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Tamponi a tappetto sì o no? Scontro (a distanza) Crisanti-Bassetti

di

crisanti bassetti

Andrea Crisanti ha presentato un piano al governo per effettuare i tamponi a tappeto, ma per Matteo Bassetti una soluzione del genere paralizzerebbe il Paese. 

 

Tamponi a tappeto sì, tamponi a tappeto no. È questo il dilemma. Come affrontare i mesi invernali che stanno per arrivare? Come provare a contenere i contagi nelle prossime settimane?

La soluzione, per Andrea Crisanti, docente di Microbiologica all’università di Padova, è quella di aumentare il numero di tamponi, per provare a scovare anche gli asintomatici (che potrebbero infettare senza saperlo). Per Matteo Bassetti, invece, bisogna puntare solo su sintomatici e poco sintomatici, come consiglia il Cdc di Atlanta. Andiamo per gradi.

IL PIANO DEL GOVERNO

Partiamo da una proposta di piano. Per fronteggiare l’inverno, Il governo dovrebbe mettere in atto un piano da 250-300 mila test al giorno. Si dovrebbero adibire venti laboratori, uno per Regione e dare vita a 20 unità mobili per monitorare la situazione epidemiologica nei diversi punti focolaio.

PROMOTORE: ANDREA CRISANTI

A presentare il piano d’azione, da 40 milioni di euro, e ora in attesa di essere validato (o bocciato) da Cts è stato il virologo Andrea Crisanti, che fin dai primi gironi d’emergenza, anzi già da prima, ha sostenuto la necessità di fare tamponi a tappeto.

Il piano “è una proposta che ci ha inviato di sua iniziativa, ma sono d’accordo sulla necessità di aumentare i tamponi, anche oltre i 300mila al giorno nel periodo dell’influenza stagionale”, dice in un’intervista a La Stampa il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri.

CRISANTI: PIU’ TAMPONI PER RIPRESA IN SICUREZZA

“La proposta che ho inviato al Governo per un piano nazionale sui tamponi è una ancora informale bozza e avrei preferito fosse rimasta tale”, ha detto Andrea Crisanti all’Ansa. “L’obiettivo è aumentare in modo esponenziale i test, fino a quadruplicare il numero attuale di tamponi per affrontare con più sicurezza la riapertura delle scuole e la ripresa di tutte le attività lavorative”, ha specificato Crisanti.

LE PERPLESSITA’ DI MATTEO BASSETTI

A bocciare, seppur indirettamente, il piano è un Matteo Bassetti, direttore della Clinica malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova. “Sono perplesso, se aumentiamo tamponi per asintomatici rischiamo di paralizzare l’Italia”, ha dichiarato Bassetti a 4Mattino di Simone Spetia su Radio 24.

NON SERVE TRACCIARE ASINTOMATICI

“Se si tratta di avere un’offerta potenziale in epoca autunno-inverno per sintomatici o poco sintomatici è importante, ma attenzione a voler tracciare tutti gli asintomatici perché è sconsigliato dal Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta (Cdc), sia perché l’asintomatico può non trasmettere e sia perché con 300 mila tamponi al giorno paralizziamo paese”, ha specificato Bassetti.

LE LINEE GUIDA DEL CDC DI ATLANTA

Ad esprimersi sulla questione, come riferisce Bassetti, infatti, è stato, il Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta, che ha aggiornato le linee guida sui tamponi.

Il Cdc, nelle sue raccomandazioni, scrive: “Se sei stato a stretto contatto con una persona con un’infezione da Covid-19 per almeno 15 minuti ma non hai sintomi, non hai necessariamente bisogno di un test a meno che tu non sia un individuo vulnerabile”.

“Se non hai sintomi di Covid-19 e non sei stato in stretto contatto con qualcuno noto per avere un’infezione da Covid-19, non hai bisogno di un test”, ha aggiunto il CDC.

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