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Tutti gli scontri fra Becciu e Pell sulle finanze vaticane

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Chi è Angelo Becciu e perché George Pell lo criticava. Fatti, ricostruzioni e approfondimenti

“Tutto è legato al periodo, quasi otto anni dal 2011 a 2018, durante il quale Becciu è stato Sostituto della Segreteria di Stato e ne ha gestito i fondi, compresi quelli riservati e l’obolo di San Pietro”.

Così oggi il Corriere della Sera sintetizza il ruolo di vertice dell’organigramma vaticano del cardinale Angelo Becciu, silurato da Papa Francesco (qui tutti i dettagli nell’approfondimento di Start Magazine).

CHI E’ BECCIU

Becciu, dopo una carriera da nunzio apostolico, è stato a lungo Sostituto in Segreteria di Stato e al compimento dei 70 anni aveva ricevuto la berretta cardinalizia da Francesco, come prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi.

LA VICINANZA A BERGOGLIO

L’ex sostituto della Segreteria di Stato è stato “per anni il primo collaboratore di Bergoglio, l’uomo del quale il Papa si fidava ciecamente e con il quale si confrontava di fatto quotidianamente”, ha scritto Repubblica: Becciu mantiene la porpora da cardinale, ma rinuncia a tutti i diritti che essa comporta, “in sostanza, non potrà partecipare a un futuro conclave, aiutare il Papa collegialmente nell’esercizio delle sue funzioni, prendere parte ai concistori”.

L’UOMO DEI SEGRETI

Becciu, 72 anni, era, soprattutto, l’uomo che conosceva i segreti di Vatileaks e dei Corvi, chiosa Repubblica.

IL PAPA ITALIANO?

Il Fatto quotidiano esagerava, forse, quando anni fa definiva Angelo Becciu, sardo di Pattada, il “Papa italiano”. Di certo Francesco di mons. Becciu si fidava, se è vero che in una delle più importanti e delicate partite dell’ultima fase del pontificato, quella sull’Ordine di Malta da “aggiornare” ai tempi correnti, ha scelto lui per l’arduo compito.

PROTAGONISTA DI VATILEAKS 3

Di sicuro poi c’è che è proprio Becciu è stato l’annunciato protagonista della cosiddetta Vatileaks 3. Nel ruolo di vittima, secondo lui (“Milone mi spiava”), di carnefice secondo l’ex revisore generale dei conti vaticani (“mi ha detto di dimettermi”). Il tutto, come spiegò anche Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera – e per la verità lo si pensa abbastanza diffusamente al di qua e al di là del Tevere – con la sensazione che la partita che si cela dietro le scaramucce di questi ultimi giorni sia ben più grossa e ancora non emersa del tutto. Il tutto, come spesso accaduto, per questioni di finanze, di cassa, di soldi. E c’è chi, come la discussa Francesca Immacolata Chaouqui, su Facebook prevedeva che prossimamente escano documenti compromettenti per Becciu sulle investigazioni fatte compiere da Milone.

IL TRAMITE TRA IL PAPA E LA CURIA

Il Fatto quotidiano scrisse “Becciu fu nominato nel maggio del 2011 da Joseph Ratzinger, su indicazione di Tarcisio Bertone. Un’epoca fa. Becciu ha resistito all’avvento del pontefice argentino, è sopravvissuto con abilità alla stagione ripudiata di Bertone e col tempo s’è guadagnato la protezione assoluta di Papa Francesco”, si leggeva sul Fatto. In effetti, tramontata la stella del prefetto per la Dottrina della fede, il ratzingeriano Müller, congedati subito dopo l’elezione il capo del Sinodo Eterovic e il prefetto del Clero Piacenza, è abbastanza inusuale che il sostituto sia rimasto saldo al suo posto. Anzi, allargando le maglie delle proprie competenze, sottolineò Formiche.net a quell’epoca diretto da Michele Arnese (nella sezione Porpora dove spiccavano i pezzi di Andrea Mainardi su questi temi).

IL PASSATO A CUBA E IN ANGOLA

Il fatto è che Becciu entro in sintonia con la sensibilità del Papa, intuendone prima di tanti altri la volontà sulla linea da dare al pontificato. Di sicuro ha pesato il fatto che Becciu, nunzio apostolico e diplomatico di carriera, avesse trascorso anni nelle realtà “periferiche” così care a Francesco. Dopo l’esperienza in Angola, determinanti sono stati i due anni a Cuba, dal 2009 al 2011. Prima della chiamata a Roma. E proprio sul suo passato in Angola e Cuba ora si concentrano le accuse del Papa sui contributi che Becciu ha fatto pervenire direttamente e indirettamente a società ed enti legati ai suoi fratelli (non ci sono reati, replica oggi Becciu in un’intervista al quotidiano Domani)

LO SCONTRO BECCIU-PELL

Eppure, gli scontri in curia sono stati moltissimi. Scrisse tempo fa ancora il Fatto: “Il cardinale Geroge Pell era in pessimi rapporti con il Sostituto per gli Affari generali. E il controllore di Pell, il laico Milone, ha accusato senza perifrasi Becciu: “Mi disse di lasciare l’incarico. Volevano arrestarmi”. Comunque sia, “il duello tra Becciu e Milone non è l’epilogo di un sodalizio interrotto con i soliti dissapori, ma il prologo di un’ennesima stagione di tensioni vaticane”. E allora viene da pensare alle parole di Milone pronunciate nell’intervista concessa a Massimo Franco, anni fa, al Corriere della Sera: “Spero che escano tutte le carte che mi riguardano. Quando e se si saprà la verità, sarà chiaro che sono innocente al mille per cento”.

IL TWEET DEL VATICANISTA DEL FOGLIO

Emblematico, oggi, il tweet del vaticanista del Foglio, Matteo Matzuzzi:

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