network di sua proprietà ndr), Musk ha affermato che la sua azienda SpaceX ha ora spostato le sue priorità sulla costruzione di “una città autosufficiente sulla Luna”, sostenendo che potrebbe essere realizzata in meno di un decennio, rispetto agli oltre 20 anni necessari per un progetto simile su Marte.
“La priorità assoluta è garantire il futuro della civiltà e la Luna è più veloce”, ha messo nero su bianco il miliardario americano tramite un post su X. “È possibile viaggiare su Marte solo quando i pianeti si allineano ogni 26 mesi (tempo di viaggio di sei mesi), mentre noi possiamo lanciare verso la Luna ogni 10 giorni (tempo di viaggio di 2 giorni)”.
LA COLONIZZAZIONE DEL PIANETA ROSSO PUÒ ASPETTARE
Le dichiarazioni di Musk arrivano in un momento in cui il piano per Marte appare ridimensionato nei tempi. A fine 2025 il patron di SpaceX aveva dichiarato che l’azienda avrebbe potuto lanciare una Starship senza equipaggio – il suo gigantesco razzo di nuova generazione in fase di sviluppo dal 2017 – su Marte nel 2026.
Ancora oggi, rispondendo a un utente su X, Musk ha affermato che “continueremo a lavorare su Marte in parallelo, ma il percorso critico verso una città lunare in grado di crescere autonomamente è più veloce. La città sulla Luna può essere resa autosufficiente in meno della metà del tempo impiegato su Marte. Il momento critico per l’espansione dell’umanità oltre la Terra è avere una civiltà autonoma fuori dal pianeta prima che le navi di rifornimento smettano di arrivare.”
PER ALLINEARSI ALLA NASA
Come sottolinea la Cnn, al contrario di Musk, la Nasa si è concentrata sulle sue ambizioni lunari, in particolare fin dal primo mandato del presidente Donald Trump, quando l’allora vicepresidente Mike Pence dichiarò bruscamente che gli Stati Uniti avrebbero riportato i propri astronauti sulla Luna entro il 2024. E proprio Elon Musk ha criticato questi sforzi in passato, alludendo al programma Artemis, come una “distrazione” su X all’inizio dell’anno scorso. “No, andiamo dritti su Marte”, scrisse all’epoca. “La Luna è una distrazione”.
L’apparente cambio di rotta di Musk verso la Luna si inserisce in una fase in cui il miliardario della tecnologia, le cui aziende beneficiano di ingenti contratti governativi, ha assunto una posizione politica molto più esplicita rispetto al passato, sottolinea ancora la testata. Il miliardario americano ha investito 290 milioni di dollari nelle elezioni presidenziali statunitensi, sostenendo Trump e ottenendo un incarico alla Casa Bianca, prima di arrivare a un brusco scontro con il presidente. La sua figura è poi tornata nuovamente al centro dell’attenzione lo scorso autunno.
I RICAVI DI SPACEX E LE PRECISAZIONI DI MUSK
Tuttavia, Musk ci tiene a evidenziare che il successo di SpaceX non dipende dalle commesse governative.
Sempre stamani, Musk ha dichiarato, in risposta a un utente di X, che la Nasa rappresenterà meno del 5% dei ricavi di SpaceX quest’anno. SpaceX è un appaltatore chiave del programma lunare Artemis della Nasa, con un contratto da 4 miliardi di dollari per l’atterraggio di astronauti sulla superficie lunare utilizzando la navicella Starship.
Ma “La stragrande maggioranza dei ricavi di SpaceX deriva dal sistema commerciale Starlink”, ha precisato Musk.
ACQUISIZIONE DI XAI: OBIETTIVO DATA CENTER SPAZIALI
La revisione delle sue precedenti previsioni sui viaggi spaziali da parte di Musk è arrivata dopo l’acquisizione di XAI da parte di SpaceX la scorsa settimana, in una mossa che unirà due delle sue aziende più ambiziose nella società privata più preziosa al mondo.
Elon Musk ha annunciato l’operazione puntando – tra i vari obiettivi – di sviluppare data center per l’intelligenza artificiale in orbita, sfruttando l’energia solare e la riduzione dei costi di lancio. La fusione si inserisce in un contesto in cui la crescente domanda di potenza di calcolo sta spingendo varie aziende tecnologiche a esplorare soluzioni alternative ai data center terrestri.
IN VISTA DELL’IPO
Infine, le recenti dichiarazioni di Musk arrivano mentre SpaceX sta accelerando verso un’offerta pubblica iniziale (Ipo), operazione volta a finanziare il suo razzo Starship in fase di sviluppo, centri dati di intelligenza artificiale nello spazio e una base sulla Luna. Con la quotazione in Borsa, l’azienda punta a una valutazione complessiva di circa 1,5 trilioni di dollari. Si tratterebbe della più grande Ipo di sempre, superando la quotazione in borsa di Saudi Aramco nel 2019, che ha fruttato 29 miliardi di dollari.






