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Tutte le sparate di Michele Santoro su Speranza, sinistra, Rai e non solo

di

Santoro

Che cosa ha detto negli ultimi giorni Michele Santoro su Rai e sinistra nelle sue innumerevoli comparsate televisive per pubblicizzare il suo ultimo libro “Nient’altro che la verità” edito da Marsilio.

È da circa una settimana che Michele Santoro è tornato ad affacciarsi sulle reti televisive italiane. L’occasione è l’uscita del suo nuovo libro “Nient’altro che la verità”, edito da Marsilio. Nel corso delle sue ospitate televisive Santoro – oltre a parlare delle rivelazioni di Maurizio Avola sulla strage di via D’Amelio – ha tuonato contro il ministro della Salute, Roberto Speranza, contro la Rai, contro il capo azienda della Rai, Fabrizio Salini, e contro la gestione della comunicazione in questo anno di pandemia. 

RAI, DA SERVIZIO PUBBLICO A ORDINE PUBBLICO

L’ex conduttore di “Servizio Pubblico” sferra un attacco molto duro alla Rai e lo fa dalle colonne del quotidiano “Domani”. “Più che di servizio pubblico parlerei di servizio di ordine pubblico. La Rai è indietro – dice Santoro -. Sono rimasti due monumenti, Vespa e Berlinguer, che vanno in onda per il cognome che portano, ma salvando Report, non c’è comunque nessuno in grado di cambiare l’agenda politica, di incidere veramente. La fiction Rai è ridotta a una collezione di commissari. Tutto ciò che è problematico è stato espulso pregiudizialmente”. 

LA RAI DI MICHELE SANTORO

Nel corso della trasmissione “Otto e mezzo” condotta da Lilli Gruber Santoro ricorda, non senza nostalgia, la Rai nella quale ha lavorato. “L’informazione della Rai quando c’ero io era di gran lunga la più forte dal punto di vista dell’approfondimento – ha detto Santoro, ospite di La 7 insieme a Gad Lerner -. Andavamo in onda contemporaneamente con Gad Lerner, Minoli e Bruno Vespa in seconda serata. La Rai faceva il 70% in quella fascia oraria. L’hanno demolita perché il problema erano i target. Ma come nel servizio pubblico il problema sono i target? È l’informazione il problema del servizio pubblico. Hanno demolito perché secondo loro era concorrenza che bisognava evitare”.

IL DISSENSO NON RACCONTATO DALLA TV PUBBLICA

Michele Santoro critica anche con il racconto fatto dalla tv della pandemia. “È  un anno e mezzo che vedo tutte le edizioni dei telegiornali e si concludono tutte con persone che non hanno nulla da ridire contro la politica dei vaccini – continua Santoro da Lilli Gruber -. Nel paese c’è un’area critica di dissenso molto ampia che non viene rappresentata. È comunicazione, non è informazione”. Oggi, in una conversazione con La Stampa, ha rincarato la dose: ” LaRai un tempo produceva iLa Piovra che generava nel Paese reazioni, insurrezioni dei politici, gli speciali di Enzo Biagi. Oggi il massimo di discussione che riesce a generare è se il commissario Montalbano ha fatto bene o ha fatto male a lasciare in quella maniera la sua compagna”. “C’è stato un tempo nel quale erano contemporaneamente in onda Lerner, Minoli e Vespa. E gli ascolti arrivavano anche al 70 per cento. Si è scelto di ridurre l approfondimento a uno solo e la Rai ha perso il primato. La prima vittima è stata Raidue, la rete di Annozero, quella che ha lanciato Arbore e Benigni. E’ diventata una rete, si fa per dire, per giovani, che importa solo format dall’estero con società appena nate. La Rai dovrebbe inventarli i format e non comprarli. E’ avvolta da nebbia conformistica con dirigenti che non sono in grado di inventare programmi, sono lottizzati ma non hanno una visione del mondo e si circondano di famigli e clientele”.

SANTORO CONTRO SALINI: “COS’HA FATTO PRIMA DI ARRIVARE IN RAI?”

Michele Santoro è stato ospite anche della trasmissione “Non è l’Arena” di Massimo Giletti. Nel corso del programma della domenica sera è stato protagonista un faccia a faccia con il conduttore, nel quale non ha risparmiato critiche puntute all’amministratore delegato della Rai, Fabrizio Salini. “Cos’ha diretto questo direttore generale prima di approdare in Rai? Ha fatto il direttore qui a La e credo che sia stato un po’ un direttore ombra – ammonisce Santoro -. Poi è andato a lavorare in una società di produzione, dove non so quante persone lavorino, forse 20, non lo so dove stava in uno stanzino di questa società di produzione. E questo basta per prendere in mano una realtà che ha decine e decine di migliaia di persone che ci lavorano. Questo è il punto chiave”. 

DELUSIONE PER LA RAI CINQUESTELLE

Inevitabilmente gli attacchi alla tv pubblica hanno condotto Santoro a criticare chi quella tv pubblica l’ha amministrata in questi anni e aveva promesso di cambiarla. “Mi sarei aspettato che l’era dei 5 Stelle avesse portato una lotta contro la censura, una trasgressione violenta all’interno della Rai, invece mi sembra che si siano immediatamente accomodati sulle poltrone e abbiano scelto uomini adatti a loro – ha detto l’ex conduttore di Anno Zero da Lilli Gruber -. Piuttosto che riformare il servizio pubblico. Avrei visto bene Travaglio direttore del TG1, perché così si fanno le rivoluzioni”.

SANTORO CONTRO SPERANZA: “MA NON ERA UN RIVOLUZIONARIO UNA VOLTA?”

Michele Santoro ha partecipato anche alla trasmissione “Speciale Mafia, la ricerca della verità” condotta da Enrico Mentana. Nel corso della trasmissione viene mandata in onda una intervista dell’ex conduttore di Moby Dick  al killer di mafia Maurizio Avola. Santoro, però, parla anche dell’attualità e in particolare riserva una pungente sferzata al ministro della Salute Roberto Speranza (esponente di spicco del partito di sinistra Leu). “Sta sempre lì e si adombra se qualcuno lo critica ma, non era un rivoluzionario? Ma beccati pure le critiche, esci da questo vestito ingessato nel quale ti sei costretto – arringa Santoro davanti ai divertiti Mentana e Purgatori -. Io lo vedo in questi collegamenti da Floris sempre fermo con la cravattina…e basta! Vai a vedere com’è la situazione negli ospedali, vai a vedere com’è la situazione nella Calabria, sporcati le mani, facci sentire che stai facendo appello anche a noi”. L’intemerata prosegue rivolgendo il pensiero alle generazioni più giovani, le più danneggiate dalla crisi sanitaria ed economica di questi anni. “Io non parlo per me, io ho 70anni tra poco, ma penso i giovani quante difficoltà troveranno? Noi stiamo perdendo fior di generazioni, ma come la tiri su la Calabria se quelli che rimangono sono i più fessi – conclude Santoro -. Come la tiri su l’Italia se quelli che rimangono sono i più fessi. Quando riporteremo i giovani ad avere passione per il loro Paese allora diremo viva Draghi ma fino ad allora i paradigma, le promesse, mi hanno stufato. E ristoratori? Noi puoi dire “chiudete” e non dire a quanto ammontano i ristori e cosa possono fare mentre non lavorano. Qui si parla di dignità”. 

Come sta la sinistra?, chiede oggi La Stampa a Santoro, che così risponde: “Non la vedo, non c’è la sinistra. Letta deve impegnarsi a dare un identità a questo partito che non può limitarsi a sposare qualche campagna per i diritti, deve affrontare il gigantesco problema della redistribuzione della ricchezza”.

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