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Che cosa ha in mente Silvio Berlusconi

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La notizia data in tv da Alessandra Ghisleri, la “maga” dei sondaggi a Mezz’ora in più di Lucia Annunziata, secondo la quale Silvio Berlusconi ha già riportato Fi al 10 per cento (secondo altri anche al 12) e la Lega scende avvicinandosi al 30, accende i riflettori su un possibile effetto Cav ai danni di Matteo Salvini. E cioè che con la ridiscesa in campo Berlusconi potrebbe impedire alla Lega di toccare quota 30 per cento.

Intendiamoci, il Cav naturalmente ha già messo in conto che sarà quanto meno doppiato dal ministro dell’Interno e vicepremier. Ma pochi hanno messo in conto che non solo alle Europee (dove da sempre vige il proporzionale tout court) ma soprattutto in Italia con il Rosatellum ormai siamo tornati di fatto al proporzionale. Nel quale anche con un 12 per cento, come la storia insegna, si può fare l’ago della bilancia.

Il Cav veramente questo per ora lo vuol fare in Europa, tra Ppe e sovranisti, anche mettendo sul piatto, come ha ricordato il presidente del parlamento europeo e numero due di Forza Italia, Antonio Tajani, il valore aggiunto delle forti relazioni internazionali che si è costruito negli anni. E in Italia? Si vedrà.

Certo è che una Lega che tocca a fatica il 30 per cento o non lo raggiunge proprio con sempre maggiore difficoltà potrebbe restare in un governo con i grillini pur indeboliti a loro volta. Perché il Cav potrebbe fermare l’irresistibile ascesa leghista? Si chiama economia la molla.

Dicendo che il problema dell’immigrazione non è il principale ma lo è quello dello sviluppo, della detassazione, della crescita è chiaro che ha parlato a quegli elettori leghisti sempre più con le scatole piene di reddito di cittadinanza e ricette varie pauperiste dei pentastellati.

Significativo è apparso da giorni il silenzio del numero due leghista e sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti che proprio contro il reddito grillino poco più di un mese fa aveva fatto una “sparata”.

Mentre Salvini combatte la battaglia nave per nave, il Nord attende l’autonomia. “Qui non si scherza, sennò ci rifanno Lega Nord per l’Indipendenza della Padania”, confessava prima di Natale un leghista di rango. Forse già pensando che la spinta propulsiva della lotta all’immigrazione si sta esaurendo. E il Cav si inserisce da par suo forse nella prima vera difficoltà della Lega.

Dove vecchie volpi con un certo fastidio non a caso dicono:”Ma perché Berlusconi non si gode la pensione?”.

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