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Come e perché gli Stati Uniti temono le mosse di Zelenskij in Ucraina. L’analisi di Luigi De Biase

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Alla vigilia delle elezioni l’ambasciata americana a Kiev, il Dipartimento di Stato e l’FBI hanno lanciato a Kiev una serie di messaggi estremamente chiari a Zelenskij. Hanno fatto sapere che seguiranno con grande attenzione il caso della nazionalizzazione di PrivatBank, che apparteneva proprio a Kolomoiskij, padrino politico del nuovo presidente ucraino. E sempre su Kolomoiskij hanno aperto un’inchiesta federale che riguarda presunti reati fiscali e finanziari commessi sul territorio degli Stati Uniti. Parla Luigi De Biase, giornalista esperto di esteri e in particolare di Russia ed Europa dell’Est, già al Foglio, ora al Tg5 e curatore della newsletter Volga

 

Chi è davvero il nuovo presidente ucraino, Volodymyr Zelenskij?

Della vita di Zelenskij sappiamo parecchio e questo dipende dal fatto che Zelenskij è un personaggio pubblico molto conosciuto non solo in Ucraina ma anche in Russia ormai da tempo. I suoi spettacoli comici e le serie tv nelle quali ha recitato, una in particolare intitolata Sluga Narudu, che significa Servo del popolo, gli hanno permesso di conquistare grande popolarità su un territorio vasto.

E della sua vita politica che cosa si sa?

Sappiamo meno, anzi di quella non sappiamo praticamente nulla, perché l’esistenza politica di Zelenskij è cominciata un anno fa, con la decisione assunta assieme al proprietario del network televisivo 1+1, l’oligarca Igor Kolomoiskij, di trasformare la popolarità in consenso elettorale. Il risultato delle presidenziali, che non è mai stato in discussione per tutto il corso della campagna, ha dato ragione ai calcoli di Zelenskij e del suo padrino politico Kolomoiskij.

Ma Zelenskij rappresenta davvero una novità nel panorama politico ucraino?

Non lo credo affatto. Con il successo di Zelenskij e con la sconfitta del suo rivale, Poroshenko, che appena cinque anni fa era considerato la speranza democratica dell’Ucraina, nel paese si rafforza una dinamica che dura ormai da quindici anni e che prevede un cambio continuo e radicale ai vertici dello stato. Prendiamo in esame quel che è accaduto nella storia recente dell’Ucraina. Nel 2004 la rivoluzione colorata ha permesso a una nuova classe dirigente, la classe che comprendeva Timoshenko e Yushchenko, di arrivare alla guida della nazione. Nel 2011 Timoshenko e Yushchenko sono stati relegati ai margini dalla vittoria del loro storico rivale, Viktor Yanukovich. Yanukovich è stato spazzato via con la rivolta del 2014. Quindi è stata la volta di Poroshenko. Ora siamo a Zelenskij.

Che cosa vuole dire?

E’ un’alternanza di facciata. E viene spesso confusa con la democrazia. In realtà, ha impedito sinora a qualsiasi governo di portare a termine riforme che il paese aspetta da decenni. Alle spalle si muovono interessi governati dal solito clan di potenti, di cui Kolomoiskij fa parte.

Ci sono, però, novità che Zelenskij potrebbe portare nella politica e nell’economia dell’Ucraina?

Zelenskij è un prodotto dell’oligarca Kolomoiskij, che ha un ruolo importante nella vita del paese da diversi anni, quindi non mi aspetto grandi novità rispetto al passato. Lo stesso Zelenskij nel corso della campagna elettorale non ha messo molta enfasi sul suo programma, ma si è limitato alle critiche, peraltro legittime, nei confronti di Poroshenko e della generazione politica che Poroshenko rappresenta.

Parliamo di economia e dei rapporti del nuovo presidente con la Russia di Putin.

Dal punto di vista economico l’Ucraina è impegnata su un percorso piuttosto preciso di riforme stabilito assieme a grandi istituti come il Fondo monetario internazionale, quindi i margini di manovra sono limitati. Vero è che sui rapporti con la Russia Zelenskij ha mostrato maggiore realismo rispetto al suo predecessore. Per esempio ha chiamato “guerra civile” lo scontro militare nel Donbass, una definizione che il governo di Poroshenko ha sempre rifiutato, preferendo parlare con una buona dose di ipocrisia di “invasione russa”.

Saranno dunque i rapporti con Mosca a decidere il futuro di Zelenskij?

Io temo per Zelenskij che saranno quelli con Washington a rivelarsi decisivi. Alla vigilia delle elezioni l’ambasciata americana a Kiev, il Dipartimento di Stato e l’FBI hanno lanciato a Kiev una serie di messaggi estremamente chiari. Hanno fatto sapere che seguiranno con grande attenzione il caso della nazionalizzazione di PrivatBank, che apparteneva proprio a Kolomoiskij. E sempre su Kolomoiskij hanno aperto un’inchiesta federale che riguarda presunti reati fiscali e finanziari commessi sul territorio degli Stati Uniti. Non sarà facile per Zelenskij resistere alle pressioni che potrebbe ricevere, eventualmente, dagli Stati Uniti. Ma non sarebbe facile neppure farsi largo nella politica ucraina senza il sostegno di un uomo potente e deciso come Kolomoiskij.

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