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Che cosa sta succedendo fra Usa e Venezuela

Gli Usa hanno attaccato il Venezuela, catturando e portando via il presidente Maduro e la moglie, come rivendicato da Trump con un post su Truth Social che conferma un'operazione su larga scala. Ecco cosa sappiamo.

(Che cosa sta succedendo in Venezuela: aggiornamento ore 16,45)

Maduro è stato catturato dalla Delta Force dell’esercito statunitense – l’unità militare d’élite per il controterrorismo – secondo quanto riportato dalla BBC.
Trump ha dichiarato a Fox and Friends che Maduro e sua moglie sono stati prelevati da “una casa che era più simile a una fortezza”. Il presidente ha detto che le forze statunitensi erano preparate con “enormi cannelli ossidrici” per tagliare l’acciaio, ma ha aggiunto che Maduro “non è riuscito a raggiungere quella zona della casa”.
Trump ha affermato che nessuna forza statunitense è stata uccisa e che ci sono state “pochi” feriti nell’operazione, che ha detto di aver seguito in diretta.
Maduro e sua moglie sono su una nave diretti a New York City, ha detto Trump.

Come riporta il New York Times, una fonte della CIA all’interno del governo venezuelano ha monitorato la posizione di Nicolás Maduro sia nei giorni che nei momenti precedenti alla sua cattura da parte delle forze speciali americane, secondo persone informate sull’operazione.

L’agenzia di spionaggio americana, hanno detto queste persone, ha prodotto l’intelligence che ha portato alla cattura del presidente venezuelano, monitorando la sua posizione e i suoi movimenti con una flotta di droni stealth che ha fornito una sorveglianza quasi costante sul Venezuela, oltre alle informazioni fornite dalle sue fonti interne.
Non è chiaro come la CIA abbia reclutato la fonte venezuelana che ha informato gli americani sulla posizione di Maduro. Ma ex funzionari hanno detto che l’agenzia è stata chiaramente aiutata dalla ricompensa di 50 milioni di dollari offerta dal governo degli Stati Uniti per informazioni che portassero alla cattura del presidente.
Come riferisce la BBC, la procuratrice generale degli Stati Uniti Pam Bondi ha dichiarato che Maduro e sua moglie sono stati incriminati nel Distretto Sud di New York.
Maduro, ha detto, è stato accusato di “cospirazione per narco-terrorismo, cospirazione per l’importazione di cocaina, possesso di mitragliatrici e dispositivi distruttivi, e cospirazione per il possesso di mitragliatrici e dispositivi distruttivi contro gli Stati Uniti”.
“Presto affronteranno l’intera collera della giustizia americana sul suolo americano nei tribunali americani”, aggiunge Bondi, senza però specificare di cosa sia accusata sua moglie.
“Un enorme ringraziamento ai nostri coraggiosi militari che hanno condotto l’incredibile e altamente riuscita missione per catturare questi due presunti trafficanti internazionali di droga”, conclude Bondi.
“Lontano da una presunta lotta contro il narcoterrorismo, questa deplorevole azione mira a imporre definitivamente un cambio di regime e a sottometterci ai disegni spuri dell’imperialismo nordamericano”, ha dichiarato il ministro della Difesa venezuelano Vladimir Padrino López in dichiarazioni riportate dai media locali e riportate da Politico.
La vicepresidentessa del Venezuela Delcy Rodríguez ha chiesto una “prova immediata” che Maduro e la First Lady Cilia Flores siano vivi, secondo la TV venezuelana.
Come evidenziato da Axios, Paesi tra cui Brasile, Colombia, Messico, Russia e Iran hanno condannato l’intervento dell’amministrazione Trump in Venezuela.
Il ministro degli Esteri russo ha accusato gli Stati Uniti di “un atto di aggressione armata contro il Venezuela”, mentre l’Iran ha definito l’attacco una “flagrante violazione” della sovranità venezuelana.
Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha scritto su X: “I bombardamenti sul territorio venezuelano e la cattura del suo presidente superano una linea inaccettabile. Questi atti rappresentano un gravissimo affronto alla sovranità del Venezuela e un ulteriore precedente estremamente pericoloso per l’intera comunità internazionale”, ha scritto Lula. “Attaccare paesi, in flagrante violazione del diritto internazionale, è il primo passo verso un mondo di violenza, caos e instabilità, dove prevale la legge del più forte sul multilateralismo.”
“L’America Latina e i Caraibi sono una zona di pace, costruita sulla base del rispetto reciproco, della soluzione pacifica delle controversie e del divieto dell’uso e della minaccia della forza, pertanto qualsiasi azione militare mette seriamente a rischio la stabilità regionale”, ha dichiarato il Ministero degli Affari Esteri del Messico in un comunicato stampa.
Il presidente colombiano Gustavo Petro ha condiviso su X quella che ha descritto come “profonda preoccupazione” per le notizie di esplosioni. Ha affermato che la Colombia “ribadisce la sua convinzione che la pace, il rispetto del diritto internazionale e la protezione della vita e della dignità umana devono prevalere su qualsiasi forma di confronto armato”.
Anche la Francia, secondo Deutsche Welle, ha criticato gli attacchi militari statunitensi in Venezuela che hanno portato alla cattura di Maduro, avvertendo di “gravi conseguenze per la sicurezza globale”.
Il ministro degli Esteri di Parigi Jean-Noël Barrot ha dichiarato che gli attacchi minano il diritto internazionale, sottolineando la posizione di Parigi secondo cui nessuna soluzione alla crisi di un Paese può essere imposta dall’esterno.
Pur affermando che Maduro ha “gravemente violato” i diritti dei venezuelani, Barrot ha sottolineato che l’operazione militare che ha portato alla sua cattura “contrasta con il principio di non ricorso alla forza, che è alla base del diritto internazionale”.
Sempre stando a Deutsche Welle, il Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres ha dichiarato di essere “profondamente allarmato” per l’ultima escalation in Venezuela, culminata con gli attacchi militari statunitensi.
In una dichiarazione resa dal suo portavoce Stéphane Dujarric, Guterres ha avvertito che l’azione degli Stati Uniti ha “potenziali implicazioni preoccupanti per la regione”.
“Indipendentemente dalla situazione in Venezuela, questi sviluppi costituiscono un pericoloso precedente”, ha detto Guterres, sottolineando l’importanza di rispettare pienamente il diritto internazionale, inclusa la Carta delle Nazioni Unite.
“È profondamente preoccupato per il fatto che le norme del diritto internazionale non siano state rispettate”, ha aggiunto Dujarric.
Guterres ha invitato tutti gli attori in Venezuela a impegnarsi in un “dialogo inclusivo”.
Altri leader hanno emesso dichiarazioni più neutrali. L’Alto rappresentante dell’UE per la politica estera Kaja Kallas ha scritto che Maduro “manca di legittimità”, ma che la Carta dell’ONU “deve essere rispettata”.
Fuori dal coro, secondo quanto riporta Politico, uno dei più grandi alleati di Trump nella regione — il presidente argentino Javier Milei — che ha mantenuto il suo solito mantra tonante: «VIVA LA LIBERTAD CARAJO».
Pechino ha ordinato ai suoi cittadini in Venezuela di evitare di uscire “se non assolutamente necessario”, hanno riportato i media statali in seguito agli attacchi statunitensi nel Paese.
“Il Ministero degli Affari Esteri e l’Ambasciata cinese in Venezuela ricordano ai cittadini cinesi di astenersi dal viaggiare in Venezuela nel prossimo futuro”, ha riferito l’emittente statale CCTV.
“I cittadini e le istituzioni cinesi già presenti nel Paese dovrebbero monitorare da vicino la situazione di sicurezza locale, rafforzare efficacemente le precauzioni di sicurezza e la preparazione alle emergenze, evitare di uscire se non assolutamente necessario e tenersi ben lontani dalle zone di conflitto o dalle aree sensibili.”

 

(Che cosa sta succedendo in Venezuela: articolo aggiornato alle ore 11,30)

Nelle prime ore di oggi una serie di potenti esplosioni ha squassato Caracas e altre regioni del Venezuela, spingendo il governo locale ad accusare gli Stati Uniti di un attacco militare.

Poco dopo, il presidente Trump ha rivendicato l’operazione su Truth Social, annunciando che le forze americane hanno condotto un ampio intervento e che Maduro, insieme alla moglie Cilia Flores, è stato catturato e portato via dal paese.

La situazione è ancora confusa, con blackout in varie zone della capitale e appelli alla mobilitazione popolare, mentre non si hanno notizie precise su eventuali vittime.

ATTACCO USA AL VENEZUELA

L’attacco è iniziato intorno alle 2 del mattino ora locale (le 7 in Italia). Testimoni hanno descritto scoppi violenti, aerei che volavano basso e fiamme nel cielo.

La CNN, con una squadra sul posto, ha registrato il primo boato alle 1:50 e ha confermato blackout in diversi quartieri.

Reuters parla di un’ondata di esplosioni durata circa 90 minuti, con fumo nero che saliva da basi militari e zone residenziali.

Video verificati dalla CNN mostrano incendi e deflagrazioni anche all’aeroporto di Higuerote, con sistemi antiaerei in fiamme.

L’Associated Press raccoglie testimonianze di residenti terrorizzati: una giovane, Carmen Hidalgo, ha raccontato di aver sentito il terreno tremare mentre tornava da una festa, con l’aria che sembrava “colpirla in faccia”.

Come riferisce il Guardian, il presidente colombiano Gustavo Petro ha pubblicato una lista di obiettivi colpiti, tra cui il Cuartel de la Montaña – la caserma che ospita il mausoleo di Hugo Chávez, simbolo del chavismo.

L’ANNUNCIO DI TRUMP

Il presidente americano ha rotto il silenzio nelle prime ore del mattino con un post su Truth Social riportato dalla BBC, in cui ha confermato l’attacco e la cattura di Maduro. Ecco la traduzione del messaggio integrale:

“Gli Stati Uniti d’America hanno portato a termine con successo un attacco su larga scala contro il Venezuela e il suo leader, il presidente Nicolás Maduro, che è stato catturato insieme alla moglie e portato fuori dal Paese. Questa operazione è stata condotta in collaborazione con le forze dell’ordine statunitensi. Ulteriori dettagli seguiranno. Oggi alle 11 del mattino terrò una conferenza stampa a Mar-a-Lago. Grazie per l’attenzione a questa questione! Presidente DONALD J. TRUMP”.

LA REAZIONE DEL VENEZUELA

Il governo di Maduro ha definito l’accaduto una “aggressione imperialista” e ha dichiarato uno stato di emergenza nazionale, o “stato di disturbo esterno”.

Come scrive il New York Times, questo provvedimento permette di sospendere diritti civili e rafforzare il controllo militare.

Un comunicato ufficiale ha chiamato la popolazione “in strada” per respingere l’attacco e ha accusato gli Usa di voler appropriarsi delle risorse petrolifere e minerarie del paese.

Il ministro della Difesa, generale Vladimir Padrino López – figura chiave del regime – è apparso in tv per denunciare “l’oltraggio più grave” mai subito dal Venezuela, secondo quanto riportato da Reuters.

Padrino ha parlato di missili lanciati da elicotteri e di possibili vittime civili, anche se non ci sono ancora numeri ufficiali.

LE TENSIONI CRESCENTI TRA USA E VENEZUELA

Quello di oggi non è un fulmine a ciel sereno. Da mesi l’amministrazione Trump ha alzato la pressione su Maduro, accusato di guidare un “narco-stato” e di aver truccato le elezioni.

Come spiega l’AP, dagli inizi di settembre gli Usa hanno avviato una mobilitazione militare senza precedenti e attaccato decine di imbarcazioni sospettate di traffico di droga nei Caraibi, causando almeno 115 morti. Più recentemente, hanno sequestrato petroliere venezuelane. Un mese fa, la CIA ha condotto un attacco con drone su un porto venezuelano, segnando un’escalation.

Il Nyt ricorda che Maduro, consapevole dei rischi, aveva stretto le misure di sicurezza personali, cambiando spesso luoghi di riposo e telefoni, con l’aiuto di agenti cubani.

Venerdì Caracas aveva offerto negoziati sul narcotraffico, ma senza ottenere risposta da Washington.

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