Il discorso pronunciato ieri da Ursula von der Leyen ricalca un documento redatto da Germania, Italia e Belgio che dovrebbe servire da base per il ritiro informale dei leader che si tiene oggi nel castello di Alden Biesen. Friedrich Merz e Giorgia Meloni sono la nuova coppia che aspira a pilotare l’Ue. Ma più che un motore sono un freno.
COSA DICE IL DOCUMENTO DI GERMANIA, ITALIA E BELGIO
Il documento dal titolo “elementi per un’ambiziosa agenda sulla competitività europea nel 2026”, che hanno preparato insieme a Bart De Wever, prevede di concentrarsi su tre punti. Sul mercato interno, il documento chiede l’adozione entro la fine dell’anno del 28esimo regime, il rafforzamento delle infrastrutture transfrontaliere per l’energia, la conclusione dei negoziati sulla eDeclaration per i lavoratori distaccati, un miglioramento all’accesso al venture capital e un aggiornamento delle linee guida sulle fusioni per favorire l’emergere di grandi imprese. Sulla semplificazione, il documento chiede di favorire la concessione di autorizzazioni e di ridurre le procedure amministrative, un Omnibus finanziario, il ritiro di regolamenti e direttive e un freno di emergenza per impedire che il Parlamento introduca carichi amministrativi ulteriori. Il terzo pilastro prevede una politica commerciale ambiziosa e pragmatica. Germania, Italia e Belgio chiedono che la loro agenda sia adottata al Consiglio europeo di marzo e contenga “iniziative, mandati e scadenze”.
IL DISCORSO DI VON DER LEYEN
Gli elementi del documento Merz-Meloni-De Wever si ritrovano tutti nel discorso di ieri di von der Leyen. “Primo, commercio. Secondo, il mercato unico. E terzo, la semplificazione”, ha detto la presidente della Commissione. Non manca niente di quanto chiesto da Germania, Italia e Belgio: 28esimo regime, pacchetto sulle reti europee per le interconnessioni energetiche, accordi commerciali con Australia, Thailandia, Filippine e Emirati Arabi Uniti.
Sulla preferenza europea, von der Leyen ha ripreso il testo dei tre paesi quasi alla lettera. “Nei settori strategici, la preferenza europea è uno strumento necessario (…), ma voglio essere chiara: è una linea sottile da percorrere. Non esiste una soluzione ‘universale’. Ecco perché ogni proposta deve essere supportata da una solida analisi economica ed essere in linea con i nostri obblighi internazionali”, ha detto von der Leyen. Il linguaggio del documento di Germania, Italia e Belgio è solo un po’ più tecnico: “i regimi di preferenza europea devono rispettare la nostra strategia politica commerciale complessiva e i partner preferenziali, devono essere di natura eccezionale, limitati e proporzionati”.
LA ROADMAP PER IL MERCATO UNICO
Quanto all’agenda che Merz, Meloni e De Wever chiedono da adottare al Consiglio europeo con “misure, mandati e scadenze”, è già pronta. È nel cassetto di von der Leyen. “Abbiamo bisogno di un calendario chiaro e dell’impegno di tutti per portare a termine i progetti. Ecco perché abbiamo bisogno di una roadmap comune per il mercato unico fino al 2028. Proporrò che, insieme al Parlamento e al Consiglio, la approviamo al Consiglio europeo di marzo”, ha annunciato la presidente della Commissione. Il Mattinale europeo ha potuto visionare una bozza: le tre istituzioni si impegnano a dare la massima priorità al pacchetto sulle reti elettriche europee, alla supervisione dei mercati finanziari, alla legge sulle reti digitali, al ventottesimo regime, alla legge sull’innovazione europea, alla legge sui prodotti europei, alla legge sull’area di ricerca europea, alla legge sul servizio delle costruzioni e alla legge sui servizi postali e la consegna di pacchi.
L’ANALISI DEL PROF. MESSORI
Secondo diversi osservatori, l’agenda Merz-Meloni-von der Leyen alla fine si riduce allo sforzo di semplificazione e agli accordi commerciali. “I programmi europei, che dovrebbero fungere da riferimento per il rilancio della competitività e per l’unificazione dei mercati, giacciono – per lo più – in fondo ai cassetti”, ci ha detto Marcello Messori, professore all’Istituto Universitario Europeo.
(Estratto dal Mattinale europeo)






