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Vi racconto la Pontida 2022 della Lega

Meloni

Chi c’era e che cosa si è detto al raduno leghista a Pontida

 

Matteo Salvini riparte da Pontida, per rilanciare la Lega del futuro governo, in caso di vittoria del centrodestra.

Sono 6 i punti del “piano leghista” che tutti i dirigenti firmano sfilando sotto il palco di Pontida :stop bollette, flat tax, giustizia giusta, decreti sicurezza, quota 41, Autonomia.

Il leader leghista in particolare, proprio dal luogo simbolo delle radici leghiste, rilancia l’Autonomia, il tema bandiera del Nord. Che “non è mai stata portata nel consiglio dei ministri”, ricorda Salvini preceduto dal governatore del Veneto Luca Zaia.

Dopo la secca replica data a Mario Draghi sulle “ombre russe”, stavolta il premier non viene nominato. Gli attacchi sono per il Pd, accusato di aver frenato sull’autonomia differenziata e di averne “ostacolato il percorso”, attacca Zaia.

Dal palco di Pontida Salvini propone anche “zero canone Rai in bolletta”, che si aggancia all’emergenza energetica.

Pur sottolineando che la Lega è d’accordo su “quasi tutto con Giorgia e Silvio”, il “capitano” rilancia la sua sfida e ricorda che “alla Lega interessa andare al governo solo per cambiare”. Frase che ricorda un po’ Umberto Bossi delle origini, che Salvini omaggia anche per il suo compleanno domani, quando compirà 81 anni. E ricorda: “Senza Umberto oggi non saremmo qui”.

Sul palco, dove si alternano il governatore lombardo Attilio Fontana, ministri (Giancarlo Giorgetti, Massimo Garavaglia, Erika Stefani), i capogruppo di Camera e Senato (Riccardo Molinari, Massimiliano Romeo), i vicesegretari (Andrea Crippa e Lorenzo Fontana), Bossi viene citato per una decina di volte.

Anche Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato, sottolinea che “Bossi ha sempre detto: noi non vogliamo il potere per il potere, ma il potere di cambiare le cose”.

Insomma, è una Lega che si sottrae a una narrazione secondo cui ormai nel centrodestra la sua sorte sarebbe quella di alleato “minore” di FdI. E Calderoli avverte: “Noi recupereremo presto lo svantaggio avuto nei consensi per aver governato e non solo protestato, noi siamo da sempre partito di governo e nelle scuderie abbiamo puledri non ronzini”.

È la giornata dell’orgoglio leghista che si ribella a attacchi sulle “ombre russe” e a una narrazione secondo cui la Lega sarebbe ormai in calo di consensi. Il “sacro prato”, come lo chiamano i leghisti, via via si riempie e quando parla il leader è stracolmo.

È soprattutto con Enrico Letta, contemporaneamente a Monza, a pochi chilometri da Pontida, che si concentra la polemica, con tanto di fischi dal pratone. Letta attacca: “Pontida oggi è una provincia dell’Ungheria”. Il riferimento è al fatto che la Lega con FdI non ha votato per la censura a Viktor Orban. Salvini scherza con la folla che lo acclama più volte con un ripetuto “Matteo, Matteo”: “Mi dicono che Letta a Monza abbia fatto una riunione in un bar. Noi qui siamo in 100.000. Se vuole, può venire, gli offriamo salamelle”.

Ieri sera, dopo Pontida, Salvini, intervistato a “Zona bianca”, Rete 4, su alcune affermazioni fatte dal premier nei giorni scorsi in conferenza stampa sulle cosiddette “ombre russe”, ha risposto: “Presidente, se sa, parli”.

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