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Perché Toshiba è nella bufera

Toshiba

Quattro dirigenti di Toshiba, inclusi due membri del cda, si sono dimessi dopo la pubblicazione di un’inchiesta che ha svelato la collaborazione tra l’azienda e il governo giapponese per fare pressione sui fondi stranieri interessati alla società.

 

Non c’è pace per la multinazionale giapponese Toshiba.

Negli ultimi giorni quattro dirigenti, inclusi due membri del consiglio di amministrazione, si sono dimessi dopo la pubblicazione di un’inchiesta che ha svelato la collaborazione tra l’azienda e il governo giapponese per fare pressione sui fondi stranieri interessati alla società.

Due mesi fa era stato il ceo Nobuaki Kurumatani a lasciare per controversie sorte dopo l’offerta da 20 miliardi di dollari da parte di CVC Capital Partners. Kurumatani aveva precedentemente lavorato infatti come capo per l’Asia per il fondo.

Il presidente del cda, Osamu Nagayama, ha respinto le richieste degli investitori di dimettersi, accusando l’ex ceo di una “posizione conflittuale” nei confronti degli azionisti che ha contribuito a mettere in crisi la società giapponese.

Intanto, la società ha diffuso un comunicato in cui afferma che cambierà i suoi candidati al consiglio di amministrazione per la prossima assemblea degli azionisti, poiché due di loro si stanno dimettendo. Dopo la comunicazione, il gruppo giapponese ha guadagnato il 2,7% sul mercato azionario.

Toshiba, un tempo un simbolo della tecnologia avanzata e del potere economico del Giappone, ha attraversato una tempesta di scandali e perdite prima di mettere in scena una ripresa negli ultimi anni.

Tutti i dettagli.

SCOSSONI IN TOSHIBA

Quattro dirigenti senior di Toshiba, inclusi due membri del consiglio di amministrazione, hanno rassegnato le dimissioni domenica, dopo le richieste dei principali azionisti a seguito della pubblicazione di un rapporto esterno.

A SEGUITO DI UN’INDAGINE INDIPENDENTE

Secondo quanto riferito, un’indagine indipendente ha mostrato che Toshiba ha cercato l’aiuto del governo giapponese nel tentativo di influenzare un voto chiave degli azionisti.

Il rapporto commissionato dagli azionisti ha segnato una svolta dirompente in una lunga battaglia tra il management dell’azienda giapponese e gli azionisti stranieri.

La società — sostiene il rapporto — “ha ideato un piano per impedire efficacemente agli azionisti” di esercitare i propri diritti in una riunione del luglio 2020, collaborando con il ministero del commercio giapponese per contrastare gli investitori attivisti.

Secondo l’indagine la campagna è stata intrapresa con la conoscenza dell’allora segretario di gabinetto – ora primo ministro – Yoshihide Suga, tesi che quest’ultimo ha negato.

LE PRESSIONI DEGLI INVESTITORI

3D Investment Partners, il secondo azionista di Toshiba, ha chiesto quindi al presidente Nagayama e ad altri tre amministratori di dimettersi dopo le rivelazioni dell’indagine.

Anche il proxy advisor ISS ha continuato a raccomandare di votare contro la nomina di Nagayama.

LA POSIZIONE DEL PRESIDENTE

“C’era una posizione in qualche modo conflittuale nei confronti degli azionisti che si stava preparando da qualche tempo”, ha detto Nagayama, quando gli è stato chiesto della responsabilità dell’ex amministratore delegato durante una conferenza stampa. “Questa è una causa di fondo in un certo senso per lo stato attuale delle cose”, ha aggiunto.

COME SE LA PASSA IL GRUPPO GIAPPONESE

Negli ultimi tempi il gruppo giapponese ha lavorato sui suoi problemi finanziari. Dopo una lunga fase di ristrutturazione e il graduale miglioramento dei conti, Toshiba è tornata ad essere quotata sul listino principale del Tokyo Stock Exchange (Tse) a inizio anno.

Nel frattempo il conglomerato industriale ha rafforzato anche la governance, con un consiglio ora composto da amministratori per lo più esterni.

Ma Toshiba deve affrontare la pressione degli azionisti attivisti che vogliono vedere una crescita più rapida e una strategia a lungo termine più chiara.

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