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Startup, Cina, Usa e la messicanizzazione dell’Italia. Tesi (e provocazioni) di Alberto Forchielli

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Che cosa ha detto Alberto Forchielli – manager, imprenditore e saggista – davanti al pubblico dello StartupItalia Open Summit

 

“Comprendo che la tecnologia è importante, ma non ci capisco un cazzo”. Non usa come al solito troppe perifrasi Alberto Forchielli, partner fondatore di Mandarin Capital Partners, manager e imprenditore con particolare focus su SEA (South East Asia), Usa e Cina (leggi anche: Vi spiego mire e bluff della Cina con la Nuova Via della Seta. Parla Alberto Forchielli). E non ha certo remore di dirlo davanti al pubblico dello StartupItalia Open Summit, circa 8mila persone accorse alla Leopolda di Firenze proprio per discutere di tecnologia e innovazione applicate al campo imprenditoriale.

TECNOLOGIA PER ALLUNGARE LA GIOVINEZZA

“Ho passato metà della mia vita a spiegare agli italiani come funzionava l’America, l’altra metà a spiegare loro come funzionasse la Cina… adesso siccome non sono uno che va in pensione, anche per me è il momento di farmi spiegare le cose per prolungare la mia esistenza”, ha ammesso nella chiacchierata sul palco con il giornalista Marco Montemagno.

LA “MESSICANIZZAZIONE” DEL PAESE

Davanti al pubblico di giovani imprenditori, Forchielli ha parlato anche di un suo tema ricorrente: la messicanizzazione dell’Italia. “Il Messico ha una fascia a Nord molto moderna che commercia con gli Usa, parti del Paese nelle mani dei narcotrafficanti e zone nelle quali si sopravvive. Sono un pessimista cosmico: mi dispiace dirlo a un pubblico di startuppari come quello dello StartupItalia Open Summit, ma il futuro dell’Italia lo vedo proprio così. Torneremo a fare seggiole impagliate con lavoratori in nero”.

L’ITALIA PAESE LOW COST

E pure nei campi in cui il nostro Paese esporta, la chiave di lettura non è certamente ottimistica: “L’Italia è diventato un Paese low-cost: tutta l’industria che esporta ha ingegneri che lavorano per duemila euro al mese. Gli equivalenti in Germania prendono molto di più, per diecimila euro”.

EST E OVEST, VERSO BLOCCHI CONTRAPPOSTI

Sulla Cina e la guerra dei dazi con gli Usa: “Gli americani si sono svegliati dopo 20 anni di oblio e hanno capito che la Cina non si aprirà mai, non è un Paese democratico e insidia la loro leadership. Quindi ora pensano che la soluzione sia separarsi. Si torna a una Guerra Fredda tra due blocchi”.

LE “PATACCHE” CINESI

Ma attenzione, avverte Forchielli: “Non è vero che i cinesi sono così avanti come fanno credere: si riverseranno in Europa per ciucciare tutta la tecnologia che possono. Ne hanno un disperato bisogno. Anche perché i loro software sono delle patacche incredibili. Per questo adesso è importante portare le nostre start up là. I cinesi lo scorso anno hanno rappresentato il 20% del Venture capital statunitense: arrivano là con le borse piene di contanti”.

I PAESI IN VIA DI SVILUPPO IN CUI INVESTIRE

“E’ parecchio promettente il Bangladesh. Un vero paese di m…. Ma ricordate: tanto più brutto è un Paese tanto più alto è il margine. I veri soldi non si fanno andando nei 5 stelle. Poi c’è il Vietnam, che sta nel blocco occidentale. L’Indonesia. O l’India… anche se sono dei gran ciarlatani, pronti ad accoltellarti alle spalle. Ma io qui parlo riferendomi agli imprenditori più strutturati. Chi oggi ha una start up deve continuare a rivolgersi agli Usa”.

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