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Terzo lockdown, via col vaccino Astrazeneca e nuovi prestiti alle aziende. Cosa succede nel Regno Unito

di

Johnson lockdown

Il punto di Daniele Meloni sul Regno Unito

 

Restate a casa. Non muovetevi se non è necessario. Con queste parole ieri sera il Premier Boris Johnson ha annunciato agli inglesi il terzo lockdown nazionale a causa della pandemia da coronavirus. Parole che ricordano, tristemente, quelle pronunciate a marzo per la prima volta, e che si sono rese necessarie per non ingolfare gli ospedali britannici – specialmente quelli londinesi – già allo stremo. Ieri si sono registrati oltre 58mila casi di Covid-19, metà dei quali afferenti alla nuova variante scoperta nel sud-est del Paese, che è dilagata ormai in tutto il Regno Unito. Certo, i test per scoprire i casi sono stati quasi mezzo milione, a dimostrazione di un sistema di rilevazione che, dopo le inceppature iniziali, funziona meglio che altrove.

Le misure di restrizione prevedono la chiusura delle scuole primarie e secondarie, la chiusura dei negozi che non si occupano di servizi essenziali, la chiusura di teatri, cinema e musei e quella di pub e ristoranti, cui però sarà garantita la possibilità di vendere il cibo in modalità asporto. Lo sport professionistico proseguirà: il riferimento è al campionato di calcio, al centro di polemiche e proposte sulla sua sospensione. Proposte però restate finora lettera morta.

Il Ministro per il Gabinetto Michael Gove ha parlato già di fine lockdown per il mese di marzo, ma molto dipenderà da due fattori: il contenimento dei casi e la celerità del programma dei vaccini. Ieri è entrato in commercio anche quello di Oxford-AstraZeneca, che dovrebbe migliorare e velocizzare la distribuzione. Domenica il Regno Unito ha superato il milione di vaccinati, secondo il programma del Governo Johnson, che ha sin dallo scoppio della pandemia, puntato sui vaccini per uscirne al più presto possibile.

Poi c’è la questione economica. Un altro lockdown significa nuovi mancati introiti per le aziende, specialmente quelle attive nel commercio, nel turismo e nell’hospitality. Per mantenerle attive fino alla prossima primavera il Cancelliere, Rishi Sunak, ha annunciato prestiti fino a 9mila sterline per ogni singola azienda, in aggiunta dei programmi già attivi sullo sconto per gli affitti per le imprese – business rate – e del congedo lavorativo, furlough. Altri 594 milioni di sterline saranno messi nella disponibilità di tutte le aziende colpite dal lockdown al di fuori dei settori già menzionati. In totale, scrivono dal Ministero del Tesoro, il pacchetto delle misure sarà di un valore di oltre 4,6 miliardi di sterline.

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