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Vulcano Stromboli, che cosa è successo. L’analisi del vulcanologo Neri (Ingv)

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Tutti i dettagli sulle esplosioni dal cratere del vulcano Stromboli, isola dell’arcipelago delle Eolie

La paura torna a Stromboli a quasi 17 anni dall’onda anomala del 30 dicembre del 2002 che travolse l’isola.

Questa volta a creare tensioni e fughe tra abitanti e turisti è stato il ‘fuoco’, gli incendi causati dalla violenta esplosione ‘stromboliana’, che prende il nome dall’isola, con i lapilli che invece di ricadere nella parte sommitale del vulcano sono precipitati, a causa dalla forte deflagrazione, anche a grande distanza dal cratere e a valle.

L’Ingv di Catania ha registrato una serie di violente esplosioni dal cratere del vulcano Stromboli, isola dell’arcipelago delle Eolie. La caduta di lapilli ha provocato incendi nella zona dei canneti e alcuni turisti per la paura si sono lanciati in mare.

Una colonna eruttiva alta due chilometri e che ha rilasciato sopra i crateri dello Stromboli lapilli di varia grandezza che hanno innescato una serie di incendi. E il panico è scoppiato a Ginostra dove i residenti, assistiti dalla Protezione civile, stanno lasciando le case spontaneamente. Altri si sono barricati in casa per paura dei lapilli. Alcuni turisti si sono lanciati anche in mare. Non ci sono feriti, fanno sapere dai vigili del fuoco. “Una tra le maggiori esplosioni registrate sullo Stromboli”.

Due i trabocchi di lava che scendono dalla Sciara del fuoco. Anche dall’isola di Lipari, la più grande dell’arcipelago Eoliano, testimoni oculari raccontano di una ben visibile “colonna di fumo nero dal vulcano dell’isola di Stromboli”.

Nel corso della forte esplosione sullo Stromboli, dall’Osservatorio Etneo dell’Ingv sono stati distinti due eventi esplosivi principali rispettivamente alle 14:46:10 e alle 14:46:40 Lo rende noto l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia riferendo che “la sequenza è stata preceduta alle 14:44: Utc da trabocchi lavici da tutte le bocche attive della terrazza craterica”. “Ciò significa che si tratta di esplosioni più energetiche delle altre registrate di minore intensità”, ha spiegato all’Adnkronos il vulcanologo dell’Ingv-Osservatorio Etneo, Marco Neri.

“Abbiamo osservato in campo una colonna eruttiva che si è innalzata per almeno 2 chilometri di altezza al di sopra della area sommitale del vulcano Stromboli disperdendosi poi in direzione sud-ovest”, ha aggiunto Neri.

“I blocchi incandescenti di magma, che prima si frammentano e poi ricadono al suolo, ovvero i prodotti generati dal parossisma, sono ricaduti lungo i fianchi del vulcano Stromboli” prevalentemente “nella Sciara del Fuoco, una sorta di valle che si apre sul fianco settentrionale, Nord occidentale, del vulcano”, ha rimarcato Neri.

Il fenomeno, ha spiegato ancora il vulcanologo, “è anche visibile sul tracciato sismico che mostra, oltre alle due esplosioni maggiori, circa 20 eventi esplosivi minori”. “Dopo la fase parossistica -aggiunge ancora il vulcanologo- il segnale del tremore è ora in diminuzione”.

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