L’annuncio della joint venture con la cinese Ningbo Huaxiang Electronic convince il mercato e rilancia il titolo Brembo a Piazza Affari. Le azioni del gruppo bergamasco sono salite fino a sfiorare il 5% a 10,89 euro, sui massimi dal 2023, dopo la firma dell’accordo per portare Sensify sul mercato cinese. Un’operazione che rafforza la presenza del gruppo della famiglia Bombassei in Cina e che si inserisce in una strategia più ampia fatta di alleanze industriali, investimenti tecnologici e possibili nuove acquisizioni.
LA JOINT VENTURE BREMBO-NBHX E LA SCOMMESSA SU SENSIFY
La partnership annunciata oggi da Brembo con la cinese NBHX segna un nuovo passo nell’espansione del gruppo bergamasco nel mercato automotive cinese.
L’intesa, costruita attraverso una joint venture, servirà a portare Sensify — la tecnologia frenante elettronica sviluppata da Brembo — dentro la filiera produttiva locale e sulle auto di nuova generazione, sempre più dominate da software, elettronica e sistemi di guida assistita.
Con Sensify, Brembo punta a superare il tradizionale schema della frenata meccanica e idraulica per passare a un sistema “by-wire”, controllato elettronicamente attraverso software e sensori, con una gestione più rapida e precisa della frenata.
Per il gruppo italiano si tratta di un tassello strategico. “La Cina è il mercato automotive più dinamico e innovativo al mondo”, dice senza mezzi termini l’amministratore delegato Daniele Schillaci, sottolineando che l’accordo consentirà a Brembo di inserirsi “sempre più a fondo nell’ecosistema automotive cinese” e di accelerare lo sviluppo delle proprie tecnologie direttamente sul mercato locale.
Per NBHX, invece, l’intesa rappresenta un modo per rafforzarsi nella corsa alle tecnologie per le auto intelligenti e connesse, in un settore sempre più orientato verso elettrificazione, piattaforme digitali e guida assistita.
CHI È NBHX E PERCHÉ È IMPORTANTE PER BREMBO
Ningbo Huaxiang Electronic è uno dei principali gruppi cinesi della componentistica auto. Fondata nel 1988 e quotata alla Borsa di Shenzhen dal 2005, l’azienda produce componenti per vetture di fascia medio-alta, dall’elettronica agli interni, passando per componenti metallici e sistemi per veicoli elettrici.
NBHX conta oltre 20mila dipendenti, più di 60 stabilimenti produttivi e tre centri di ricerca e sviluppo regionali nel mondo. Tra i clienti figurano Volkswagen, Mercedes-Benz, BMW, Audi, Toyota, Ford, General Motors, Volvo, Stellantis, BYD, Geely, Chery e SAIC Motor.
Il gruppo cinese ha costruito negli anni una rete globale con impianti in Cina, Europa, Nord America e Sud-Est asiatico, oltre a numerose joint venture con fornitori internazionali.
IL PESO DELLA CINA NELLA STRATEGIA DI BREMBO
La Cina è ormai uno dei mercati chiave per il gruppo bergamasco. Come ricordato da Startmag , nel 2024 il mercato cinese rappresentava oltre il 15% dei ricavi complessivi di Brembo.
La presenza industriale del gruppo nel paese parte da lontano. Il primo stabilimento venne aperto a Nanchino nel 2001. Oggi Brembo conta cinque impianti produttivi, una società commerciale e un centro di ricerca e sviluppo distribuiti tra Nanchino, Shanghai, Langfang, Jiaxing, Qingdao e Jinan.
Negli anni Brembo ha continuato a rafforzarsi in Cina con accordi e acquisizioni. Nel 2022 ha creato una joint venture con Gold Phoenix per produrre pastiglie freno destinate al mercato aftermarket cinese. Sei anni prima aveva rilevato il 66% di Asimco Meilian Braking Systems per circa 78 milioni di euro, mettendo le mani su una società specializzata in dischi freno in ghisa e forniture per le case automobilistiche presenti nel Paese.
Più recente, invece, la spinta sul software. Nel 2025 Brembo ha inaugurato a Shanghai il suo primo Inspiration Lab asiatico, centro dedicato allo sviluppo di soluzioni digitali e intelligenza artificiale applicate all’auto.
La joint venture con NBHX si inserisce dunque in una strategia che da anni punta a rafforzare la presenza non solo commerciale ma anche industriale e tecnologica del gruppo nel mercato cinese.
I CONTI DEL PRIMO TRIMESTRE
L’accordo con NBHX arriva a poche settimane dalla pubblicazione dei risultati trimestrali del gruppo. Brembo ha chiuso il primo trimestre 2026 con ricavi pari a 937,4 milioni di euro, in calo del 2,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ma in crescita dell’1,9% a cambi costanti.
L’Ebitda è salito dello 0,9% a 154,7 milioni, con margine al 16,5%, mentre l’utile netto è cresciuto dell’11,2% a 56,9 milioni di euro. Nel trimestre il debito netto è sceso a 692,9 milioni, in calo di oltre 26 milioni rispetto a fine 2025.
A livello geografico, però, la Cina ha mostrato segnali di debolezza. Le vendite nel paese sono diminuite del 14,7% rispetto al primo trimestre del 2025, attestandosi a 112,3 milioni di euro.
Nel dettaglio, il business auto ha registrato un calo del 3,3%, quello dei veicoli commerciali dell’1,1%, mentre il comparto motocicli è cresciuto del 6,7%. In flessione anche il settore racing, sceso del 4%.
Brembo ha comunque migliorato la guidance per il 2026, prevedendo ora una crescita dei ricavi del 3% a cambi costanti, contro la precedente indicazione di fatturato stabile.
Il gruppo conta oggi circa 16mila dipendenti in 18 paesi, con 39 siti produttivi e commerciali, dieci centri di ricerca e sviluppo e due Inspiration Lab. Nel 2025 i ricavi hanno raggiunto 3,7 miliardi di euro.
LE NUOVE OPERAZIONI E IL DOSSIER M&A
La strategia di crescita del gruppo non si limita però alle joint venture. Secondo MF, Brembo avrebbe una “potenza di fuoco” vicina al miliardo di euro per eventuali operazioni straordinarie.
Il gruppo, stando a Reuters, starebbe valutando nuove opportunità di acquisizione per rafforzarsi ulteriormente sul fronte tecnologico e consolidare la propria presenza internazionale, dopo le operazioni concluse negli ultimi anni, a partire da quella su Öhlins.
Secondo un’indiscrezione del Corriere della Sera, inoltre, Brembo starebbe valutando le attività negli Stati Uniti di Tenneco nel business delle sospensioni, incluso il marchio Monroe, in un’operazione da circa un miliardo di euro.
Il miglioramento della guidance e la riduzione del debito rafforzano ulteriormente questa prospettiva.
L’ALLARME SUL CONTESTO GLOBALE
La spinta su tecnologia e acquisizioni si muove però dentro un contesto sempre più complicato. Parlando con Reuters il 18 maggio, il presidente esecutivo Matteo Tiraboschi ha avvertito che le tensioni geopolitiche e il conflitto in Medio Oriente rischiano di pesare sull’intero settore automotive.
Fino a pochi giorni prima, spiegava il manager, Brembo prevedeva per il 2026 una crescita dei ricavi tra il 3% e il 5%. L’escalation del conflitto e l’impennata dei costi energetici hanno però costretto il gruppo a rivedere lo scenario.
Tiraboschi ha parlato del rischio di carenze nelle materie prime e di costi energetici “completamente fuori controllo”, spiegando che Brembo ha già iniziato a mettere in sicurezza forniture, logistica e scorte strategiche.







