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Magnifica Humanitas

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Come il Vaticano ha dialogato con le Big Tech americane prima di Magnifica Humanitas

Papa Leone XIV ha presentato l’enciclica Magnifica Humanitas, frutto di intensi mesi di incontri riservati tra il Vaticano e aziende come Meta, Google, Amazon, Anthropic e OpenAI, per orientare moralmente lo sviluppo dell’IA al servizio della dignità umana. L’articolo di Politico.

In vista della pubblicazione di Magnifica Humanitas, la prima enciclica di Papa Leone XIV focalizzata sul ruolo dell’IA, si è intensificato negli ultimi mesi un intreccio di incontri, mediazioni informali e scambi strutturati tra la Santa Sede e i principali protagonisti del mondo tecnologico.

Come scrive Politico, che a queste interlocuzioni ha dedicato un lungo articolo, ciò che è emerso è un dialogo pragmatico, discreto ma costante, in cui aziende come Meta, Google, Amazon, Anthropic e OpenAI hanno cercato di presentarsi come partner responsabili e aperti al confronto etico.

Da parte sua, il Vaticano ha mostrato l’intenzione di comprendere in profondità questa tecnologia per orientarla moralmente, ponendo al centro la dignità della persona umana e il bene comune.

L’enciclica, firmata il 15 maggio e presentata ieri nell’Aula Nuova del Sinodo dal Papa in persona, rappresenta ora il frutto pubblico e maturo di questo percorso.

Il documento, che richiama esplicitamente l’eredità della Rerum Novarum di Leone XIII, sottolinea con forza la necessità di “disarmare” l’intelligenza artificiale, liberandola da logiche di dominio, esclusione e concentrazione di potere, pur riconoscendone le enormi potenzialità quando messa al servizio dell’umanità, della giustizia sociale e dello sviluppo integrale delle persone.

Il dialogo diretto con i giganti della Silicon Valley

Uno degli appuntamenti più rappresentativi di questo dialogo si è tenuto il 29 aprile in Vaticano.

Padre Eric Salobir ha guidato una delegazione composta da rappresentanti di Meta, Google e Amazon attraverso Piazza San Pietro, fino a un breve e formale saluto con Papa Leone XIV. L’incontro con il Pontefice è durato pochi minuti, ma il vero confronto sostanziale si è svolto nelle ore successive presso l’ambasciata francese presso la Santa Sede, dove i partecipanti si sono confrontati per diverse ore in un clima riservato.

Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la Comunicazione, si è trovato di fronte a manager di alto profilo come Benoit Tabaka, direttore relazioni istituzionali e public policy di Google per l’Europa meridionale, Claire Scharwatt di Amazon Francia e Claudia Trivilino di Meta per l’Italia e la Grecia.

Sebbene l’evento fosse formalmente dedicato alla protezione dell’infanzia nell’era dell’IA, la discussione si è rapidamente allargata agli effetti più profondi della tecnologia sulla sociabilità umana, sullo sviluppo affettivo e cognitivo delle nuove generazioni, e ai rischi connessi a una comunicazione sempre immediata, personalizzata e priva di quelle mediazioni umane tradizionali che hanno sempre caratterizzato le relazioni interpersonali.

Un partecipante, rimasto anonimo, ha descritto il tono come prevalentemente umanistico piuttosto che strettamente teologico, notando come alcuni dirigenti tech sembrassero sinceramente coinvolti sul piano personale, mentre altri mantenessero un approccio più istituzionale e cauto.

L’Osservatorio francese e la rete di Padre Salobir

Un ruolo centrale in queste interlocuzioni spetta senza dubbio a Padre Eric Salobir, figura poliedrica che prima di entrare nell’ordine domenicano ha lavorato come banchiere d’investimento.

Oggi consulente esperto presso la Santa Sede, Salobir presiede il comitato esecutivo della Human Technology Foundation, un’organizzazione internazionale che promuove la riflessione etica sulla tecnologia e che annovera tra i suoi membri aziende rilevanti come Google, Palantir e Qualcomm.

Grazie alla stretta e proficua collaborazione con l’ambasciata francese presso la Santa Sede, Salobir ha contribuito in modo determinante alla creazione, nel 2024, dell’“Osservatorio francese sull’IA a Roma”. Questo forum riservato è diventato uno dei canali principali e più efficaci per favorire scambi regolari, informali e di alto livello tra esponenti vaticani e rappresentanti del settore tecnologico.

Gli incontri, avviati già durante il pontificato di Papa Francesco, si sono fatti più frequenti e sostanziali con l’elezione di Leone XIV.

Al termine della riunione di aprile i partecipanti hanno redatto una nota di sintesi dettagliata, successivamente inviata a Clara Chappaz, ministra francese delegata per l’intelligenza artificiale e gli affari digitali, con l’obiettivo di contribuire alle posizioni della Francia in vista del G7 sulla regolamentazione digitale.

Il ruolo e i legami di Anthropic

Tra i rapporti più consolidati e significativi figura quello con Anthropic, l’azienda americana che ha posto la sicurezza, l’etica e il controllo dei rischi al centro della propria identità pubblica.

Christopher Olah, uno dei co-fondatori, ha partecipato ieri alla presentazione ufficiale dell’enciclica sedendo accanto al Papa – un gesto simbolico di grande rilevanza che sottolinea il valore attribuito a questo canale di dialogo.

Già a gennaio Anthropic aveva reso pubblico un documento fondamentale: la “costituzione” etica destinata a guidare lo sviluppo del suo modello Claude.

Tra i contributor figurano due importanti consiglieri della Santa Sede: Monsignor Paul Tighe, segretario del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, e Padre Brendan McGuire, sacerdote della Silicon Valley con un solido background da ingegnere informatico.

Questa collaborazione non episodica indica una volontà reciproca di costruire un linguaggio comune tra la dottrina cattolica e tecnologie chiamate ad essere sempre più responsabili.

Il canale americano 

Parallelamente al canale francese, anche gli Stati Uniti hanno attivato e mantenuto una propria linea di interlocuzione.

Nonostante le tensioni pubbliche tra l’amministrazione Trump e Papa Leone XIV, a inizio maggio l’ambasciata americana presso il Vaticano ha organizzato una serie di eventi tematici sull’IA e il futuro del lavoro, con il sostegno di ambasciate alleate tra cui Australia, Regno Unito, Giappone e Taiwan.

Tra gli ospiti di rilievo spiccava George Osborne, ex cancelliere dello Scacchiere britannico e oggi responsabile delle relazioni istituzionali di OpenAI. Osborne ha avuto un dialogo diretto con Monsignor Tighe sui “lavoratori del futuro”, soffermandosi in particolare sul rischio che l’IA possa accentuare le disuguaglianze sociali ed economiche a livello globale.

L’obiettivo di questi eventi era duplice: dimostrare alla Chiesa l’esistenza di approcci etici e responsabili all’interno dell’industria tecnologica e mantenere aperto un canale di comunicazione anche su temi delicati e potenzialmente divisivi.

Le figure di mediazione interna al Vaticano

Figure come Tighe, McGuire e Salobir hanno agito in modo efficace da ponti credibili e rispettati, permettendo al Vaticano di ricevere competenze tecniche, dati concreti e casi studio dalle aziende senza mai perdere la propria autonomia di giudizio morale.

Il confronto ha visto le imprese tech portare prospettive operative, esperienze sul campo e proposte pratiche, mentre la Santa Sede ha offerto una visione antropologica profonda, radicata nella dottrina sociale della Chiesa, centrata sulla centralità della persona, sulla promozione della giustizia sociale e sulla tutela dei soggetti più vulnerabili, in particolare i minori.

Un dialogo destinato a lasciare il segno

Con la pubblicazione ufficiale di Magnifica Humanitas, questo intenso periodo di dialogo entra ora in una nuova fase.

Il Papa ha presentato personalmente il documento, ribadendo con chiarezza che l’IA deve essere uno strumento al servizio dell’umanità intera e non uno strumento di concentrazione di potere nelle mani di pochi attori privati.

Sarah El Haïry, alta commissaria francese per l’infanzia e partecipante all’incontro di aprile, ha paragonato questo testo all’enciclica Rerum Novarum di Leone XIII, sottolineando come l’impatto potrebbe rivelarsi altrettanto significativo, fornendo una cornice etica condivisa capace di ispirare non solo i fedeli cattolici, ma anche governi, imprese e organizzazioni internazionali nella governance futura dell’IA.

In definitiva,sottolinea Politico, emerge il ritratto di un Vaticano che ha affrontato con serietà e consapevolezza il confronto con chi sta sviluppando concretamente l’IA.

La Santa Sede ha cercato di affermare il proprio ruolo di autorità morale in un campo dominato da enormi interessi economici e da cambiamenti tecnologici rapidissimi.

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