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Tutti i numeri di Cdp nel primo semestre 2026

Nei primi sei mesi del 2026 Cdp ha aumentato del 27% le risorse impegnate e del 19% gli investimenti. L'utile consolidato è salito a 4,3 miliardi di euro e sono state rafforzate le partecipazioni in Nexi e Trevi e le iniziative del piano Mattei.

Cassa depositi e prestiti (Cdp) ha chiuso il primo semestre del 2026 con risultati in forte crescita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Il gruppo, controllato dal ministero dell’Economia e delle finanze, ha impegnato risorse per 20,1 miliardi di euro, il valore più alto mai registrato in un semestre, in aumento del 27 per cento rispetto ai 15,8 miliardi del primo semestre del 2025. Gli investimenti sostenuti hanno raggiunto i 49,5 miliardi di euro, in crescita del 19 per cento dai 41,6 miliardi precedenti.

L’effetto leva – cioè la capacità di mobilitare capitali aggiuntivi rispetto alle risorse direttamente impegnate da Cdp – si è attestato a 2,5 volte, superiore all’obiettivo di 2,1 fissato dal Piano strategico 2025-2027.

CRESCONO CREDITI E RISPARMIO POSTALE

Lo stock di crediti di Cdp a favore di pubbliche amministrazioni, imprese, infrastrutture e cooperazione internazionale è salito a circa 130 miliardi di euro, il 2 per cento in più rispetto ai 127 miliardi di fine 2025. Considerando anche le quote ancora da erogare e le garanzie concesse, lo stock complessivo dei crediti stipulati ha raggiunto i 155 miliardi.

La raccolta complessiva di Cdp si è attestata a 363 miliardi di euro. Il risparmio postale è cresciuto da 297 a 301 miliardi (+1 per cento), mentre la raccolta obbligazionaria è scesa del 2 per cento a 24 miliardi, soprattutto per effetto delle scadenze solo in parte compensate da nuove emissioni.

Il patrimonio netto della capogruppo è pari a 31 miliardi di euro, in lieve diminuzione rispetto alla fine del 2025.

COME VA L’UTILE DI CDP

L’utile netto di Cdp SpA è stato di 1,8 miliardi di euro, in lieve flessione rispetto agli 1,9 miliardi del primo semestre 2025. Il calo è dovuto principalmente all’aumento delle imposte, legato alle modifiche del regime fiscale, e alla riduzione dei dividendi incassati dalle società partecipate.

In crescita, invece, l’utile netto consolidato, salito a 4,3 miliardi di euro dai 3,3 miliardi dello scorso anno. L’utile di pertinenza della capogruppo è aumentato da 2 a 3 miliardi di euro. Il patrimonio netto consolidato è passato da 50 a 53 miliardi, mentre il totale dell’attivo ha raggiunto i 502 miliardi.

PIÙ RISORSE A IMPRESE, INFRASTRUTTURE E PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

Nel semestre il gruppo ha destinato circa 14,5 miliardi di euro a imprese e istituzioni finanziarie. Tra gli interventi figurano 20 operazioni di finanziamento diretto alle piccole e medie imprese e 21 operazioni ad alto impatto rivolte soprattutto al Mezzogiorno, all’innovazione e ai progetti Esg (i fattori di sostenibilità ambientale, sociale e di governance), per un totale di 142 milioni di euro.

Alle infrastrutture sono stati destinati circa 2 miliardi di euro, con interventi per la sicurezza e l’ammodernamento della rete dei trasporti e per nuovi impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, in particolare nel Sud Italia.

Per la pubblica amministrazione sono stati impegnati 2,3 miliardi di euro, inclusi 735 milioni di nuovi finanziamenti agli enti locali e risorse per la realizzazione di residenze universitarie nell’ambito del Pnrr.

TRA NEXI, TREVI E PIANO MATTEI

Tra le principali operazioni di equity figurano l’aumento della partecipazione in Nexi, con l’obiettivo di rafforzarne la stabilità dell’azionariato, e la sottoscrizione pro quota dell’aumento di capitale di Trevi Finanziaria Industriale.

Sul fronte internazionale, Cdp ha proseguito le iniziative legate al piano Mattei per l’Africa, deliberando circa 1 miliardo di euro di risorse, e ha aderito a un accordo con altre istituzioni finanziarie europee per sostenere la ricostruzione dell’Ucraina.

PIANO STRATEGICO IN ANTICIPO SUGLI OBIETTIVI

A diciotto mesi dall’avvio del Piano strategico 2025-2027, Cdp ha già raggiunto oltre il 60 per cento del target triennale sulle risorse impegnate. L’effetto leva di 2,5 volte supera inoltre il valore medio di 2,1 previsto dal piano.

Secondo il gruppo, in questo periodo sono diventati pienamente operativi il canale di finanziamento diretto alle Pmi, i nuovi strumenti finanziari e le cinque strutture macroregionali, mentre è stata ampliata l’attività internazionale e sono proseguite le emissioni di finanza sostenibile, che hanno portato a dodici il numero complessivo di Green e Social Bond emessi da Cdp.

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