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Come e perché Berlusconi fa tak su TikTok

Salvini

Le ultime mosse social di Silvio Berlusconi. La nota di Paola Sacchi

 

Silvio Berlusconi sbarca su TikTok e “anche Tak” aggiungerebbe lui, come dice in una intervista a Paolo Del Debbio, per “Dritto e rovescio”, Rete 4, ieri sera. Una di quelle che dà una scossa a una campagna elettorale che si trascinava un po’ stanca.

Torna in gran spolvero alla soglia di 86 anni, da compiere il 29 settembre prossimo, il gran comunicatore dato dai suoi detrattori per “morto” politicamente mille volte, praticamente fin dal giorno della sua discesa in campo 28 anni fa, già alla soglia dei 60 anni. Ha quindi un po’ paradossalmente gli stessi anni o forse anche di meno di quelli trascorsi in politica da altri leader più giovani di lui.

È dalla mattina di un primo settembre elettorale, piovoso e un po’ sul malinconico classico del “settembre poi verrà…” del grande Peppino Gagliardi, che migliaia di giovani (il 60 per cento degli utenti del social è sotto i 30 anni) e meno giovani si riversano su TikTok con gran curiosità per “l’uomo dal sole in tasca”. Il look metaforico che ordinava nelle aziende ai suoi top manager. “Salve, ragazzi, eccomi qua, anche se provo un po’ di invidia, vi faccio tanti complimenti”, poi scuote la testa da un lato e dall’altro, mimando il suono di TikTok. Fa subito il pieno dei follower, in poche ore 186.000, dopo Matteo Salvini.

Il leader della Lega è stato tra i primi ad andare sul social dei giovanissimi, con una media di 100mila visualizzazioni durante le dirette di mezzanotte, con circa 3mila follower guadagnati durante ogni singola live, più di 10mila utenti connessi contemporaneamente, 450mila like, più di 300 dollari raccolti “in regalo” e che andranno in beneficenza. Il leader della Lega ha 540mila seguaci (primo in assoluto tra i politici). Alcuni video, come quello in cui Salvini risponde a Elsa Fornero o come quelli in cui denuncia l’insicurezza nelle città, raggiungono milioni di visualizzazioni.

Se Salvini è anche oggetto di sfottò, apriti cielo per Berlusconi. Scandalo dei soloni, sacerdoti del tempio dei canoni un po’ incartapecoriti della comunicazione politica o della narrazione in cattedra per il tabù infranto dall’86enne “Silvio” sul social dei giovanissimi. Ma la gran parte elogia sui social la “grandezza” e “unicità” del “Dottore”, come lo chiamano da sempre a Arcore, i cui voti si pesano e non si contano, un po’ come le azioni per Enrico Cuccia.

Ma quale è Il segreto dell’uomo che continua a definirsi “un imprenditore prima ancora che un politico”, eppure quattro volte premier, amico e frequentatore dei grandi della terra, il leader internazionale che ha presieduto tre volte il G7/G8, l’unico che tentò di avvicinare Putin all’Occidente, cosa per la quale viene ora bollato come “filoputiniano” in una sorta di bad company con Salvini costruita ad arte da una sinistra in difficoltà? L’empatia. Quella speciale vicinanza con gli altri che, a Del Debbio, spiega lui, in forma tonica, nel suo elegante completo blu Caraceni, puoi trovare spesso “raccontando semplicemente una barzelletta”. È “l’unico modo per mettere insieme tutti e far fare pulizia del cervello con un po’ di allegria”.

Ai detrattori possono suonare come le solite battute di un vecchio repertorio. E, invece no, perché la barzelletta sui cinque a bordo dell’aereo con poca benzina, con Biden, Putin, il Papa e il suo assistente, e solo lui Berlusconi che non ha bisogno di paracadute (“ho già risolto con lo zainetto dell’assistente”) fa ridere di gusto lo studio. Suona un po’ liberatoria in un’Italia stressata, esausta, con l’estate che sta finendo tra l’allarme energia, inflazione e la paura per il futuro. E nella campagna elettorale più brutta di sempre, come ha detto lui, la sinistra, nella sua guerra dei trent’anni volta più che ha mostrare i suoi programmi a demonizzare Il Cav e il centrodestra da lui ha fondato, appare sempre più come un disco rotto. Con un “terzo polo” zig-zag , che a volte sembra le vada a traino, altre invece ne denuncia i limiti.

Il Gran Comunicatore in questo clima e una narrazione tesa a strattonarlo sul viale del tramonto, che però, come disse con distaccato realismo Giulio Andreotti, “in fondo è tanto lungo”, spiega che stare su TikTok non è cosa “ridicola”. Ma significa contrastare l’astensionismo rivolgendosi ai giovani con proposte per loro, come quella sulla decontribuzione e agevolazioni fiscali per le aziende che assumono. A Del Debbio, che contribuì a scrivere il primo programma di Forza Italia, tra un aneddoto e l’altro della sua ormai celeberrima storia italiana (tutta tesa a contrastare il comunismo fin dall’incontro da ragazzo con De Gasperi), rielenca tutti i punti del programma sottoscritto con Salvini e la presidente di FdI Giorgia Meloni. In particolare, il leader azzurro parla del programma di FI: no alla pressione fiscale, con flat tax al 23 per cento, no alla pressione burocratica, giudiziaria, rimodulazione del reddito di cittadinanza che però deve restare a chi ne ha davvero bisogno, sicurezza. Una battuta dietro l’altra. E da domani di nuovo TikTok, anzi “TikTokTak”.

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