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Difesa, ecco le ultime mosse di Taiwan anti Cina

Taiwan

Tutte le priorità di Taiwan nel nuovo bilancio-extra per la difesa. L’approfondimento di Giovanni Martinelli

 

All’apparenza, la cifra potrebbe anche non sembrare particolarmente elevata, dato che si tratta dell’equivalente di circa 8,6 miliardi dollari in 5 anni. Questo infatti è quanto il Parlamento di Taiwan ha appena approvato in termini di extra-budget per la Difesa; una somma che si aggiunge al bilancio annuale che il Paese Asiatico destina alle proprie Forze Armate e che, per dare un termine di riferimento, per il 2022 vale 17 miliardi di dollari.

In realtà, oltre al valore pratico rappresentato comunque da nuovi fondi per l’acquisto di sistemi d’arma, questo budget “speciale” proposto dal Governo di Taiwan nel novembre scorso ha anche un certo valore simbolico; dimostrare cioè la determinazione di Taipei a resistere alla crescente pressione militare Cinese.

In effetti, andando ad analizzare nel dettaglio questo provvedimento, non mancano certo gli spunti di interesse. E questo perché risulta evidente un’attenta selezione dei sistemi d’arma da privilegiare nel breve termine, proprio per costruire rapidamente credibili capacità operative difensive ma anche offensive.

Queste risorse aggiuntive vanno infatti a coprire diversi settori. Procedendo con ordine, risultano infatti finanziati sistemi missilistici per la difesa aerea Tien Kung III e Tien Chen II. Il primo dei 2, presenta caratteristiche e caratteristiche operative importanti perché capace di colpire bersagli aerei a grande distanza e (dettaglio rilevante) dispone anche di capacità anti-missile balistico. Il secondo è invece un sistema a medio raggio.

Importante inoltre lo stanziamento per i missili da crociera aviolanciati Wan Chien; con una gittata stimata di 240 Km, sono progettati per essere impiegati in attacchi contro obiettivi sul territorio Cinese. Che è poi lo stesso scopo di un altro sistema ancora e cioè lo Hsiung Sheng. Nello specifico, si tratta di un missile da crociera superficie-superficie derivato da un precedente modello ma con gittata significativamente estesa; dato che si parla di 1.200 Km. Dunque, soprattutto con quest’ultimo, per Taiwan è teoricamente possibile colpire bersagli situati non solo sulla costa della Cina ma, anche, in alcune sue zone interne.

Ricordato poi lo stanziamento per un non meglio precisato nuovo “drone” da attacco, dunque un velivolo a pilotaggio remoto destinato per l’appunto a specifiche missioni di attacco, l’attenzione si sposta sui sistemi navali; i protagonisti cioè di questo extra-budget, per quantità di sistemi finanziati e per entità del finanziamento stesso. A partire dall’acquisto di ulteriori batterie per missili antinave basate a terra, a loro volta incentrate sull’ordigno supersonico Hsiung Feng III; particolarmente temibile per effetto della sua velocità e per la sua gittata, stimata in 400 km (e anche oltre).

A questo proposito, si noti che Taiwan sta investendo davvero molto in questo settore, continuando oggi e in futuro a immettere in servizio batterie dotate di diversi tipi di missili; sia di produzione locale, sia acquistati dagli Stati Uniti. Il dato importante è che questi stessi sistemi sono in configurazione mobile; basata cioè sui lanciatori installati su autocarri (configurazione scelta anche per lo Hsiung Sheng). Lo scopo è duplice; da un lato, disporre di una elevata potenza di fuoco nel caso la Cina lanciasse una vasta operazione di assalto anfibio. Dall’altro, aumentare le proprie capacità di sopravvivenza disperdendo i lanciatori sul terreno.

Infine, e sempre rimanendo in campo navale, decisamente interessanti anche i fondi destinati alla Marina e alla Guardia Costiera di Taiwan. Con essi sarà possibile prima di tutto accelerare la costruzione delle 12 corvette classe Tuo Chiang; piattaforme dalla caratteristica configurazione a catamarano, lunghe 65 metri, capaci di esprimere velocità elevate e dotate di un armamento davvero consistente (pezzi di artiglieria, missili antinave e antiaerei) in relazione alle dimensioni.

Tali fondi garantiranno anche l’acquisto di sistemi d’arma destinati alle 12 unità da pattugliamento della Guardia Costiera della classe Anping, derivate proprio dalle Tuo Chiang. Pattugliatori quasi disarmati in tempo di pace, in caso di conflitto sarebbero invece trasformati con l’imbarco di missili; in questo modo, la loro configurazione finale sarebbe simile proprio a quella delle corvette, diventando a loro volta piattaforme da attacco in piena regola.

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