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Ipo tedesche: numeri fiacchi, settori trainanti e tentazioni americane

Numeri, confronti e scenari per le Ipo in Germania.

Il mercato tedesco delle quotazioni in Borsa ha chiuso il 2025 con numeri che raccontano una stagnazione più che una ripresa. A fronte di grandi aspettative, l’anno si è concluso con un’unica Ipo nel Prime Standard di Francoforte e un volume complessivo di emissioni pari a circa 1,2 miliardi di euro, il dato più basso dalla crisi finanziaria globale. A riportarlo è The Market NZZ, la testata digitale della Neue Zürcher Zeitung specializzata in finanza e investimenti, in un articolo firmato da Angela Maier che sottolinea come nemmeno lo sbarco in Borsa del produttore di protesi Ottobock, avvenuto in ottobre, sia riuscito a cambiare il bilancio complessivo di un anno debole per il mercato dei capitali tedesco.

UN 2025 SOTTOTONO PER FRANCOFORTE

Secondo la ricostruzione di The Market NZZ, oltre a Ottobock, nel 2025 si sono registrate soltanto due operazioni di dimensioni più contenute nel mercato regolamentato, quelle di Pfisterer, attiva nei componenti elettrici, e di Innoscripta, società software. Il dato ufficiale, tuttavia, non restituirebbe pienamente il livello di attività sottostante.

Philipp Süss, responsabile Equity Capital Markets per Germania e Austria di Goldman Sachs, osserva che “i numeri non riflettono il reale fermento”, spiegando come “diverse grandi operazioni siano rimaste allo stadio preparatorio”. In casi come quello di Tennet, la domanda degli investitori sarebbe stata sufficiente per un collocamento azionario, ma i proprietari hanno infine optato per altre soluzioni, rinviando l’accesso al mercato. A ciò si sono aggiunte alcune quotazioni nate da scissioni societarie, come quelle del costruttore di sottomarini TKMS e del fornitore automotive Aumovio, separati rispettivamente da Thyssenkrupp e Continental.

DIFESA E RIARMO TRAINANO IL NUOVO CICLO

Il 2026 si apre però con segnali diversi, in particolare grazie al comparto della difesa, che beneficia dell’impennata dei titoli legata ai programmi di riarmo in Europa. The Market NZZ segnala come il produttore ceco di munizioni Czechoslovak Group (CSG) abbia avviato il percorso verso la quotazione ad Amsterdam, con un’operazione che, secondo indiscrezioni riportate anche da Reuters, potrebbe superare i 3 miliardi di euro. L’Ipo potrebbe arrivare già all’inizio di febbraio. Il gruppo, che ha tra i principali clienti l’Ucraina, ha registrato nei primi nove mesi del 2025 una crescita dell’82% dei ricavi, saliti a 4,5 miliardi di euro, e un aumento del 79% dell’Ebitda, a 1,2 miliardi.

“Il contesto per i titoli della difesa non potrebbe essere più favorevole”, afferma alla rivista svizzera Eva Wiecko, responsabile ECM per Germania e Austria di Rothschild & Co., sottolineando che il settore offre oggi “una visibilità di pianificazione per otto-dieci anni”.

LA TENTAZIONE DI WALL STREET

Accanto al rinnovato interesse per la difesa, emerge una seconda tendenza: “la crescente attrattiva delle Borse statunitensi per le società dell’area germanofona”. Nonostante il turbolento secondo mandato del presidente Usa Donald Trump, New York continua a offrire maggiore liquidità e valutazioni più elevate rispetto a Francoforte. “Gli investitori americani guardano con più favore alle storie di crescita”, osserva Wiecko, ricordando come in Germania manchino ancora esempi comparabili.

In questo scenario, The Market NZZ indica come avanzati i piani della piattaforma berlinese GetYourGuide per una quotazione negli Stati Uniti, “coerente con un modello di business fortemente orientato al mercato americano”. La società, che redige i conti secondo i principi contabili statunitensi, ha annunciato nell’ottobre scorso il primo Ebitda positivo su base annua, con ricavi prossimi al miliardo di euro.

ENERGIA, TECNOLOGIA E LE OMBRE SULLE IPO

Tra i dossier più rilevanti figura anche quello di Innio, produttore tirolese di motori a gas controllato dal fondo americano Advent International, che potrebbe debuttare a New York prima dell’estate. I suoi sistemi, utilizzati anche per l’alimentazione dei data center, beneficiano del boom dell’intelligenza artificiale, spingendo le stime di valutazione oltre i 15 miliardi di dollari.

Sul mercato tedesco restano in preparazione operazioni come quelle di Bitpanda e Waipu.tv, mentre Autodoc potrebbe tentare un ritorno in Borsa dopo lo stop del 2025. Al contrario, secondo The Market NZZ, diminuiscono le probabilità per nomi come Mobile.de, ISS Stoxx, Brainlab e Celonis. Nel caso delle piattaforme digitali, “il calo delle valutazioni e i timori legati all’impatto dell’intelligenza artificiale pesano sull’interesse degli investitori”. Per alcune di queste società, conclude la testata svizzera, la finestra ideale per l’Ipo potrebbe essersi “ormai chiusa, almeno nel breve periodo”.

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