Alla fine del mese di febbraio, o all’inizio di quello di marzo, Ursula von der Leyen potrebbe rivendicare un altro successo nella sua strategia di diversificazione commerciale, annunciando la conclusione di un accordo di libero scambio con l’Australia. Molto dipenderà dall’esito dell’incontro che si terrà la prossima settimana a Bruxelles tra i commissari al Commercio e all’Agricoltura, Maroš Šefčovič e Christophe Hansen, e il ministro australiano per il Commercio, Don Farrell.
IL NODO DELL’AGRICOLTURA
L’agricoltura è un tema sensibile per entrambe le parti. Iniziati nel 2018, i negoziati per un accordo di libero scambio tra l’Ue e l’Australia erano falliti bruscamente nel 2023 proprio sulla linea di arrivo finale. All’epoca l’Australia aveva insistito per ottenere una quota di esportazione di carne di manzo di 40 mila tonnellate l’anno, mentre la Commissione non voleva superare le 30 mila tonnellate.
TRUMP SCOMBINA LE CARTE
Donald Trump sembra aver cambiato i calcoli di entrambi. La Commissione è consapevole di dover fare concessioni che saranno contestate dagli agricoltori. L’Australia potrebbe essere pronta a un accordo sulle 30 mila tonnellate.
MINERALI CRITICI E RESISTENZE AGRICOLE
Ursula von der Leyen potrebbe essersi convinta che i minerali critici dell’Australia valgano uno scontro con gli agricoltori. Per la presidente della Commissione, la sfida prioritaria è quella della competitività e gli accordi commerciali come quello con l’Australia rappresentano parte della risposta. Qualche migliaio di tonnellate di carne di manzo è un prezzo che vale la pena pagare per avere accesso al litio e ad altre materie prime australiane.
IL FATTORE GEOPOLITICO
C’è anche una componente geopolitica. L’Australia è esposta non solo al protezionismo di Trump, ma anche e soprattutto alla pressione della coercizione economica della Cina. Oltre a un accordo di libero scambio, von der Leyen potrebbe annunciare una partnership di sicurezza e difesa con l’Australia.
(Estratto dal Mattinale europeo)






