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Va rifatta l’Italia daccapo e va governata

di

prima repubblica

“Lo spettacolo, signori, è finito. I comici tornino in teatro, i lavoratori nelle fabbriche e gli studenti a scuola”. I Graffi di Damato

Scampato il pericolo Trump e uscito dall’officina indenne col mio cuore rimesso a posto, vedo che i signori della nostra maggioranza giallorossa stanno dando i numeri, al solito, immaginando una Quarta Repubblica di Bengodi.

Si, avremo ancora un po’ di guai col Covid, Giuseppe Conte continuerà a perdere un po’ della popolarità guadagnata a buon mercato nella prima parte dell’anno e ora grazie ai fondi europei da investire in Italia Sergio Mattarella ce la farà a migliorare il clima nelle Camere perché maggioranza e opposizioni si diano una mano, o una manina. Non vorranno essere così fessi quelli del centrodestra di non partecipare al banchetto di 209 miliardi di ripresa, di nuova generazione e qualcosina anche alle casse di Rousseau e Davide Casaleggio per vivere la decrescita felice del loro partito dimezzato.

Ma pensano davvero che gli europei ci faranno spendere tutti quei soldi per rimpinguare le nostre regioni e finire di non accorgersi del loro dissesto? Pensano davvero che le regioni siano state affondate nel 2016 dalla fallita riforma della Costituzione di Matteo Renzi, scambiato per un pazzo che voleva finalmente mettere ordine nelle loro competenze e non trasformare la Corte Costituzionale nel manicomio di manutenzione delle autonomie locali.

Grillini e soci di governo non hanno ancora capito che la riforma Renzi dovrà essere ritirata fuori dalle casse, riportata in Parlamento per rifare più semplicemente l’Italia e finalmente governarla. Altro che le fesserie del centrosinistra per regalare ai leghisti il presunto federalismo e impedirne una nuova intesa con Berlusconi nel 2011. Va rifatta l’Italia daccapo e governarla.

Bisogna finirla con le feste celebrate, peraltro anche al Quirinale, paghi di avere sconfitto la riforma costituzionale di Renzi, avere restituito il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro ad una seconda giovinezza, avere negato il rimedio delle elezioni anticipate ed avere avviato quella legislatura ad una Cavalleria Rusticana recitata in tutta Italia da Beppe Grillo e comparse. Ora i giochi sono a zero, e si ricomincia daccapo. E Nicola Zingaretti, se vuole avere finalmente un’idea buona, rifondi il Pd, si riprenda Renzi indietro, con gli interessi, e faccia gli Stati Generali, non quelle finzioni dei mesi scorsi.

La scelta del nuovo Capo dello Stato nel 2012 non sia occasione anche questa solo per trovare un presidente della Repubblica. E non faccia morire tutti di Covid.

Lo spettacolo, signori, è finito. I comici tornino in teatro, i lavoratori nelle fabbriche e gli studenti a scuola.

Francesco Damato

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