Per la difesa dell’Europa occorre un “Big Bang intellettuale”.
È l’auspicio del commissario europeo per la Difesa e lo Spazio, Andrius Kubilius: “”Oltre al “big bang” imminente nei fondi destinati alla difesa, dobbiamo iniziare ad analizzare più approfonditamente i problemi della nostra preparazione istituzionale alla difesa. Abbiamo bisogno di un “big bang” intellettuale per realizzare un cambiamento molto più radicale” ha sostenuto Kubilius, intervenendo ad una conferenza pubblica in Svezia.
Perché, ha spiegato il rappresentante dell’esecutivo di Bruxelles, “come ha recentemente affermato il Cancelliere Merz: “I tempi della “Pax Americana” sono finiti”.
Ed è per questo che un vecchio continente indipendente nella difesa, all’interno della cornice Nato “ma con una presenza americana in Europa molto ridotta”, bisogna creare un Consiglio di sicurezza europeo e disporre di un esercito permanente di 100 mila soldati, pronto a sostituire l’attuale contingente statunitense nel caso in cui Washington decida di ritirare le truppe.
Tutti i dettagli.
I TRE PILASTRI PER LA DIFESA EUROPEA
Nel suo discorso, Kubilius ha affermato che la prontezza difensiva dell’Europa dipende oggi da tre pilastri: “maggiori investimenti nella capacità produttiva; istituzioni preparate e organizzate; e la volontà politica di dissuadere e, se necessario, combattere”.
E il mero incremento dei finanziamenti all’attuale sistema di difesa europeo, ha spiegato, non sarebbe sufficiente a soddisfare questi requisiti, anche a causa della persistente mancanza di unità.
FONDO SAFE TRA I RISULTATI DEL 2025
A questo proposito, il commissario europeo ha ricordato come nel 2025 l’attenzione sia stata focalizzata soprattutto sulla prontezza materiale della difesa. “E siamo riusciti a ottenere risultati notevoli con nuovi finanziamenti (prestiti Safe e impegni sul 5% della spesa per la difesa), con la nuova strategia sulla prontezza materiale della difesa (Libro Bianco e Roadmap per la Prontezza della Difesa) e con nuove politiche (EDIP, Omnibus sulla Prontezza della Difesa (Semplificazione), Comunicazione sulla Trasformazione dell’Industria della Difesa e Pacchetto sulla Mobilità Militare)” ha spiegato Kubilius. Ma ora occorre fare un salto di qualità in più.
UN ESERCITO DI 100MILA UOMINI PER L’EUROPA
“Dobbiamo iniziare a investire i nostri fondi in modo tale da poter combattere come Europa, non solo come un insieme di 27 “eserciti bonsai” nazionali” ha evidenziato Kubilius, rammentando che “Joseph Borrell fu il primo a definire le nostre attuali forze militari nazionali “eserciti bonsai”.
L’Europa potrebbe invece creare – “come Jean-Claude Juncker, Emmanuel Macron e Angela Merkel hanno già proposto 10 anni fa” – una potente e permanente “forza militare europea” di 100.000 uomini, ha affermato il rappresentante della Commissione europea.
“Gli Stati Uniti sarebbero più forti se avessero 50 eserciti statali invece di un unico esercito federale, o 50 politiche di difesa e bilanci per la difesa statali invece di un’unica politica e bilancio federale? La risposta è no. Allora cosa stiamo aspettando?”, ha spiegato il funzionario, sottolineando che l’Europa deve affrontare le questioni più urgenti relative alla sua preparazione istituzionale alla difesa. “Se gli americani si ritirano dall’Europa, come possiamo creare un pilastro europeo della Nato? Chi sarà il comandante europeo delle forze Nato? Che dire delle capacità di comando e controllo europee e di un quartier generale europeo? Soprattutto, come possiamo sostituire la forza militare regolare americana di 100.000 uomini che costituisce la spina dorsale della potenza militare in Europa?”, ha aggiunto Kubilius.
GLI INTERROGATIVI A CUI RISPONDERE
Non solo, in questo percorso restano anche dei nodi essenziali da sciogliere per “creare una vera Unione Europea della Difesa”. Quest’ultima “dovrebbe includere il Regno Unito e la Norvegia? Dovrebbe includere l’Ucraina, le sue forze militari, la sua industria della difesa, la sua esperienza comprovata in battaglia?” si domanda Kubilius. “Come si può realmente frammentare l’industria europea della difesa? Quale leadership politica unitaria è necessaria a tal fine?” ha insistito il commissario europeo proseguendo così “Come si possono sviluppare progetti di difesa paneuropei nel modo più efficace, cosa che finora è stata quasi impossibile? Come può l’Unione Europea essere pronta ad attuare l’articolo 42.7 del Trattato UE sull’obbligo di mutua assistenza per gli Stati membri che subiscono un’aggressione armata? Chi ci coordinerà in caso di una crisi di questo tipo?”.
NECESSARIO UN CONSIGLIO DI SICUREZZA EUROPEO
Per rispondere alla maggior parte di questi quesiti, Kubilius propone l’istituzione di un Consiglio di Sicurezza Europeo, sull’idea già avanzata dal presidente francese Macron e dall’ex Cancelliere tedesco Merkel.
“Il Consiglio di Sicurezza Europeo potrebbe essere composto da membri permanenti chiave, insieme a diversi membri a rotazione, tra cui lo Stato membro che presiede il Consiglio”, ha spiegato Kubilius. “Più la leadership dell’Ue: i presidenti della Commissione e del Consiglio”. Il Consiglio di Sicurezza proposto dovrebbe includere anche il Regno Unito, ha affermato Kubilius.
“In totale circa 10-12 membri, con il compito di discutere le questioni più importanti in materia di difesa, alcune delle quali ho appena menzionato”, ha concluso il commissario per la Difesa dell?ue. “E non solo discutere, ma anche preparare rapidamente decisioni importanti”.




