Il mese trascorso è stato dominato da tre elementi di incertezza: il conflitto in Iran, gli sviluppi dell’ecosistema AI e lo stato di salute del ciclo economico negli Stati Uniti e nel vecchio continente. Sul fronte del conflitto, gli investitori hanno potuto beneficiare di un netto allentamento delle tensioni: è stata concordata una tregua di sessanta giorni in cui le parti dovranno finalizzare dossier cruciali come il nucleare e il diritto di passaggio delle navi nello Stretto di Hormuz.
PETROLIO, AI E LA SVOLTA DELLA FED
Nel frattempo, la ripresa del flusso di greggio a circa 15 milioni di barili al giorno ha favorito una marcata discesa del prezzo del petrolio, non solo sulla data di scambio, ma lungo l’intera curva futures. Al punto che alcuni analisti hanno iniziato a parlare di possibile eccesso di offerta, con un rischio di ulteriore calo del prezzo che, se confermato, potrebbe sostenere la fiducia dei consumatori e ridurre l’atteggiamento difensivo delle banche centrali, con la BCE oggi molto concentrata sugli effetti di secondo livello dell’inflazione.
L’ecosistema AI, invece, ha sperimentato un aumento di volatilità legato al segmento dei semiconduttori e delle memorie. Alcuni titoli, reduci da performance stellari con rendimenti a tre cifre da inizio anno, hanno mostrato una decelerazione a fronte del ritorno dell’incertezza sui ritorni attesi dagli investimenti degli hyperscaler, che per ora continuano comunque a rimanere al di sopra delle aspettative.
Sul terzo elemento, lo stato dell’economia e le attese di politica monetaria delle banche centrali: giugno ha visto il rialzo di 25 punti base da parte della BCE, in linea con le attese di mercato, e la prima conferenza stampa di Warsh alla guida della Fed, riassumibile in un concetto chiave: il cambio di regime. La volontà del nuovo chair è quella di eliminare la cosiddetta “forward guidance”, cioè l’indicazione esplicita del sentiero dei tassi, per ridurre la volatilità alimentata dagli umori degli investitori e riportare l’attenzione sullo stato di salute dell’economia e sulla funzione di reazione della banca centrale.
DAI RISCHI GEOPOLITICI AI FONDAMENTALI
La risposta del mercato è stata una lettura tendenzialmente hawkish, con correzione del comparto obbligazionario a fronte di un comitato Fed più polarizzato, voci contrastanti e la possibilità di ulteriori rialzi dei tassi in presenza di una crescita vicina al potenziale, un mercato del lavoro solido e un’inflazione ancora sopra target. Su questi temi si concentreranno le task force designate da Warsh nella seconda metà dell’anno: cinque unità con il compito di cambiare la Fed, dalla comunicazione ai metodi con cui si calcolano inflazione e occupazione, per portarla al passo con i tempi nell’era dell’AI e avvicinarla al segmento privato che utilizza dati quasi in tempo reale.
Giugno ha rappresentato quindi un periodo di transizione. I mercati sono passati da una fase dominata dal rischio geopolitico e dai timori sull’inflazione a una fase in cui l’attenzione torna a concentrarsi sui fondamentali macroeconomici, sulla politica monetaria e sugli utili aziendali. Guardando avanti, il principale candidato a guidare i mercati rimane l’evoluzione dell’inflazione: un suo rientro verso il target agevolerebbe la normalizzazione dei regimi di correlazione equity bond, con benefici per la costruzione dei portafogli multi-asset.
LE SCELTE DI PORTAFOGLIO
Sul fronte delle banche centrali, i mercati scontano ancora un rialzo per la BCE e quasi due rialzi per la Fed. Sono livelli che ci appaiono più che sufficienti per contenere le aspettative d’inflazione e che, soprattutto in area euro, offrono una buona opportunità di acquisto, in particolare alla luce degli attuali tassi reali di lungo periodo, a nostro avviso superiori al potenziale di crescita.
Resta infine aperto il tema delle valutazioni nel comparto AI: i diversi segmenti dell’ecosistema rimarranno verosimilmente volatili, sensibili alle notizie su nuovi sviluppi tecnologici e sull’utilizzo della capacità residua dei centri di calcolo degli hyperscaler. Per questo motivo restiamo più cauti sul segmento tecnologico, preferendo prese di profitto e una marginale riduzione della volatilità complessiva di portafoglio, a favore di altri settori, come i finanziari, che potrebbero beneficiare del ciclo e della rotazione degli investimenti, mantenendo comunque una visione costruttiva sulla componente azionaria.
OBBLIGAZIONI E SCENARIO MACRO
Sul reddito fisso siamo oggi più costruttivi, diversificando le fonti di rischio su geografie selezionate, evitando un’eccessiva concentrazione di duration sulle scadenze più lunghe in una fase di rinnovata volatilità, alimentata anche da preoccupazioni fiscali in Giappone, e privilegiando invece i tratti medi delle curve.
Il quadro macroeconomico rimane complessivamente supportivo: la discesa del petrolio dovrebbe favorire la ripresa della fiducia in Europa, mentre il dato sul mercato del lavoro statunitense di giugno, più debole delle attese, potrebbe attenuare le aspettative restrittive sulla Fed, contribuendo a sostenere la rotazione ciclica osservata nelle ultime sedute.






