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Tutti gli aiuti militari degli Stati Uniti all’Ucraina

Aiuti Militari

Cosa c’è nell’elenco degli aiuti militari forniti dagli Stati Uniti all’Ucraina per resistere all’invasione della Russia. L’approfondimento di Giovanni Martinelli

 

Il 10 maggio scorso, il Pentagono ha reso pubblico l’elenco aggiornato degli aiuti militari forniti dagli Stati Uniti all’Ucraina. Si tratta di un elenco particolarmente “corposo” e ricco di spunti di interesse. Ricco come l’importo complessivo di questi stessi aiuti che nel corso del mandato dell’Amministrazione Biden ha già raggiunto i 4,5 miliardi di dollari; 3,8 dei quali dall’inizio dell’invasione Russa ai danni di Kiev.

Per dare un termine di riferimento, si tenga conto che il bilancio della Difesa Ucraino aveva raggiunto i suoi massimi storici proprio negli ultimi anni; rimanendo comunque intorno ai 5,9 miliardi dollari. Dunque, cifre relativamente modeste che però ora, grazie agli aiuti degli USA e dell’Occidente in generale, di fatto è come se fossero aumentate di diverse volte.

Prima di affrontare più nel dettaglio cosa è stato fornito a Kiev negli ultimi mesi, una rapida sottolineatura sul fatto gli Stati Uniti non solo sono coloro i quali stanno aiutando di più questo Paese ma, soprattutto, sono anche quelli più trasparenti; pressoché ogni loro fornitura viene infatti comunicata in maniera aperta e diretta.

Come si diceva, l’elenco in questione è davvero lungo e una sua integrale descrizione richiederebbe
fin troppo spazio e tempo. Logica vuole dunque che l’attenzione si posi su quanto più importante. A cominciare dall’ingente numero di missili di diversi tipi. In particolare i missili antiaerei spalleggiabili Stinger (oltre 1.400) e quelli anticarro Javelin (oltre 5.500) . Sempre in tema di armi anticarro sono stati forniti anche numerosissimi lanciarazzi di vario tipo (oltre 14.000).

Nell’ambito dei sistemi destinati al contrasto di mezzi (ma, questo caso, anche di posizioni/postazioni) degli avversari, si segnalano le temibili “Loitering Munition”. Cioè “droni” dotati di carica esplosiva che assicurano una certa capacità di attacco dall’alto. In fase di fornitura ci sono oltre 700 Switchblade (nella versione più “leggera” 300, mentre per quella più “pesante” 600 sembrano esserci difficoltà sulla loro produzione) e 121 Phoenix Ghost (questi ultimi, ancora avvolti dal mistero). Sempre in tema di “droni”, ma questa volta solo con compiti di sorveglianza/ricognizione, gli RQ-20A Puma.

Molto importante anche la fornitura di ben 16 elicotteri (5 forniti già alcuni mesi fa, più 11 che dovrebbero arrivare a destinazione in queste settimane) Mi-17. Si tratta di velivoli della ex-Afghan Air Force, rimasti a disposizione degli USA che ora, per l’appunto, li girano a Kiev.

Significativo anche il capitolo dei mezzi terrestri; oltre a centinaia di “Armored HMMWV” (i celebri Hummer), dai depositi negli Stati Uniti è previsto l’arrivo di 200 mezzi corazzati per il trasporto truppe M113. Qui vale la pena di aprire una parentesi, per sottolineare da una parte come lo sforzo attuale miri (per quanto possibile) a fornire sistemi già in uso alle Forze Ucraine e, dall’altra, a fornire sistemi nuovi che siano meno esigenti possibili in termini di addestramento (anche se a volte un po’ datati).

Ancora in tema di veicoli, saranno forniti pure 72 “Tactical Vehicle” destinati alla movimentazione di una parte dei cannoni M777. Questi a loro volta saranno ben 90, tutti ormai giunti in Ucraina insieme a centinaia di migliaia di munizioni (a dimostrazione peraltro della straordinaria velocità raggiunta in quanto a tempi di consegna) e costituiscono di gran lunga uno degli assetti operativi più pregiati forniti a Kiev.

Collegati al tema delle artigliere, i numerosi radar destinati all’individuazione delle sorgenti di fuoco nemiche; sono 17 i radar definiti “counter artillery” e 4 quelli “counter mortar” (a questi si aggiungono 2 ulteriori radar per la sorveglianza aerea).
Una delle capacità fondamentali sui campi di battaglia moderna è rappresentata dalla comunicazione veloce e sicura tra i vari soggetti che vi operano; in questo senso risulta particolarmente importante l’invio di sistemi di comunicazione tattici sicuri (cioè, criptati). E’ inoltre da evidenziare come proprio nell’ultimo pacchetto di aiuti siano state incluse apparecchiature per il cosiddetto “jamming” elettronico; cioè il disturbo nonché il vero e proprio attacco dei sistemi elettronici avversari.

Numericamente parlando poi, davvero notevole la fornitura di equipaggiamenti, protezioni, armi individuali (e relative munizioni) di diverso tipo, di esplosivi e mine nonché di forniture mediche destinate ai reparti delle Forze Ucraine. Attraverso tutto questo, è stato/sarà possibile garantire loro maggiori capacità di combattimento così come di sopravvivenza.

E mentre alcune forniture attendono ancora di essere chiarite rispetto a specifici aspetti tecnico-operativi (come per i razzi guidati APKWS II e i “droni” navali di superficie), degno di nota anche il capitolo dedicato alle immagini satellitari commerciali, che vengono girate all’Ucraina e forniscono un fondamentale supporto alle sue forze di difesa.

Tema che peraltro risulta essere collegato a un’altra voce, non inclusa nell’elenco ma di sicura e grandissima importanza; ovvero, il capitolo “intelligence”. Gli USA stanno infatti fornendo numerose, dettagliate e costantemente aggiornate informazioni le quali costituiscono un enorme vantaggio operativo per le forze di Kiev; sia per le operazioni di difesa, sia nel caso di operazioni offensive.

Ovviamente poi, tutti sono consapevoli che il flusso di aiuti degli USA all’Ucraina non si fermerà certo qui; ricordato infatti che il Congresso ha già approvato lo “Ukraine Democracy Defense Lend-Lease Act of 2022” (e cioè un provvedimento che garantirà una ancora maggiore semplicità e velocità nell’invio di nuovi armi), sempre il Congresso varerà a breve un provvedimento speciale dedicato al sostegno dell’Ucraina. E nei 40 miliardi di dollari previsti, almeno 6 saranno infatti dedicati alla “Ukraine Security Assistance Initiative”; ovvero, nuove armi destinate a sostenere lo sforzo bellico di Kiev anche nei prossimi mesi.

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