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Trump salva Apple dalla mitragliata di sanzioni anti Cina

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Trump

Chi ha colpito e chi ha esentato (Apple) Donald Trump nella sua nuova offensiva commerciale a colpi di dazi contro la Cina. Tutti i dettagli

Donald Trump risparmia la Apple ed esclude alcuni dei suoi prodotti più innovativi, dall’Apple Watch agli AirPods, dalla nuova ondata di dazi in arrivo contro la Cina.

Lo riportano alcuni media Usa citando fonti vicine al dossier.

L’azienda di Cupertino aveva denunciato nei giorni scorsi come la nuova stretta sul Made in China avrebbe colpito pesantemente alcuni dei suoi “gioielli” prodotti e assemblati in nel paese asiatico. A Wall Street il titolo della Mela è arrivato a perdere ieri oltre il 2%.

CHE COSA HA DECISO TRUMP SUI DAZI CONTRO LA CINA

Al di là della sorpresa Apple, tutto come previsto: l’amministrazione Trump ha formalizzato una nuova ondata di dazi su una serie di prodotti Made in China per un valore di 200 miliardi di dollari, pari a circa la metà dell’import di tutti i beni cinesi negli Usa. Lo ha reso noto la Casa Bianca, dopo che nelle ultime ore le nuove sanzioni commerciali verso Pechino erano state annunciate prima dal consigliere economico della Casa Bianca, Larry Kudlow, sia dallo stesso presidente americano Donald Trump che si è detto insoddisfatto di come procedono i negoziati commerciali con la controparte cinese.

COME SARANNO LE NUOVE TARIFFE

Le nuove tariffe scatteranno il 24 settembre e sono fissate al 10% fino alla fine dell’anno quando, in assenza di progressi soddisfacenti sul fronte delle trattative, aumenteranno al 25%.

I NUMERI DELL’ASSALTO ANTI PECHINO

Con la nuova stangata sale a 505 miliardi di dollari l’ammontare di prodotti Made in China colpiti dai dazi dell’amministrazione Trump.

I BENI AL CENTRO DELLO SCONTRO

Tra i beni di consumo che saranno interessati dalle nuove tariffe i condizionatori d’aria, le candele di accensione dei motori, il mobilio e le lampade. Risparmiati al momento prodotti molto popolari come quelli della Apple – vedi l’Apple Watch e gli AirPods prodotti e assemblati in Cina – dopo che nelle scorse settimane i vertici della casa di Cupertino avevano lanciato l’allarme su un aumento dei prezzi.

LE PREOCCUPAZIONI DEI CONSIGLIERI DELLA CASA BIANCA

Un timore questo anche di molti dei consiglieri della Casa Bianca, preoccupati di varare misure impopolari a poche settimane dalle elezioni di meta’ mandato per rinnovare il Congresso e per di più alla vigilia della stagione degli acquisti in vista delle vacanze di fine anno. La Cina nei giorni scorsi – di fronte alla minaccia massa oggi in pratica da Trump – aveva già annunciato misure di rappresaglia per 60 miliardi di dollari di prodotti Made in Usa.

LE CONTROMISURE

Una contromisura contro cui Trump ha già minacciato dazi per altri 267 miliardi di dollari. A quel punto vorrebbe dire che ogni prodotto cinese importato in Usa sarebbe tassato. Il rischio è quello di una guerra commerciale senza quartiere con conseguenze globali sull’economia e sui mercati finanziari.

LA SCOMMESSA DI TRUMP

Per Trump una scommessa: quella che la maggioranza degli americani lo appoggi nella sua battaglia in nome dell’America First, e sia disposta a pagare di più per alcuni prodotti pur di far ottenere agli Usa importanti concessioni commerciali da Pechino.

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