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E5 a Berlino: fatti e fuffe

I leader dell’E5 riuniti a Berlino hanno ribadito il sostegno all’Ucraina e l’impegno a rafforzare il pilastro europeo nella Nato in vista del summit di Ankara del 7-8 luglio.

I leader dei cinque principali Paesi europei si sono riuniti ieri a Berlino in un vertice E5 che ha voluto lanciare due messaggi chiari: l’Europa resta determinata a sostenere l’Ucraina contro l’aggressione russa e intende assumersi maggiori responsabilità nella sicurezza euro-atlantica.

Ospitato dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, l’incontro ha riunito il presidente francese Emmanuel Macron, il premier britannico uscente Keir Starmer, la premier italiana Giorgia Meloni e il primo ministro polacco Donald Tusk, con il segretario generale della Nato Mark Rutte collegato in video.

Alla vigilia del summit dell’Alleanza Atlantica previsto per il 7 e 8 luglio ad Ankara, i “Big Five” europei hanno ribadito il loro impegno concreto a fianco di Kiev, discusso l’incremento delle spese per la difesa e lavorato per rafforzare il pilastro europeo all’interno della Nato, in un momento delicato dei rapporti transatlantici.

Il formato E5

Al tavolo di Berlino sedevano i rappresentanti delle maggiori potenze militari e contributrici alla difesa del continente.

Come scrive Euractiv, il formato E5, nato nel 2024, si è ormai affermato come il foro privilegiato per coordinare il sostegno europeo all’Ucraina e per rispondere al progressivo disimpegno americano dal Vecchio Continente, come spiega Euronews.

L’allargamento dal vecchio E3 all’E5 non è stato casuale. Polonia e Italia hanno spinto con forza per essere incluse dopo che Varsavia e Roma erano rimaste fuori da un recente incontro E3 a Londra con Zelenskyy, fatto che aveva suscitato le proteste di Donald Tusk.

“Senza Polonia, senza i paesi scandinavi, baltici e la Romania sarà difficile ottenere risultati concreti”, ha avvertito il premier polacco, secondo quanto riportato da Politico.

Agenda del vertice

I leader hanno insistito sulla necessità di continuare le forniture di sistemi di difesa aerea a Kyiv, di aumentare la pressione economica su Mosca attraverso nuove sanzioni e di sostenere la resilienza del settore energetico ucraino.

In una dichiarazione congiunta, i cinque si sono impegnati a “sostenere ulteriormente e in modo sostanziale l’Ucraina nella sua difesa contro l’aggressione russa”, come riporta Al Jazeera.

Parallelamente, grande attenzione è stata riservata al rafforzamento del pilastro europeo nella Nato. Merz ha illustrato alcuni passaggi chiave, tra cui una più stretta cooperazione su difesa aerea, armi a lungo raggio e IA.

La Germania, ha annunciato il cancelliere, punta a raggiungere il target del 3,5% del PIL in spese militari entro il 2029. Tutti i partecipanti hanno confermato l’intenzione di aumentare significativamente i propri investimenti nella difesa, gettando così le basi per un rapporto transatlantico più bilanciato.

Convergenze e messaggi chiari

Durante la conferenza stampa conclusiva, i toni sono stati unitari. Merz ha sottolineato che “il messaggio alla Russia è: l’Ucraina resta forte” e ha annunciato che informerà personalmente sia Trump sia il presidente turco Erdogan sugli esiti del vertice.

Come osserva Al Jazeera, il cancelliere tedesco ha voluto inviare un segnale sia a Washington che a Mosca sulla determinazione europea.

Macron ha parlato di una convergenza crescente tra Europa e Stati Uniti, inserendo il meeting berlinese nel solco positivo dell’“Évian moment” emerso dal recente G7.

Keir Starmer ha invece insistito sulla necessità di alzare ulteriormente la pressione economica sulla Russia, definendo il sostegno all’Ucraina “l’elemento definitorio” del prossimo summit Nato, come sottolineato da Politico.

Tusk ha rimarcato il ruolo indispensabile dei paesi dell’Europa orientale, mentre Giorgia Meloni ha sottolineato che “l’Europa deve assumersi le proprie responsabilità in termini di difesa e sicurezza.

Non sono mancati i riconoscimenti al premier britannico uscente: i colleghi hanno elogiato le sue scelte strategiche e il suo contributo alla ritrovata unità europea, tanto da far “dimenticare per un po’ la Brexit”, come ha ironizzato Tusk.

Il contesto internazionale

L’incontro di Berlino arriva in un momento delicato. Dopo il G7 di Évian-les-Bains e il Consiglio Europeo della scorsa settimana, i leader europei cercano di mantenere slancio sul fronte ucraino mentre negli Stati Uniti Trump sembra aver ridato priorità alla questione.

I cinque hanno discusso anche delle possibili modalità per gestire futuri negoziati di pace con la Russia e di chi debba parlare a nome dell’Europa in quel caso.

Come nota Euronews, il vertice aveva anche un forte valore simbolico: mostrare unità e determinazione a Washington, ma anche dimostrare che l’Europa è pronta a fare di più, sia sul piano militare che su quello della ricostruzione ucraina.

Tusk ospiterà già da oggi a Danzica la Ukraine Recovery Conference, altro appuntamento importante nel calendario.

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