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Salvini picchia su Letta ed elogia Craxi

Salvini Berlusconi

Conversazione di Paola Sacchi con Matteo Salvini a Orvieto

 

“Sono tornato qui, dopo Siena e stamattina a Bologna. Sono tornato nella magnifica Orvieto, nella città antica, con la Presidente Donatella Tesei, nell’Umbria di bravi amministratori che ci stanno dare grandi soddisfazioni, sono orgoglioso delle donne e degli uomini che la Lega ha eletto in Umbria, sono orgoglioso del lavoro di Donatella e di tutti”.

Sono le cinque della sera di lunedì 19 luglio 2021. Salvini entra nella piccola sede della Lega di Orvieto, quartiere del Medioevo profondo, via Filippeschi la grande famiglia in perenne guerra con i Monaldeschi (se le dettero di santa ragione fino a esser immortalati da Dante).

Salvini si scusa perché non possono entrare tutti, per le misure di precauzione anti-Covid. Ma entra in campo lo spirito bonariamente ironico della millenaria Orvieto.

Il capogruppo della Lega in Comune, Andrea Sacripanti, mister preferenze, con il referente leghista locale Davide Melone: “Ah Matte’, se ce davi più soldi, la sede la facevamo più grossa”. Risate generali.

Così come, in piazza dei marchesi Gualteri (Filippo Antonio Gualterio fu ministro e senatore del Regno) è una battuta dietro l’altra. Orvieto ispira. “Incontrerò Conte?, sì Antonio Conte”.

Il segretario del Pd dice che lei insegue i no vax. “Ma Enrico Letta vive tra Roma e Parigi, è abituato al freddo. Si è candidato a Siena, pur essendo toscano ma non di Siena. Oh, lì il Monte dei Paschi ha resistito a due guerre mondiali, ma non al Pd”.

I tanti orvietani accorsi, nonostante qui alle 17 le antiche pietre siano più infuocate della mattina, ridono e si spellano le mani dalle risate e dagli applausi.

Matteo, il “Capitano”, termine che qui si addice molto perché la massima autorità del Libero Comune Medievale, che arrivava fino in Toscana, a Orbetello, era il Capitano del Popolo ribadisce la linea contro il green pass obbligatorio, ma con ragionevolezza e vaccino per fasce di età, “anticipo quello che stasera dirò a Quarta Repubblica, da Nicola Porro”. Selfie e firme a tutto spiano al banchetto per i referendum sulla giustizia.

L’intervista per Startmag.it.

Senatore Salvini, lei è a a Orvieto, ex roccaforte dell’Umbria rossa, dove essendo nata qui so di certo che la Lega è primo partito, come in tutta Italia, perché è stata votata da tutti, anche dalla cosiddetta buona Borghesia, il famoso centro. La Lega è grande forza capillare, di popolo, con la più inaspettata trasversalità di firme. Ma come si spiega gli esami che per lei e la sua Lega non finiscono mai? Un giorno la accusano di inseguire i no vax, un altro le mettono l’aut-aut su Orban. Paura della Lega?

Ma sì, Letta ogni giorno insulta, provoca, minaccia, rifiuta il dialogo. Però non fanno un buon servizio al governo Draghi.

Paura di un premier un giorno leghista?

Hanno paura della democrazia, ma io rispetto il voto degli italiani, quando Letta va in Toscana a dire :qui le destre hanno preso troppo potere, io rispondo: a parte che le destre sono categorie vecchie…

Le cosiddette destre da queste parti, come la mia Orvieto, sono però il centro, rappresentato dalla borghesia medio alta, non da pericolosi, barricaderi estremisti.

 

Appunto, se in Umbria, in Toscana, nelle Marche, in tante zone dell’Italia centrale, una volta roccaforti rosse, la Lega vince, il centrodestra vince, vince la democrazia…”.

E però gli esami sembra non finiscano mai per lei e la sua Lega anche nello stesso centrodestra…

Eh, eh eh! (Salvini ride, guarda in alto verso il Duomo, la Torre del Moro, ndr).

Ora, le faccio una domanda che magari non si aspetta, pronto? (ridiamo, come Salvini di gran buon umore sempre quando arriva qui a Orvieto, ndr). Ai referendum hanno firmato anche Bobo e Stefania Craxi. E lei, dichiarazione che nessuno o quasi ha riportato, ha espresso solidarietà alla famiglia Craxi per l’ultima, da lei definita “grottesca”, vicenda giudiziaria. La storia di Bettino Craxi andrà riletta?

Certo che rispondo. Io ho incontrato entrambi, sia Stefania che Bobo. Hanno storie diverse dalla mia, ma son due persone che stimo, come stimo il padre Bettino per quello che ha avuto il coraggio di fare e perché fine processo mai! Ora lasciamolo riposare in pace e lasciamo vivere in pace i suoi figli e i suoi nipoti”.

Perché stima Craxi?

Ma anche perché c’è una certa sinistra che odiava e che odia, che vive male. (Si leva il grido di uno dalla piazza e giù applausi: “Ma, bravo Matteo!”. E dopo il disco riprende a suonare: “Notti magiche ” e poi la musica di Jimmy Fontana ” Il mondo, non si è fermato mai un momento, gira il mondo gira…”, ndr).

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