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Moncler

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Brividi in Borsa per Moncler

Il caldo e la mancanza di turisti fanno soffrire Moncler. O almeno in Europa, perché in Asia le vendite sono in crescita. Ma questo non basta a proteggere il titolo, che a Milano perde oltre il 7%. Fatti, numeri e commenti

 

Il rallentamento delle vendite in Europa e il calo dei flussi turistici hanno pesato sulla performance di Moncler, con il mercato che ha reagito penalizzando il titolo in Borsa. I risultati trimestrali mostrano una crescita ancora sostenuta in Asia e un contributo positivo di Stone Island, ma evidenziano anche la dipendenza del gruppo dal turismo internazionale e dalla stagionalità del business.

LA REAZIONE DELLA BORSA

Dopo la pubblicazione dei risultati del secondo trimestre, le azioni di Moncler sono scese di oltre il 7%, arrivando a 47,70 euro nelle contrattazioni mattutine a Milano. Il mercato ha guardato soprattutto al rallentamento della crescita dei ricavi e alla debolezza delle vendite in Europa, una regione penalizzata dalla riduzione degli acquisti dei turisti, in particolare dei clienti asiatici.

Il gruppo italiano, proprietario del marchi di alta gamma Moncler e Stone Island, ha infatti registrato nel secondo trimestre una crescita organica dei ricavi del 5% a cambi costanti, in rallentamento rispetto al 12% del primo trimestre.

Inoltre, per gli analisti di Bernstein riportati dal Wall Street Journal, le difficoltà legate ai flussi turistici potrebbero continuare a influenzare la stagionalità del gruppo. “Riteniamo che queste preoccupazioni probabilmente rafforzeranno il modello stagionale di trading di Moncler questa estate”, hanno affermato, indicando che l’azienda potrebbe dover attendere l’autunno per una ripresa della domanda sui suoi prodotti invernali più iconici.

EUROPA IN CALO, ASIA IN CRESCITA

Nel secondo trimestre Moncler ha registrato ricavi complessivi pari a 409,3 milioni di euro, leggermente superiori al consenso degli analisti indicato dalla società a 405,8 milioni di euro.

Il marchio Moncler, in particolare, ha generato ricavi per 323 milioni di euro, con una crescita del 3% a cambi costanti, inferiore alle attese di alcuni analisti. HSBC, scrive Business of Fashion, aveva previsto un aumento organico del 3,4%, mentre Bernstein indicava un consenso degli analisti lato vendite pari al 5,1%.

La principale debolezza, nota il Wsj, è arrivata dall’Europa, dove le vendite sono diminuite dell’8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Moncler ha attribuito il calo soprattutto al rallentamento dei flussi turistici, in particolare provenienti dall’Asia, in un contesto condizionato anche dalle conseguenze del conflitto in Medio Oriente, che ha inciso sui collegamenti aerei globali tra Asia ed Europa.

Al contrario, sottolinea Reuters, il marchio Moncler ha registrato una crescita del 12% in Asia, sostenuta soprattutto da Cina e Corea del Sud, e del 4% nelle Americhe, dove il gruppo sta ancora ampliando la propria presenza.

STONE ISLAND SOSTIENE LA CRESCITA DEL GRUPPO

A compensare la crescita più contenuta del brand Moncler è stata Stone Island, che ha registrato una crescita delle vendite dell’11%, raggiungendo 86 milioni di euro, grazie alla domanda negli Stati Uniti e in Asia.

Il gruppo intanto continua il percorso per ridurre la dipendenza dai prodotti invernali che hanno costruito la sua reputazione internazionale. Moncler presenta infatti uno dei profili di stagionalità più marcati nel settore del lusso: lo scorso anno il secondo trimestre ha rappresentato solo il 13% dei ricavi globali, rispetto al 41% del quarto trimestre, periodo in cui i consumatori dell’emisfero settentrionale acquistano principalmente capispalla invernali.

LA STRATEGIA DEL NUOVO CEO

Il nuovo amministratore delegato Leo Rongone, ex dirigente di Bottega Veneta, ha indicato come priorità il rafforzamento dei mercati con maggiore potenziale di crescita e la trasformazione di Moncler in un marchio “all-season”, con prodotti utilizzabili durante tutto l’anno. In particolare, l’innovazione nei materiali sarà centrale nella strategia per ampliare l’offerta oltre i tradizionali capispalla legati all’eredità alpina del marchio.

Ad ogni modo, Reuters ricorda che nel primo semestre dell’anno Moncler ha registrato un utile operativo di 245,4 milioni di euro, in aumento rispetto ai 224,8 milioni di euro dello stesso periodo nel 2025, con una crescita del 9,2%.

Secondo gli analisti di Citi, i risultati trimestrali hanno un peso limitato rispetto alla stagionalità del gruppo. “Questi risultati hanno un’importanza limitata se il marchio Moncler esprime la consueta forza invernale nel quarto trimestre – hanno scritto Thomas Chauvet e Alberto Cecchetto -. Non giudicate l’inverno a giugno”.

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