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Turismo pronto a ripartire

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Il blog “Economia del gusto” di Gianandrea Abbascià

Solo pochi giorni fa, dopo l’annuncio delle riaperture, si è registrato un boom di prenotazioni per la prossima stagione.  Negli ultimi giorni il dibattito si è fortemente spostato sull’orario di rientro, il coprifuoco. Probabilmente si può pensare che un’ora in più, o in meno, è poca cosa, ma è un discorso che appare essere fine a se stesso. Non credo che sia questione di 22, 23 o 24; la questione di fondo è da ricercarsi nel “backstage” della questione stessa, dove c’è un intero mondo. In un Paese ad intensa vocazione turistica come il nostro, in estate, porre un limite, così risicato poi, rischia di essere un vero boomerang. Per di più, essendo ormai a maggio dove, nonostante tutto, le prenotazioni crescono, questa incertezza può essere nociva. Con il ritorno della zona gialla, con l’allentamento quindi delle restrizioni, un vincolo per il rientro a casa – e volutamente utilizzo la parola casa, perché dire che ci possa essere un vincolo al rientro in hotel saprebbe fortemente di ossimoro – non trova adeguata giustificazione. Studiare un pass da un lato e un vincolo dall’altro non agevola di certo, specie per un settore come il turismo. Invitare i turisti ad avviarsi verso il rientro alle 21.50/55, beh fa un certo effetto!

Qualche sabato fa, proprio con Economia del Gusto, ragionano sul fatto che con più tavoli e su più tavoli, era necessario affrontare il tema dei protocolli da adottare per rendere il turismo sicuro. Adottare un protocollo il cui focus è l’orario di rientro, appare una soluzione inutile e dannosa. Il turismo è stremato, il Paese è stremato; questo andirivieni non può certo avere benefici per i cittadini. Specie poi se inizi a vedere, al tg o sui quotidiani, che gli operatori turistici stanno avviando i cantieri per essere pronti alla stagione.

Il piano di vaccinazioni prosegue pressoché spedito, il numero dei contagi inizia a registrarsi via via sempre più contenuto; adottare protocolli di sicurezza ha un senso, mettere un limite di orario, certamente no, se comunque il tutto via via sarà riaperto. Allora, permettetemi questa provocazione: riportiamo tutto in zona arancione (o rossa) sine die e attendiamo l’immunità di gregge… No, certamente non può essere la soluzione! Servono quindi protocolli chiari, condivisi e ben definiti; quelli sì che possono essere la soluzione, o quanto meno la via maestra. Sembrerebbe che nelle prossime settimane questo “vincolo” di rientro potrebbe essere rivisto, e speriamo davvero che sia così, a beneficio di tutti.

Leggendo, ho scovato un articolo che ha attirato la mia attenzione; vi invito a leggerlo perché questo lavoro dell’artista Anna Scalfi, fa riflettere.

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