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Vincitori e vinti in Iowa e New Hampshire. Il Taccuino di Martinelli

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Iowa New Hampshire

Il Taccuino americano di Massimo Martinelli sulle primarie dei Democratici in Iowa e New Hampshire

Con le primarie in Iowa e New Hampshire, dopo una serie estenuante di dibattiti televisivi (quasi sempre molto noiosi), finalmente la campagna elettorale per scegliere il democratico che dovrà sfidare il presidente Trump a novembre, entra nel vivo.

Addirittura si possono già tirare delle conclusioni.

La prima è che Iowa e New Hampshire hanno fatto i primi morti. Sono Joe Biden e Elizabeth Warren. Forse continueranno ancora un po’ ma è evidente che non hanno chance. Biden ha provato a giocarsi fino in fondo la carta del “nonno buono”: accattivante, toni moderati, sorriso dolce. Poi, quando è venuto fuori la storia degli incarichi milionari al figlio nei paesi, tipo Cina e Ucraina, che il vice presidente Biden seguiva per conto di Obama, il castello di carte ha incominciato a venir giù.

La storia della Warren è diversa: ha sempre un’aria perbene, molto professorale, ma attinge alla stessa area di sinistra di Bernie Sanders, che è un comiziante puro, irruente, populista e piace evidentemente molto più di lei. Bernie ha un’età incredibile (78 anni) per un candidato presidente, quest’anno ha avuto un infarto grave eppure è senza ombra di dubbio il preferito dai giovani. I giornali di oggi dicono che ha vinto le primarie in New Hampshire.

In realtà ha perso, i giornali americani fino a stanotte prevedevano che avrebbe stravinto, 20/30 punti di distacco su Pete Buttigieg. Invece sono quasi alla pari. Ha avuto meno voti che nel 2016 anche perché ci son stati meno votanti. Questa della partecipazione incomincia a diventare una grossa preoccupazione per i Dems: bisognerà seguire con attenzione le prossime primarie per capire quanto potrà pesare sul risultato finale.

Amy Klobuchar, la Senatrice del Minnesota, è la “sorpresa” del New Hampshire. Io credo che la senatrice avrebbe dovuto decollare già da un pezzo: è brava, capace, parla bene, dice cose molto sensate. Credo però che questo buon risultato (terza) sia ormai fuori tempo massimo, comunque è ancora in corsa.

Infine c’è il mio preferito Pete Buttigieg. Un anno fa, dopo il primo dibattito democratico scrivevo “è nata una stella”. È stato bravissimo a preparare le primarie in Iowa ed è arrivato primo. Sull’onda dell’Iowa è arrivato secondo in New Hampshire a un paio di punti da Sanders.

Sta chiaramente cercando di crearsi un immagine da vincente, anche quando è sfavorito.

Il punto è che da qui in poi incominciano le primarie negli stati in cui il peso dei nero-americani e dei latinos è grande e lui, bianco di uno stato bianco, con la sua aria sempre per bene, potrebbe andare in difficoltà.

Ma questa sarà un’altra storia.

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