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Tutte le novità nelle prime nomine di Biden. Le analisi di Ispi e Limes

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Come Ispi e Limes hanno analizzato le prime nomine di Joe Biden.

Il 20 gennaio 2021 il presidente Joe Biden si insedierà alla Casa Bianca. Intanto il presidente eletto ha iniziato a dare forma alla sua squadra di governo. Biden ha scelto Antony Blinken come segretario di Stato, Janet Yellen, al Tesoro, Alejandro Mayorkas come segretario alla Sicurezza nazionale, Jake Sullivan a consigliere sulla Sicurezza nazionale, Avril Haines a capo dell’Intelligence nazionale, John Kerry inviato speciale della Casa Bianca per il clima e membro del Consiglio di sicurezza nazionaleNon abbiamo tempo da perdere quando si tratta della nostra sicurezza nazionale e della nostra politica estera”, ha commentato Biden la sua prima tornata di nomine. 

Governo Biden: il ritorno al futuro 

Nelle prime nomine di Joe Biden l’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale riconosce una continuità con l’amministrazione di Barack Obama. “A leggere i nomi scelti da Biden per il suo futuro gabinetto presidenziale l’impressione è che il 78enne neoeletto presidente abbia puntato sull’usato garantito”, si legge sull’analisi dell’ISPI. Molti degli uomini di Biden hanno avuto un passato di rilievo nella passata amministrazione Obama. L’ex candidato alla presidenza USA John Kerry, attuale inviato per il clima, è stato di segretario di Stato, Antony Blinken era il suo vice. Avril Haines, prima di essere nominata direttrice del National Intelligence, è stata consigliere di Barack Obama per la sicurezza nazionale. 

Una squadra inclusiva per un’America cosmopolita 

Quello che si profila, secondo l’ISPI, è un Governo USA caratterizzato dall’inclusione di tutte le differenze. Un bel segnale che arriva dopo le difficoltà dell’amministrazione repubblicana nell’affrontare le proteste di piazza del movimento Black Lives Matter.

Alejandro Mayorkas diventerà il primo immigrato e latinos a capo del Dipartimento della Sicurezza Interna. Linda Thomas-Greenfield,  afroamericana veterana della diplomazia USA in diversi paesi dell’Africa, è stata scelta come nuova ambasciatrice all’ONU. “Il team di Biden risulta molto inclusivo verso le diverse componenti del paese, con una rappresentanza di genere quasi perfetta se si conta anche la vicepresidenza di Kamala Harris”, commentano dall’ISPI.

Secondo l’analista ISPI esperto di America, Mario Del Pero, Professor of International History at SciencesPo, le nomine di Joe Biden hanno una valenza non solo politica ma anche simbolica, sarebbero un messaggio al suo Paese e al mondo. “La simbologia è chiara: è un’America cosmopolita, questa, che torna ai precetti dell’internazionalismo liberale e multilaterale; ed è un’America internazionale, nel pluralismo e nella diversità che incarna ed esprime”, scrive il docente.

La nuova geopolitica USA: tornare al centro del mondo

La strategia di politica estera del Presidente Biden e del segretario di Stato Antony Blinken prevede il rilancio del multilateralismo e rinforzare le collaborazioni con il vecchio continente. La storia personale di Blinken pala la lingua dell’europeismo. Il segretario di Stato USA è di origine ebrea, il suo patrigno è un sopravvissuto dell’Olocausto e ha studiato in Francia. La sfida della nuova amministrazione e far tornare gli USA guida del mondo, per lo meno di quello occidentale, da un punto di vista politico, economica e morale. Anche in campagna elettorale Biden ha insistito sulla necessità di ricostruire l’immagine degli Stati Uniti all’estero e di restituire a Washington la sua autorevolezza e credibilità tra le nazioni del mondo. Secondo gli analisti di Limes il nuovo Governo Usa sarà vicino alla burocrazia di Stato,  disponibile a lavorare con le agenzie federali. “Rispolvererà la propaganda centrata su democrazia e diritti umani per perseguire gli obiettivi della superpotenza”, scrive l’esperto di America Dario Fabbri di Limes. La nomina di Kerry a inviato per il clima avrebbe un ruolo di geopolitica economica più che di tutela ambientale: “Kerry rilancerà la retorica ecologista per colpire l’industria cinese e tedesca”.

Janet Yellen: il capo del tesoro che piace ai mercati e alla sinistra Dem

Altra nomina di rilievo dell’amministrazione Biden è quella di Janet Yellen per il ruolo di segretaria del Tesoro americano. I mercati hanno accolto molto bene la nomina dell’ex presidente della Federal Reserve a guardia dell’economia americana. Wall Street è salita ai massimi di sempre, con il Dow Jones che per la prima volta nella storia ha superato i 30 mila punti. Janet Yellen piace ai mercati non solo per la sua indubbia professionalità ma anche perché viene considerata la donna giusta nel momento in cui l’economia a stelle e strisce necessita di un rilancio senza dimenticare le difficoltà di lavoratori e disoccupati. L’attenzione al mondo del lavoro e ciò che la fa gradire molto alla sinistra del partito democratico. 

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