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Tutti i prossimi passi di Trump contro l’Iran

Donald Trump

Le sanzioni decise, le prossime iniziative, le reazioni, i commenti e gli scenari su decisioni e annunci degli Stati Uniti di Donald Trump contro l’Iran

Detto, fatto. Donald Trump mantiene le promesse contro l’Iran. Gli Stati Uniti hanno infatti annunciato ufficialmente che dalla mezzanotte verranno nuovamente introdotte alcune sanzioni contro l’Iran rimosse dopo l’accordo sul nucleare del 2015 voluto da Obama.

I PROSSIMI PASSI

La prossima tranche scatterà il 5 novembre e riguarderà il petrolio, il settore energetico e quello bancario e finanziario.

LE REAZIONI

Plauso di Israele “decisione coraggiosa”. Ma l’Europa non ci sta ed è “determinata a proteggere” le aziende europee che fanno affari con l’Iran. Per questo lo “statuto di blocco” messo a punto a questo scopo “entrerà in vigore il sette agosto”.

I DETTAGLI DELLA DECISIONE

Ecco tutti i dettagli. L’amministrazione Trump ha fatto scattare dalla mezzanotte di ieri ora americana (le sei italiane) la prima tranche delle nuove sanzioni contro l’Iran, dando seguito alla sua uscita dall’accordo nucleare con Teheran tuttora sostenuto invece dall’Unione Europea e dalla comunità internazionale.

ECCO I SETTORI COLPITI DALLE SANZIONI

Le sanzioni adesso reimposte colpiscono, in particolare, attività sull’oro e in settori quali aeronautica e auto ma saranno seguite, dal 5 novembre, da provvedimenti molto più pesanti, rivolti contro il petrolio e le transazioni della Banca centrale del Paese con istituzioni estere.

IL BASTONE E LA CAROTA CON L’IRAN

Eppure, con una tattica oramai utilizzata su più fronti, il presidente americano da una parte affonda il coltello e dall’altra fa un’apertura al dialogo, dicendosi ancora una volta pronto ad incontrare il leader iraniano in qualunque momento. Un’offerta respinta immediatamente al mittente: “I negoziati non vanno d’accordo con le sanzioni”, ha risposto Hassan Rohani, parlando di “guerra psicologica” voluta dal tycoon. E chiedendo anche che gli Usa paghino per decenni di interferenze in Iran, a partire da colpo di Stato contro il premier Mossadeq nel 1953.

LE PAROLE DI MOGHERINI

“Siamo profondamente rammaricati” per il ritorno delle sanzioni, ha affermato l’alto rappresentante per la politica estera della Ue Federica Mogherini in una nota congiunta con i ministri degli esteri di Germania, Francia e Regno Unito, gli altri Paesi firmatari dell’accordo sul nucleare del 2015 insieme a Usa, Russia e Cina. Bruxelles quindi annuncia il varo di misure per proteggere gli interessi delle aziende europee. “Preservare l’accordo sul nucleare con l’Iran è una questione di rispetto degli accordi internazionali e di sicurezza”, si legge ancora nella dichiarazione congiunta.

LE RAGIONI DELLA CASA BIANCA

Per Washington l’Iran continua a “sfruttare il sistema finanziario globale per finanziare il terrorismo, promuovere regimi spietati, destabilizzare la regione e abusare dei diritti umani del suo stesso popolo”. Per questo – sottolinea la Casa Bianca – “continua a rappresentare una minaccia per gli Stati Uniti e i loro alleati” e per questo vengono ripristinate le sanzioni.

LO SCENARIO

Le sanzioni per ora riguardano l’acquisto di dollari da parte del governo iraniano e il commercio di oro, metalli preziosi, grafite, alluminio, acciaio, carbone, software industriali, tappeti e pistacchi. Ad essere colpite sono anche le transazioni legate al rial, la divisa iraniana, e le attività relative ai titoli di stato iraniani, mentre saranno reinseriti nella “lista nera” centinaia di persone, entità, compagnie di navigazione ed aeree che erano colpite da sanzioni prima dell’accordo del 2015.

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