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L’Ue ripenserà le sanzioni alla Russia dopo l’ostruzione della Grecia?

Il ventunesimo pacchetto di sanzioni alla Russia contiene una deroga pesantissima, ottenuta dalla Grecia, le cui compagnie di trasporto marittimo potranno continuare a trasportare il Gnl russo verso paesi terzi. Per ridurre l'influenza dei paesi membri nei negoziati, la Commissione sta allora valutando di adottare un approccio più mirato.

Dopo un lungo negoziato, la settimana scorsa i paesi membri dell’Unione europea hanno trovato un accordo sul ventunesimo pacchetto di sanzioni alla Russia. Dal testo finale, però, sono stati eliminati diversi provvedimenti che avrebbero penalizzato specifici interessi nazionali. Tra tutte, la deroga più significativa – ma anche Germania, Portogallo, Francia, Bulgaria e Italia hanno strappato delle concessioni – è stata quella ottenuta dalla Grecia per permettere alla compagnia di trasporto marittimo Dynagas di continuare a trasportare il gas liquefatto russo verso paesi terzi, pur senza superare i volumi del 2025.

IL RUOLO DELLA GRECIA NEL TRASPORTO DEL GNL RUSSO

Dall’inizio del 2025 Dynagas ha trasportato oltre dieci milioni di tonnellate di gas liquefatto russo dall’impianto Yamal Lng, situato nell’Artico siberiano. La compagnia greca, di proprietà del magnate George Prokopiou, gestisce buona parte delle metaniere rompighiaccio che permettono la commercializzazione del combustibile qui prodotto, e che viene acquistato in grosse quantità dalla Francia, dal Belgio e dalla Spagna, ad esempio.

Il governo della Grecia sostiene che Dynagas non sarebbe in grado di riutilizzare altrove le metaniere in questione (classe Arc7), trattandosi di imbarcazioni specializzate nella navigazione tra i ghiacci, e che l’inasprimento delle sanzioni europee alla Russia costringerebbe la compagnia a venderle a soggetti non-occidentali, favorendoli.

La Grecia è uno dei paesi più rilevanti a livello mondiale nel settore del trasporto marittimo del gas liquefatto, assieme al Giappone, alla Cina e agli Stati Uniti.

BASTA CON I “PACCHETTI”: LA COMMISSIONE EUROPEA VALUTA SANZIONI PIÙ SNELLE

Secondo il Financial Times, la vittoria negoziale della Grecia non è piaciuta alla Commissione europea, che starebbe valutando di abbandonare la logica del “pacchetto” di sanzioni (inteso come raggruppamento di tante restrizioni diverse) per adottare tanti provvedimenti separati su singoli temi: in questo modo, secondo Bruxelles, si riuscirebbe a ridurre la capacità degli stati membri di bloccare le trattative con i loro veti.

Una fonte ha dichiarato infatti al Financial Times che il ventunesimo potrebbe essere “l’ultimo ‘pacchetto’ di sanzioni. Ora è chiaro che questo approccio non funziona più”.

MENO POTERE AGLI STATI MEMBRI: GIUSTO O SBAGLIATO?

I sostenitori di questo nuovo metodo più “ristretto” pensano che permetterà di approvare le sanzioni più rapidamente, “senza il clamore e l’attenzione pubblica generati dall’approccio ‘a pacchetto'”, ha scritto il quotidiano britannico. Altri, invece, fanno notare che le sanzioni contro la Russia hanno effetti diversi sulle economie degli stati membri dell’Unione, e che dunque questi ultimi dovrebbero continuare ad avere la possibilità di far valere le loro posizioni nei negoziati.

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