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Non solo Baidu: le aziende cinesi di Ia e microchip hanno fretta di quotarsi

Il colosso tecnologico Baidu si prepara al debutto di Kunlunxin, la sua azienda specializzata in microchip, sulla borsa di Hong Kong. Ma sono tante le società cinesi di processori e di intelligenza artificiale che hanno intenzione di quotarsi, o l'hanno già fatto: ecco perché.

La società tecnologica cinese Baidu, famosa per aver sviluppato il motore di ricerca più popolare in Cina, ha fatto sapere che la sua divisione dedicata ai microchip per l’intelligenza artificiale, chiamata Kunlunxin, ha presentato una domanda di quotazione sulla borsa di Hong Kong.

QUANTO VALE KUNLUNXIN

Kunlunxin, creata nel 2012 come un’unità aziendale interna specializzata nello sviluppo di semiconduttori avanzati, oggi è gestita in maniera indipendente dal resto di Baidu, pur rimanendo sotto il suo controllo: tale quota di controllo verrà mantenuta anche dopo lo scorporo.

Kunlunxin viene valutata 21 miliardi di yuan, l’equivalente di 3 miliardi di dollari. L’azienda si occupa principalmente di fornire chip a Baidu, ma nel corso degli ultimi due anni ha ampliato le vendite a clienti esterni.

LE AZIENDE CINESI DI CHIP E IA HANNO FRETTA DI QUOTARSI

Oltre a Kunlunxin, nelle ultime settimane tante altre società cinesi di semiconduttori e di intelligenza artificiale si sono quotate in borsa, hanno presentato delle offerte pubbliche iniziali o hanno manifestato l’intenzione di farlo. La startup di intelligenza artificiale MiniMax, per esempio, conta di raccogliere 4,2 miliardi di dollari hongkonghesi dalla sua offerta pubblica. Shanghai Biren Technology, invece, specializzata nella progettazione di processori, ha ottenuto 5,5 miliardi. OmniVision Integrated Circuits e GigaDevice Semiconductor stanno preparando le loro offerte pubbliche iniziali, puntando a raccogliere circa 600 milioni di dollari ciascuna.

Questa corsa alla quotazione – non solo a Hong Kong, ma anche a Shanghai – si spiega con la volontà delle aziende tecnologiche emergenti di cavalcare l’entusiasmo degli investitori per il piano di autosufficienza tecnologica promosso dal governo della Cina, che mira a ridurre la dipendenza del paese dai processori americani per l’intelligenza artificiale, come quelli di Nvidia e di Advanced Micro Devices.

LA COMPETIZIONE TECNOLOGICA TRA CINA E STATI UNITI

Il divario nella progettazione e nella manifattura di semiconduttori avanzati che separa gli Stati Uniti dalla Cina è molto ampio: il governo cinese sta cercando di chiuderlo attraverso lo stimolo all’industria nazionale, che dovrebbe permettere l’affrancamento dalle tecnologie americane. Le numerose autorizzazioni alle offerte pubbliche iniziali di produttori di microchip, allora, sono una testimonianza della volontà di Pechino di sostenere il comparto domestico.

IL 2025 È STATO UN OTTIMO ANNO PER LE QUOTAZIONI A HONG KONG

Nel 2025 ci sono state 114 nuove quotazioni sulla borsa di Hong Kong, nel corso delle quali sono stati raccolti complessivamente 36,5 miliardi di dollari: si è trattato dell’anno migliore dal 2021, ha scritto Reuters, con un risultato di oltre tre volte superiore a quello del 2024 (11,3 miliardi di dollari raccolti).

IL BOOM DELLE IPO A HONG KONG È SOSTENIBILE?

“Il boom delle offerte pubbliche iniziali nel settore dell’intelligenza artificiale a Hong Kong è sostenibile?”, si è domandato Winston Ma, professore alla Nyu School of Law ed ex-dirigente del fondo sovrano cinese Cic.

Questa ondata di operazioni, ha spiegato, “dipende dalla disponibilità degli investitori globali nelle Ipo, come i fondi sovrani del Medioriente, ad acquistare in un contesto di cambiamento del dominio globale dell’intelligenza artificiale, dando priorità all’integrazione immediata delle imprese rispetto alla ricerca a lungo termine sull’intelligenza generale artificiale”.

L’intelligenza generale artificiale viene descritta come una sorta di evoluzione della tecnologia attuale, che dovrebbe permettere ai sistemi di superare l’essere umano medio nelle attività cognitive.

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