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Vi racconto come la Francia si prepara a un nuovo lockdown

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Macron coronavirus in Francia

Il governo in Francia valuta misure nazionali di lockdown. Il punto di Enrico Martial

Il governo francese si piega ai numeri e si prepara a misure nazionali di lockdown, per quanto temperate rispetto a quelle di primavera. I numeri sono impietosi e il primo ministro Jean Castex ha descritto la situazione in termini crudi alla riunione di maggioranza a Matignon ieri, il 27 ottobre.

L’annuncio e l’applicazione delle misure segue un metodo parzialmente diverso rispetto alla primavera, con un maggior sforzo di coinvolgimento, e una ampia serie di anticipazioni che durano da settimane.

Il Paese sta già applicando misure restrittive – sostanzialmente limitate alla mobilità notturna e alla chiusura anticipata di bar e ristoranti – diversificate per territorio, iniziate a fine settembre Marsiglia e Parigi, e poi estese progressivamente a due terzi del Paese, cioè a 42 milioni di persone. In questi giorni, il primo ministro Jean Castex e il ministro della salute Olivier Véran sono andati in visita a diversi ospedali (il 24 ottobre erano insieme all’ospedale “nord” di Marsiglia), mentre i commenti preoccupati degli esperti hanno spostato progressivamente l’agenda politica e l’attenzione dei media, malgrado l’importanza di quanto sta accadendo, dai seguiti dell’atroce assassinio di Samuel Paty, l’insegnante di Conflans, alle tensioni con il turco Erdogan, alle elezioni americane. Nel fine settimana sono stati annunciati gli incontri con le forze economiche e sociali e con le forze di opposizione e due riunioni del consiglio “tematici” dei ministri di settore, cioè il Consiglio superiore di difesa, per martedì 27 e mercoledì 28 ottobre. Si è trattato di un crescendo necessario a una presa di coscienza generale, di preludio alle decisioni che saranno annunciate dal presidente Emmanuel Macron, oggi alle ore 20, in un discorso televisivo.

Rispetto alla primavera – quando il Paese in prima linea era l’Italia – la Francia sta ora anticipando in Europa l’andamento della seconda ondata di Covid, per quanto anche altri, più piccoli, si trovino in analoga difficoltà, come Belgio e Svizzera. Il ministro della salute Oliver Véran aveva stimato tra metà ottobre metà novembre l’arrivo della crisi, proprio per giustificare le misure di fine settembre e poi quelle progressive di ottobre. Tuttavia, da più parti e come in Italia, si è preso atto come la seconda ondata abbia maggiore velocità e forza rispetto alle attese. I nuovi contagi in Francia viaggiano verso i 50mila al giorno, e ci si aspetta di arrivare a 100mila. Aumentano di conseguenza anche i letti ospedalieri occupati da pazienti Covid, di cui una parte finisce in rianimazione, che ha il problema di essere lunga, cioè di tenere occupati quei posti per giorni e settimane. Il 27 ottobre, erano occupati 2900 letti di rianimazione rispetto ai 5000 normalmente disponibili, aumentati solo parzialmente e ben al di sotto dei 12mila annunciati durante l’estate. I letti sono poi distribuiti sul territorio, per cui sono già iniziati i trasferimenti dalle zone che sono già sature a quelle che dispongono ancora di spazi. Tuttavia, se la crisi di primavera si è concentrata di tre grandi aree, cioè il Grand est di Strasburgo, la Regione parigina – con effetti anche sula regione nord – e il lionese, nella seconda ondata si vedono numeri alti dappertutto, e solo pochi dipartimenti della campagna francese sembrano risparmiati, come il Cantal. Persino nelle Hautes Alpes, a Briançon, i letti di rianimazione sono saturi. Il metodo del tracciamento e isolamento dei pazienti è superato dai numeri, per quanto sia mantenuto in attività, il personale sanitario è affaticato. La comunicazione sui dati è trasparente e permette di seguire l’andamento del fenomeno, riportata da Santé France e dai principali quotidiani, con numeri e grafici.

Al momento non sono state dettagliate le misure, neppure nel confronto del 27 ottobre con l’opposizione – da Les Républicains a La France Insoumise al Front National, che hanno avuto l’impressione che non ci fosse un piano o una strategia governativa. I media riferiscono che scuole materne e di primo grado resteranno aperte, così come le aziende di produzione di beni e servizi, per quanto possibile. Il dibattito è in corso anche tra i ministeri, con gli Interni che propongono una dichiarazione individuale per ogni tipo di spostamento professionale, quello della salute che formula scenari sulla durata, quello dell’economia che valuta le ricadute e le compensazioni per settore. Il dettaglio sarà reso noto da Emmanuel Macron, questa sera alle 20.

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