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Rosneft e non solo. Chi Salvini e Conte incontreranno in Russia (Farnesina defilata)

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L’approfondimento di Luigi De Biase, già al Foglio, ora al Tg5, esperto di Russia ed Europa dell’est, autore della newsletter settimanale Volga

Moavero, Salvini, Conte: tre viaggi di governo in Russia in tre settimane. Il primo è stato il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, che ha passato alcuni giorni a Mosca la settimana scorsa e ha riprenso colloqui lasciati cadere troppo in fretta e troppo in basso dall’Italia quando al governo c’era ancora il Partito democratico. Con il collega del Commercio russo, Denis Manturov, Moavero ha discusso del bilaterale che si dovrebbe tenere a Roma entro la fine dell’anno; di fronte a quello degli Esteri, Segei Lavrov, ha parlato della sicurezza in Libia e ha invitato Vladimir Putin alla conferenza in programma nel mese di novembre in Sicilia, un vertice al quale il presidente russo potrebbe trovarsi in teoria davanti a Donald Trump, ma che pare al momento fermo alla fase preliminare.

DOVE ANDRA’ SALVINI E CHI VEDRA’

Mercoledì 17, sarà la volta del vicepresidente del consiglio Matteo Salvini, ospite centrale dell’Assemblea di Confindustria Russia. Sarà una visita lampo, il che significa atterraggio all’aeroporto di Sheremetevo in pieno pomeriggio, corsa a sirene spiegate con la scorta sino all’Hotel Lotte, intervento a favore degli imprenditori che resistono a Mosca e ritorno a Roma il giorno seguente. Tutto in ventiquattro ore: d’altronde al governo è ancora aperto il confronto sulla Legge di Bilancio.

GLI OBIETTIVI DI SALVINI IN RUSSIA

Un anticipo del discorso Salvini lo ha dato in ogni caso due giorni fa in un altro appuntamento confindustriale che si è tenuta a Monza: “È in corso a livello europeo il dibattito se rinnovare a tempo indefinito le sanzioni economiche contro la Russia che ritenevo, e ritengo, un’assurdità sociale, culturale ed economica. Ci stanno precludendo un mercato: non vado lì perché mi pagano in rubli, come scrive qualcuno, ma perché ne sono assolutamente convinto”. Il 24 di ottobre toccherà al premier, Conte, volare a Mosca per vedere Putin, e allora saranno due i temi sul tavolo: il Mediterraneo, che Moavero ha già trattato con Lavrov, e i rapporti commerciali di cui Salvini si farà portavoce con la comunità italiana in Russia.

IL SEGNALE PER LE IMPRESE ITALIANE

Certo il viaggio a Mosca di Salvini è un segnale importante all’industria italiana, che ha denunciato più volte il problema delle sanzioni, ma ha dato spesso l’impressione di subire passivamente lo stato delle cose e le decisioni della politica. Una svolta significativa è arrivata lo scorso aprile con una intervista che il numero uno di Confindustria Russia, Ernesto Ferlenghi, ha rilasciato al quotidiano Libero.

GLI AUSPICI DEI PRO RUSSIA

In quella occasione Ferlenghi si augurava che la linea Salvini sulle sanzioni diventasse in tempi stretti la linea del governo, perché “le nostre aziende stanno perdendo posti di lavoro e decine di miliardi”. Salvini da parte sua aveva risposto con l’impegno a lavorare sulla fine dell’embargo economico contro la Russia nel caso in cui la Lega fosse entrata nel governo. Da allora Salvini è diventato vicepremier, il suo partito ha scalato i sondaggi sino a prendere almeno sulla carta il primato nelle preferenze, ma il governo è rimasto sulle posizioni dell’Europa in almeno un paio di circostanze quando si è trattato di rinnovare le sanzioni. A ogni modo, Salvini all’Hotel Lotte di Mosca non avrà di fronte soltanto imprenditori e industriali italiani, ma anche giornalisti russi e magari qualche esponente di rilievo del partito Russia Unita, che sostiene Vladimir Putin e controlla la maggioranza dei seggi alla Duma.

FARNESINA DEFILATA

E’ previsto il saluto alle più importanti cariche della diplomazia italiana, che hanno, però, dovuto seguire da lontano gli sviluppi organizzativi di questo viaggio, per il quale Salvini si è affidato totalmente al Viminale. Non è che il leader della Lega abbia avuto relazioni facili con l’ambasciata a Mosca in passato: alcuni per esempio ricordano ancora di un incontro che si sarebbe dovuto tenere anni fa, quando Salvini non aveva alcun incarico di governo, saltato all’ultimo momento per l’improvvisa e imprevedibile assenza di energia elettrica nella residenza dell’ambasciatore.

IL RUOLO DI PUTIN

All’inizio si pensava che Salvini a Mosca riuscisse a ottenere la possibilità di parlare faccia a faccia con Vladimir Putin, per il quale non ha mai nascosto ammirazione da quando guida la Lega. Sia chiaro, tutto è possibile: Putin nel 2014 si è scomodato per ricevere Federica Mogherini, che allora era ministro degli Esteri e che di fronte al capo del Cremlino “sembrava una scolaretta al primo giorno di lezione”, come ha raccontato a Volga tempo fa un diplomatico. Ma al momento l’ipotesi appare lontana, anche perché il protocollo di Putin si esporrebbe a uno sgarbo istituzionale nei confronti del capo del governo, Conte, che sarà in Russia la settimana prossima.

IL DIALOGO ECONOMICO

A Mosca parlano di visita centrata tutta sui rapporti economici. I margini di manovra esistono: il presidente americano, Trump, ha aperto una nuova fase incontrando Putin a Helsinki lo scorso luglio, e i leader di Francia e Germania, Emmanuel Macron e Angela Merkel, hanno già sfruttato da tempo l’occasione. Conte avrebbe dovuto partecipare anche al Forum economico eurasiatico che si tiene a Verona a fine ottobre sotto la regia di Antonio Fallico. Di sicuro ci saranno il sottosegretario Giorgetti e il vicepremier Di Maio, che rappresenteranno l’Italia di fronte a tipi come Igor Sechin, numero uno di Rosneft, quattro milioni e mezzo di barili di petrolio estratti ogni giorno. E’ possibile che Conte con Putin cerchi di riportare il discorso sulla Libia, dato che i russi devono ancora chiarire chi di loro dovrebbe partecipare alla conferenza di novembre. Sul punto, visto l’impegno militare che la Russia ha deciso di spendere, potrebbe rivelarsi utile l’asse diplomatico Mosca-Tripoli con l’ambasciatore Pasquale Quito Terracciano, che esperienza sul dossier ne ha maturata parecchia a suo tempo, e il prossimo, probabile uomo della Farnesina a Tripoli: Guido De Sanctis, già console a Bengasi e capo dell’Unità Russia del ministero.

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