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Usa, cosa studiano Democratici e Repubblicani sulle Big Tech

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Su cosa concordano Democratici e Repubblicani Usa per politiche antitrust sulle Big Tech

 

Democratici e Repubblicani Usa sembrerebbero aver trovato un terreno comune sui modi per contrastare i monopoli delle grandi aziende tecnologiche che potrebbe spingerli a un accordo di aggiornamento del quadro Antitrust al rinnovo del Congresso.

PIÙ FACILE CONCORDARE SU POLITICHE ANTITRUST CHE SU MODERAZIONE O RESPONSABILITÀ DEI CONTENUTI

I rappresentanti di entrambi gli schieramenti, infatti, vedrebbero più facile concordare su azioni politiche antitrust piuttosto che proporre orientamenti di moderazione o responsabilità concernenti i contenuti veicolati dai colossi tecnologici americani dove, ammette Axios, le parti non potrebbero essere “più distanti”, malgrado concordino sulla necessità di un cambiamento.

I QUATTRO PUNTI DELL’INTESA BIPARTISAN

Ma quali potrebbero essere queste riforme? Una indicazione potrebbe arrivare dal lavoro che Democratici e Repubblicani stanno svolgendo presso il comitato antitrust della Commissione Giustizia della Camera, che quest’anno ha pubblicato un ampio rapporto proponendo misure per frenare le aziende le Big Tech. Secondo alcune fonti raccolte da Axios, sono almeno quattro i punti in cui si sarebbe concentrata l’azione bipartisan, vale a dire, innanzitutto, quella dei maggiori finanziamenti per le principali agenzie antitrust.

Per i parlamentari Usa di entrambi gli schieramenti la Federal Trade Commission e il Dipartimento di giustizia dovrebbero avere risorse in grado di garantire loro la possibilità di affrontare società ricche e fortemente legittimate.

In secondo luogo, i parlamentari Usa chiedono di modificare l’onere della prova per le fusioni proposte in modo che le società la cui quota di mercato supera una certa soglia siano considerate monopoli e debbano dimostrare che il loro accordo non nuoce alla concorrenza.

Il terzo punto si concentra sui requisiti di portabilità dei dati per le piattaforme, in modo che i consumatori possano spostare le proprie informazioni da un servizio all’altro.

Infine, i Democratici e i Repubblicani chiedono di inserire un divieto di polarizzazione delle piattaforme e di “autopreferenziazione”, che si ha quando i servizi di informazione visualizzano gli annunci del servizio che si utilizza al di sopra di quelli dei concorrenti.

DAL RAPPORTO DECINE DI SOLUZIONE

Il rapporto di 450 pagine diffuso a ottobre dalla commissione ha delineato decine di soluzioni legislative e idee di applicazione per sostenere l’attuale legge antitrust.

SI CHIEDONO SEPARAZIONI STRUTTURALI MA COMPROMESSO DIFFICILE

La maggior parte delle raccomandazioni del rapporto chiedono “separazioni strutturali”. Una soluzione che tuttavia, sarà più difficile da far digerire ai repubblicani, come ha riferito ad Axios il rappresentante democratico del Congresso David Cicilline, che dirige il subpanel antitrust.

Secondo Cicilline qualsiasi disegno di legge sull'”auto-preferenziazione” sarebbe un progetto a lungo termine che richiederebbe una stesura tecnica e un ulteriore supporto bipartisan.

UN PROGETTO DI LEGGE ENTRO IL PROSSIMO ANNO

“I principali legislatori e le fonti che hanno familiarità con il lavoro del comitato dicono che i collaboratori mirano a produrre progetti di legge che possono essere introdotti all’inizio del prossimo anno”, ha concluso Axios.

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